Antichi mestieri: lo Stalliere

 

Anche se la mattina, per andare al lavoro, prendiamo l’automobile e non il cavallo, non vuol dire che questi siano scomparsi. Certo non sono più utilizzati per gli spostamenti o i viaggi, come anticamente, ma in quasi tutte le città se ne possono trovare (ma non per strada). Chi si occupa di loro, sostanzialmente, a tutt’oggi, ripete un mestiere antichissimo, fatto di esperienze semplici ma millenarie.
Il primo consiglio (ovvio) è quello di iniziare presso scuderie, maneggi ed allevamenti, cioè, dove sono i cavalli. È un mestiere, comunque, per chi li ama, li cura e li pulisce. Se l’attività di stalliere è a portata di tutti, non richiedendo specifici studi, è gradita una certa esperienza, che comunque si può creare nel tempo. Scegliete voi se andare al galoppo o al trotto, l’importante che sia a cavallo ed in mezzo la natura.

La cavalleria nell’età classica
Tra i cavalli più antichi e famosi nella storia vi è quello detto “Cavallo di Troia”. Ricorda lo stratagemma, inventato da Ulisse, per penetrare nelle difese troiane, dopo anni di assedio. È così famoso da divenire un modo di dire, d’uso comune. Tuttavia, il “piè veloce” era quello di Achille, mentre il mitico cavallo di Troia fu realizzato da Epeo, sotto le direttive, addirittura, della dea Atena. Il cavallo (allora così raro) come realtà divina?
Fino all’invenzione dell’automobile, cioè quasi un secolo fa, l’uomo ha sempre usato il cavallo come mezzo di locomozione: negli spostamenti, nel traino di carri e, militarmente, per l’attacco vincente al nemico. Tutt’oggi, i reparti corazzati dell’esercito (composti da carri armati), rientrano nella “cavalleria”. La prima arma da guerra con il cavallo, infatti, era completa di equino, cavaliere e arco con frecce. Era l’armamento dei popoli nomadi, come pellerossa, mongoli o barbari. Più tardi, tra i greci ed i persiani, invece, si diffuse l’uso del carro da guerra, chiaramente, sempre trainato da cavalli.

I greci scoprirono il ruolo della cavalleria nella guerra del Peloponneso, quando tra i contendenti apparse la cavalleria tessala, costituita grazie alle pianure della Tessaglia (la Grecia è prevalentemente montuosa). I cavalieri greci venivano chiamati hippikon, ma non erano molti (a causa dei costi di mantenimento). Nelle guerre persiane, gli ateniesi contavano un gruppo di 300 cavalieri. Più tardi, dopo il V secolo, la loro importanza crebbe con i primi finanziamenti economici agli hippikon. Dopo il 442 a.C. il reparto a cavallo di Atene supera le 1000 unità. Anche Sparta e Corinto seguono l’esempio ateniese, dotandosi di una prima cavalleria.

In realtà l’uso di guerrieri a cavallo, non attecchì mai veramente, né in Grecia, né a Roma, almeno fino alle guerre puniche (i romani utilizzavano solo la fanteria). A loro spese, questi fecero esperienza della forza della cavalleria. Grazie alla cavalleria, infatti, Annibale li sconfisse nella battaglia di Canne (216 a.C.). La sua arma segreta si chiamava “cavalieri numidi”. Quando questi, per accordi politici, passarono dalla parte dei romani, lo stesso Annibale venne sconfitto nella battaglia di Zama (202 a.C.) dal romano Scipione l’Africano. Ciononostante, la forza dell’esercito romano si mantenne sulle legioni di fanteria. Solo nel periodo del tardo impero, si iniziò ad utilizzare maggiormente i cavalli. Il nemico, pressante sul confine settentrionale, i barbari, utilizzava il classico connubio arciere e cavallo, che era più veloce e sfuggente. Lo stesso controllo delle frontiere costrinse all’uso del cavallo. Come i mongoli invasero la Cina, i barbari fecero altrettanto con Roma. Proprio grazie ai cavalli.

ENCICLOPEDIA TRECCANI: LA STALLA
ENCICLOPEDIA TRECCANI: IL CAVALLO

VIDEO ANTICHI MESTIERI:
una mattina 2011 nella stalla di Degas e Carolina
i cavalli della polizia nella stalla della Masseria IRISI di S.Eufemia Lamezia Terme
Al lavoro nella stalla / Working in the horse stable

 

 

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