T’innamorerai, con un colpo di fulmine

 

Sabirfest è un evento ispirato allo spirito di conoscenza e ospitalità della lingua sabir. «Cos’è la lingua sabir?» domanderete voi. E Molière mi avvertirebbe: «Se ti sabir, ti respondir. Se non sabir, tazir, tazir», come dire: «Se tu sai, rispondi. Se non sai, taci». Mi sono documentato e perciò chiarisco: è la più longeva lingua pidgin di cui si abbia notizia. Una lingua franca barbaresca – dove franchi erano i cristiani europei e barbareschi i musulmani – nata dal miscuglio di lingue parlate fra le popolazioni del Mediterraneo per capirsi sulle necessità della vita quotidiana. È durata almeno tre secoli e l’avremmo dimenticata senza questa manifestazione intrapresa nel 2014 a Messina, che «propone occasioni per vivere la nostra città e il Mediterraneo come spazio aperto di crescita culturale e partecipazione sociale, di creatività e di svago». Quest’anno ha raddoppiato attività: quattro giorni a Messina e altrettanti a Catania (fino al 16 ottobre). Con SabirFestival puoi appassionarti a letture, seminari, laboratori, cinema, teatro, fumetti. A SabirMaydan, la “piazza nella piazza”, puoi ascoltare e dibattere sul Mediterraneo come spazio di lotta e di progresso. A SabirLibri scoprire storie, idee, opere e autori, perché cinquantacinque sono le case editrici che presentano novità ai lettori. Tutto ciò per un pubblico differenziato in quanto ad interessi ed età: per giovani o meno, per studenti degli Istituti coinvolti direttamente e per i più piccoli con laboratori di animazione. Insomma, un programma fitto di appuntamenti per evitare a Messina i “Vuoti di memoria” e a Catania per tracciare rotte tra le realtà complesse dei quartieri del centro storico che restituiscono una “Città arcipelago”.

 

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