Il seguito della sua storia con lei

 

Qualcosa è cambiato, da ieri – considerava Théophile – La tua lettura non è più solitaria: pensi alla lettrice che in questo stesso momento sta aprendo anche lei il libro, ed ecco che al romanzo da leggere si sovrappone un possibile romanzo da vivere, il seguito della tua storia con lei, o meglio: l’inizio di una possibile storia. Poi rifletteva che non erano sue quelle parole che sgorgavano così naturali. Chi aveva scritto, in modo tanto espressivo, lo sfarfallio che produceva la sua mente a ricordare la ragazza avvicinata in libreria? È strano come brani di vita altrui potessero appartenergli. Brani letti su di un libro di cui lasciava ad un suo ipotetico lettore la curiosità di indovinarne il titolo. Aveva necessità di condividere ciò che provava ad ogni piè sospinto. Sembrava, invece, che tutti vivessero senza cogliere i minimi risvolti di una giornata vissuta intensamente. A differenza dei più, quella ragazza era invece un’eccezione. Forse era l’empatia che li portava a vivere ogni attimo, ogni parola scambiata, ogni immagine riflessa nei loro occhi. Quel giorno, Théophile decise che, anziché della parola parlata, avrebbe fatto maggior uso della parola scritta. Non importava chi avrebbe letto il divagare dei suoi pensieri scompigliati. Un lettore, prima o poi – fosse anche sé stesso a distanza di tempo – avrebbe scoperto quelle righe dimenticate in un cassetto. Insorse, perciò, in lui il proposito di riunire i suoi fogli di appunti in un raccoglitore. Alla fine, forse, lo avrebbe giudicato inutile, come sono inutili quei pensieri accantonati negli angoli dell’esistenza e non ancora spazzati via. Un raccoglitore che prima o poi, questo sì, avrebbe gettato via.

Théo Feel, Racconti senza senso nella babele delle lingue.

Da Entasis.it

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