Se il disegno non è ancora cominciato

 

L’elogio della lentezza. Mi sono trovato a farlo presente a Paolo Portoghesi che lamentava la lentezza con cui s’è costruita la sua Moschea a Roma. Gli ho ricordato Calvino delle lezioni Americane, quando racconta di quell’imperatore che richiese a Chuang-Tzu il più bel disegno di un granchio. Per questo gli accordò cinque anni e una villa con dodici servitori. Allo scadere del tempo Chuang-Tzu chiese altri cinque anni, poiché il disegno non era ancora cominciato. Quando l’imperatore tornò alla villa, davanti a lui Chuang-Tzu con un gesto rapido di pennello disegnò finalmente «il più perfetto granchio che si fosse mai visto». La storia dimostra che nella interiorizzazione di un concetto, nell’apprendimento di competenze, non conta la rapidità bensì il processo. Richard Sennett dice di aver scoperto la “regola delle diecimila ore”. Sono cinque o sei anni trascorsi ad esercitarsi «sul come affrontare un problema secondo modalità differenti». Chuang-Tzu di anni ne ha impiegati dieci, nel corso dei quali ha maturato il suo granchio, con l’esperienza e il tempo. L’idea comune è, invece, che occorra agire con sollecitudine alle richieste altrui; mentre basilare è accrescere il patrimonio delle conoscenze acquisite. Fra le molteplici virtù del mistico Chuang-Tzu, era infatti la concezione che è infinito il sapere in rapporto alla limitatezza della vita. Al contrario di ciò, l’ordinario sistema d’istruzione (e dei suoi crediti formativi) si basa sulla rapidità dello studio. Ai giovani s’impone d’imparare subito qualcosa per passare alla fase successiva, e quel che è peggio, indicando un’unica via per risolvere il problema. La realtà è che occorrerebbe insegnare alle persone a pensare: le soluzioni sono molteplici e con lentezza si mette a punto la qualità.

Fonte dell’immagine: Scienza sacra

About the author: Sergio Bertolami

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