Pratt e l’avventura sudamericana – 2/5

 

PITTORI DI CARTA.

Gli anni passanti in Argentina ebbero un grosso impatto su di lui e sulla sua opera. Dopo la collaborazione con la Editorial Abril, Pratt passò alla Editorial Frontera di Héctor Oesterheld. Nacque con quest’ultimo una importante collaborazione. Egli illustrò magistralmente delle storie scritte da Héctor Oesterheld, quali Sgt. Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga (Junglemen, fu realizzato, invece, su testi di Ongaro). 

I suoi disegni, così caratteristici, non passarono inosservati, tanto che fu invitato a tenere lezioni alla Escuela Panamericana de Arte diretta da Enrique Lipszyc. Pratt si divise, così, tra la professione e la didattica, non mancando di intraprendere dei viaggi esplorativi, come quelli in Amazonia, nel Mato Grosso o in tutti quei luoghi che ispiravano la sua voglia d’avventura.
Dalle esperienze africane della sua adolescenza e queste sudamericane, la fantasia di Hugo Pratt iniziò a produrre opere del tutto personali. È il caso di Anna della Jungla (che ancora risente del taglio di Oesterheld) che fu il suo primo romanzo a fumetti completo, in quattro singole storie. Successivamente, videro la luce opere molto originali, Capitan Cormorant e Wheeling ad esempio, che avevano il sapore dei romanzi letti in giovinezza, come quelli di Kenneth Roberts e Zane Grey. 
Tra il 1959 e il 1960, la sua voglia di mondo lo porterà a tentare strade nuove in Inghilterra e negli Stati Uniti, ma senza grande successo. 

Nel 1962, troviamo Pratt di nuovo in Italia. Collabora con Il Corriere dei Ragazzi. Realizza per questo periodico diverse opere, tra le quali la riduzione a fumetti, con la sceneggiatura di Mino Milani, di romanzi per ragazzi, come L’isola del tesoro e Il ragazzo rapito scritto da Robert Louis Stevenson. Con la collaborazione di Alberto Ongaro, nasce il suo secondo supereroe: dopo Asso di Picche, ecco il giustiziere de L’Ombra.

 

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