Una Tour Eiffel da record 1/2

 

 

Il nome di Parigi (e della Francia intera) è legato inscindibilmente al nome del suo monumento più famoso: la Tour Eiffel. La sua attrattiva è tale, che registra ben cinque milioni e mezzo di visitatori, ogni anno. Si calcola che dalla sua apertura (1898) ben oltre 250 milioni di persone l’hanno visitata. È infatti, tra i siti più ricercati della Francia (al nono posto), e fra quelli remunerativi perché è a pagamento. È considerata come una delle sette meraviglie del mondo moderno, anche se, tuttora, alcuni ancora la denigrano come fu quando apparve per la prima volta alla vista dei parigini.

La Tour Eiffel fu aperta ai visitatori ad agosto del 1898, in occasione dell’esposizione universale, che si tenne a Parigi a celebrazione del centenario dalla Rivoluzione francese. Venne costruita nel giro di due anni e raggiunse i 324 metri, talmente alta da sovrastare tutte le altre costruzioni parigine. Il suo progettista e creatore fu l’ingegnere Alexandre Gustave Eiffel. La Tour, fino al 1930, fu la costruzione più alta del mondo, superata in quell’anno dal Chrysler Building di New York.
In quanto a modernità la torre espresse anche altre funzioni innovative. E nell’ottica della modernità occorre ricordare che a sud-est della torre Eiffel si trovava una distesa erbosa da dove partivano e atterravano le colossali mongolfiere per i primi viaggiatori dell’aria.

Ciononostante, questa attrazione divenuta subito famosa rischiò, nel 1909, di essere smontata e rimossa. Così voleva l’élite culturale ed artistica francese. Ma la torre fu risparmiata, dal momento che si dimostrò preziosa per posizionare le antenne delle trasmissioni radio (quella che allora si chiamava radiotelegrafia).

Per salire e raggiungere i tre livelli della torre vi sono due vie. La prima con gli ascensori panoramici, azionati ancora con la tecnologia originaria. Oppure si possono salire a piedi ben 1665 scalini complessivi, per raggiungere l’ultimo piano. Qui è collocato un piccolo appartamento-studio, dove Eiffel usava incontrare le personalità dell’epoca. Durante l’esposizione universale, l’ingegnere accolse Thomas Edison, che gli portò un Fonografo di sua invenzione. L’incontro è oggi rappresentato, nello stesso luogo, con dei manichini di cera somiglianti ai personaggi dell’avvenimento.

 

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