Il Simbolismo: gli scrittori, Baudelaire

 

Baudelaire, sin da giovane, si dimostrò tormentato, a causa del rapporto con la madre ed il patrigno, uomo estremamente rigido, essendo un militare. Col crescere si rivelò nello studio incostante e insofferente, ottenendo, tuttavia, dopo varie vicissitudini, il diploma liceale. Dopo un’indecisione iniziale, cominciò a frequentare l’ambiente letterario parigino, dove conobbe autori ed artisti, che, però, si caratterizzavano per una vita bohémien. Iniziò a frequentare prostitute e ambienti non molto raccomandabili. I genitori, per toglierlo dalla “cattiva strada”, lo fecero imbarcare su una nave diretta in Indio. Boudelaire, pur non completando il viaggio, ne guadagnò il senso dell’esotismo, che poi contaminerà il suo libro più famoso, Les Fleurs du Mal.

Divenuto maggiorenne, scelse la vita dissoluta del bohèmien, così come ebbe un intenso e tormentato rapporto con una danzatrice e attrice teatrale, nera, di origini haitiane. Non preoccupandosi dei soldi, andò ad abitare nel lussuoso hotel de Pimodan sulla centralissima isola di Saint-Louis. Questo stile di vita “alla moda”, lo mise in luce ed evidenziò tra gli scrittori ed artisti di Parigi. La cosa strana era che Baudelaire, fino a quel momento, non aveva pubblicato molto come poeta. Il dispendioso stile di vita, comunque, lo portò, in breve tempo, a dilapidare gran parte dei suoi averi. La madre, in ogni caso, gli tagliò i fondi. Ciononostante, non si fermò. Entrò a far parte del Club des Hashischins, dove si incontravano personalità come Théophile  Gautier, Honoré de Balzac, Eugène Delacroix ed Alexandre Dumas padre. In questo club “esclusivo” si faceva anche uso di droghe di diverso tipo.

Nel 1845 realizzò la sua prima pubblicazione, consistente in una recensione critica del Salon di quell’anno, ottenendo un certo successo. Intanto scriveva composizioni poetiche. Nonostante questo, la sua vita andava a rotoli, sia economicamente che psicologicamente. Sempre nel 1845, tentò il suo primo suicidio, ma non si ferì gravemente. L’anno successivo, tornò a lavorare come critico d’arte ed articolista su vari giornali. La sua fama crebbe. In seguito, pubblicò come poeta, la sua prima raccolta, intitolata A una signora creola.

Nonostante la sua vita disordinata, Baudelaire partecipò, con grande coscienza civile, ai moti del 1848 a Parigi, salendo sulle barricate rivoluzionarie. La sconfitta e l’instaurazione del regime bonapartista di Napoleone III, colpirono profondamente il poeta. Questo stato d’animo si ritroverà nella sua opera successiva. Il suo impegno lo farà rifugiare nel giornalismo, nella critica d’arte e nelle traduzioni di testi dall’inglese di autori come Edgar Allan Poe. Le sue versioni in francese gli daranno una notorietà in più, ma soprattutto una nuova ispirazione artistica, in particolare per il successivo Les Fleurs du Mal.

Se vuoi approfondire, clicca:
ENCICLOPEDIA TRECCANI: CHARLES BAUDELAIRE

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BAUDELAIRE, VITA

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LA FANFARLO E IL GIOVANE INCANTATORE
I FIORI DEL MALE
PARADISI ARTIFICIALI

Fonte dell’immagine: Wikimedia

 

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