Il Simbolismo: Jean Moréas, il fondatore

 

Il poeta Jean Moréas, oggi poco conosciuto, fu un importante autore francese di fine Ottocento. Di origine greca, battezzato col nome di A. Papadiamantopoulos, nacque nel 1856 ad Atene, ed essendo di famiglia benestante (suo padre era giudice), ebbe l’opportunità di studiare il francese in patria. Imparata la seconda lingua, assai bene, nel 1875, partì alla volta di Parigi. Qui si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza, per proseguire i suoi studi di legge, ma mentre studiava ebbe il modo di frequentare importanti circoli culturali (tra cui quello dell’Hydropathes). Qui, ebbe l’opportunità di conoscere parecchi letterati ed artisti francesi. Tra i nomi dell’epoca, possiamo citare: Guy de Maupassant e Léon Bloy; ma anche Alphonse Allais e Charles Cros. Jean “contagiato” si mise a scrivere testi, ottenendo un buon successo come poeta.

Dopo un breve soggiorno ad Atene, tornò a Parigi, per stabilirvisi definitivamente nel 1880. Successivamente, nel 1884 e nel 1886, pubblicò le sue prime raccolte di poesie. I due testi avevano una chiara ispirazione al poeta “maledetto” Paul Verlaine (1884-1896), contemporaneo. Quest’ultimo con le sue malinconie poetiche ispirò alcuni pittori impressionisti e musicisti (quali Reynaldo Hahn e Claude Debussy). Verlaine, come Charles Baudelaire, seguivano il movimento decadentista. Ciononostante, a questo proposito, Moréas contestò l’esoterismo della poesia decadente, ma soprattutto l’ambiguità della definizione “decadentismo”, osservando che “potrebbe essere chiamato con maggiore precisione i simbolisti.”

È proprio partendo da questo concetto, che Jean Moréas pubblicò il “manifesto letterario” del Simbolismo, nel supplemento letterario de Le Figaro, il 18 settembre 1886. Dopo la pubblicazione, egli lasciò i suoi riferimenti decadentisti e la corrente (Parnaso, del 1 ottobre 1886) formando in seguito, un proprio movimento simbolista, con Adam e Paul Gustave Kahn. Secondo Moréas “la poesia simbolista cerca di rivestire l’idea di una forma sensibile, che, però, non sarebbe il suo obiettivo a sé stesso, ma che, mentre serve per esprimere l’idea, rimarrebbe soggetto”, implicando “uno stile archetipo e complesso, al tempo stesso.

Dopo il manifesto e la definizione del movimento, Moréas cercò di mettere in pratica le sue teorie. Nel 1886, pubblicò la raccolta di poesie Les Demoiselles Goubert, scritto con la collaborazione dell’amico Paul Adam. Fu un completo insuccesso. Ci riprovò nel 1891 con il testo Passionate Pilgrim, ma la musica non cambiò di molto. Successivamente, per una migliore definizione del simbolismo, prese le distanze dagli influssi tedeschi e scandinavi, molto seguiti dagli adepti del movimento. Nel 1892, infatti, fondò la scuola romana, che si rifaceva al mondo greco-latino, proprio contro quegli influssi dell’Europa del Nord. È grazie a questo cambiamento radicale (dovuto, probabilmente, alle sue origini greche), che, nel 1899, pubblicò il suo libro più famoso, intitolato Stanze.  Vi si riscontra un linguaggio di una purezza classica, sul genere di André Chénier. Morì nel 1910. Le sue spoglie sono conservate nel cimitero di Père-Lachaise.

 

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ENCICLOPEDIA TRECCANI: JEAN MORÉAS

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CONTE D’ AMOUR di Jean Moréas

 

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