Lo stile narrativo delle storie di Corto – 5/5

 

La serie di Corto Maltese, nel suo sviluppo, si è sempre più caratterizzata per lo stile narrativo delle sceneggiature, tanto da farla apparentare con la più alta letteratura. Lo stesso Pratt diede del fumetto la definizione di “letteratura disegnata”. Tant’è che le storie di Corto Maltese assunsero i connotati del romanzo letterario. Gianni Brunoro giudica il lavoro di Hugo Pratt un’opera letteraria fornita, però, di disegni e illustrazioni. Rileva come la Ballata del mare salato (il primo episodio del 1967) possieda già una precisa ambientazione temporale (gli inizi del XX secolo), quando il fumetto classico aveva allora un’ambientazione relativamente generica e astratta. Nella Ballata, invece, intervengono aspetti politici, sociali, economici ed umani legati proprio al periodo storico. L’episodio, inoltre, si svolge come un racconto corale, fatto di diversi personaggi, tutti con la loro importanza e con il loro approfondimento psicologico, come in una matura opera letteraria. 
Col passare del tempo, Pratt svolse una analisi riflessiva, apportando modifiche al fumetto di Corto Maltese. Questi cambiamenti, sia letterari che grafici, si registrano a partire da Favola di Venezia. Il tratto diventa semplice ed essenziale, ma molto espressivo. La parte testuale viene approfondita e migliorata, con notizie e riferimenti. I temi trattati non seguono una consequenzialità precisa, ma variano, collegandosi a volte al mistero e all’esoterismo. Come in un romanzo odierno di genere graphic novel. Questa confluenza tra fumetto e romanzo divenne la caratteristica dell’opera degli ultimi anni, nella costante ricerca di nobilitare il genere del fumetto. In tale ricerca va la trascrizione letteraria della Ballata del mare salato (del 1995) e di Corte sconta detta arcana (del 1996).

 

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