Tela o carta: qual è la differenza? – 1/3

 

PITTORI DI CARTA.

Vorremmo spezzare una lancia a favore dei fumettisti e degli illustratori, attività oggi sottovalutata. In queste pagine conosceremo molti pittori che anziché la tela utilizzano la carta, scoprendo che la loro abilità creativa non va penalizzata, ma anzi premiata, quando, espressa da grandi artisti, produce bellezza, sempre così importante e necessaria per elevare lo spirito.

Breve storia del disegno

Sin dai primordi, cioè dall’età delle caverne, l’uomo ha tracciato linee per rappresentare qualcosa. È la nascita del disegno. Pur essendo apparentemente semplice, il suo principio è quasi impossibile a definirsi, sia sul piano teorico che pratico. A ben considerare, la stessa scrittura è una forma di disegno, anche se la finalità è diversa. La scrittura rappresenta infatti concetti o parole, nonostante ciò gli ideogrammi cinesi venivano tracciati con il medesimo strumento dell’artista: il pennello. È una forma d’arte che si tramanda tuttora.

Genericamente, il disegno parte da un individuo mosso da un mondo interiore e dal suo immaginario, in una estrinsecazione figurativa. Essendo rappresentativo, il disegno è un mezzo linguistico, quindi, una forma di comunicazione. Ogni civiltà ha posseduto il proprio stile di disegno. Quasi tutte le opere artistiche (nella pittura, come nella scultura o nell’architettura) partono da un primo schizzo. Di grande valore anche quest’ultimo.

Nel Seicento, il disegno era considerato come “il fondamento dell’arte”. Come tale, non era una libera espressione, ma partiva dalla conoscenza di altre discipline, quali la geometria, la prospettiva, lo studio della luce, lo studio dei colori, ma anche l’anatomia e l’architettura. Nello stesso secolo, iniziano le raccolte di disegni di grandi artisti. Se all’inizio prevaleva la “linea di contorno”, col tempo, si preferì il colore, l’effetto pittorico. Dopo il comporre “disegnativo” nacque dunque il comporre “coloristico”.

Con l’arrivo del realismo prevale, definitivamente, il colore, ma emerge anche la luce. Questo perché disegno e pittura diventano una libera espressione del mondo interiore dell’artista, il suo punto di vista delle cose, la sua personalità. Tuttavia, contemporaneamente alla rivoluzione espressiva, negli ultimi due secoli, il valore del disegno è andato svalutandosi sempre più. Ma questo non ovunque. Ci torneremo sopra venerdì prossimo.

 

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