Il Marché aux Puces di Saint-Ouen 2/2

 

Nel 1908 la metropolitana serve questa «Foire aux Puces». Il termine “foire” (fiera), richiama il chiasso, la confusione, una babele di rivenditori subissati dall’affluenza di compratori che, soprattutto la domenica, si distraggono con l’abituale passeggiata fuori le mura. Da allora, l’iniziale agglomerato si è moltiplicato in una infinità di altri mercati, specializzati nell’offerta merceologica. Dopo il primo conflitto mondiale la concentrazione commerciale diviene stabile e tra il 1920 e il 1938 si creano altri quattro mercati: Vernaiso, Malik, Biron e Jules Vallès. Tra le due guerre “les Puces” diventa così popolare che numerosi appaltatori accaparrano aree intorno alla Rue des Rosiers. Ciò determina l’esigenza di opere di urbanizzazione, come strade, reti idrauliche e fognarie, elettricità. Crescono luoghi di ristoro, caffè, pub, trattorie. Gli artigiani danno “spettacolo”: lavorano in strada per attrarre clienti, come gli impagliatori di sedie o di metalli artistici. Si organizzano attività ricreative con clown, complessini di musica negroamericana e chitarristi che inventano il Gypsy Jazz o, per dirla alla francese, il Manouche Jazz.

Dopo il 1945 agli iniziali venditori di rottami di metallo e commercianti di stracci, si sono fatti spazio antiquari e mercanti d’abbigliamento. Il mercato amplifica la propria offerta con merce di lusso datata tra XVIII secolo e primo Novecento: mobili restaurati, arazzi, specchi, lampade e articoli per la tavola. Paul Bert, ad esempio, è un mercato eterogeneo: mobili in stile eclettico, accanto a mobili dell’età industriale e Novecento. Per gli amanti di lampade Art déco, Art Nouveau e Design modernista, così per i collezionisti di vetri di Lallique o Gallé, c’è il mercato di Rosiers. L’Entrepôtè, invece, è specializzato in “marchandises volumineuses” cioè merci fuori misura; soprattutto grandi scalinate, librerie, caminetti, “zinchi”, gazebo, portali di pietra e portoni di palazzi, con il vantaggio del trasporto gratuito a destinazione. Gli appassionati di reliquie napoleoniche trovano armi d’epoca ed effetti militari; i bibliofili libri antichi e cimeli tipografici. Sono un po’ dappertutto.

Vernaison è quello che conserva i caratteri storici del passato. I suoi vicoli tortuosi, suggestivi, sono la dimostrazione dell’espansione del mercato delle pulci, quello improvvisato. I suoi chioschi specializzati offrono dai vecchi giocattoli agli oggetti scientifici. Dagli anni Novanta si sono aggiunti, a quelli originari, altri tredici mercati. Tanto che oggi “Les Puces” è stato classificato “Zone de Protection du Patrimoine Architectural Urbain et Paysager”, per l’atmosfera particolare che si respira, percorrendo i vicoli scoperti o coperti dei suoi complessivi diciassette mercati. È per questo che quanti non si accontentano di passeggiare o di acquistare, possono seguire delle visite guidate, per scoprirne i risvolti più nascosti.

 

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About the author: Sergio Bertolami

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