L’inaspettato successo di Tex 3/6

 

Le pubblicazioni di Occhio cupo, non ottengono il successo sperato, e dopo sei puntate viene interrotto. Ma è Tex Willer a riservare incredibili sorprese. È talmente accettato dal pubblico, sin dalla prima uscita (intitolata Il totem misterioso), che, in breve, si trasforma in uno dei maggiori successi editoriali nel settore dei fumetti di quel periodo. Per Tex verrà utilizzato, successivamente, il formato ancora detto “formato Bonelli”, cioè, un albo di grandi dimensioni, che permette ai fumettisti una libertà d’espressione grafica non ottenibile con un formato più piccolo, come era stato impiegato per le uscite infelici di Occhio cupo. Quegli anni per Galep sono molto faticosi. Quasi non dorme per completare le strisce di Occhio cupo e Tex e le loro copertine. La situazione si normalizza quando vengono assunti dei grafici molto bravi, che lo affiancheranno per gestire le avventure di Tex. I nomi di questi collaboratori, che spenderanno la loro vita sui racconti del ranger, sono: Guglielmo Letteri, Giovanni Ticci ed Erio Nicolò.

Anche Galup, impiegato quasi a tempo pieno su Tex, avrà difficoltà a realizzare altri impegni grafici. Lo fa negli anni Cinquanta, con le copertine de Le Avventure del West (sempre Edizioni Audace) e solo nel 1977, disegnerà un altro racconto L’Uomo del Texas su sceneggiatura di Guido Nolitta, per la serie Un Uomo, Un’Avventura, edita dalla stessa Bonelli (che allora aveva il nome di Edizioni Cepim). Nel 1989, su incarico dell’editrice, Galup disegnò tavole e copertina del terzo albo speciale di Tex Willer, Il segno del serpente, che fu pubblicato l’anno seguente. Nel 1993, dopo quarantasei anni, smise di illustrare le storie del ranger, lasciando l’incarico al fumettista Claudio Villa. A distanza di un anno Aurelio Galleppini (Galup) muore all’età di 76 anni. Sembra stesse realizzando una nuova storia di Tex.

 

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