Édouard Manet – La ferrovia

 

Edouard Manet – Le Chemin de fer, olio su tela, 1872-1873, National Gallery of Art di Washington.
Édouard Manet (Parigi, 23 gennaio 1832 – Parigi, 30 aprile 1883) è stato un pittore francese, considerato il maggiore interprete della pittura preimpressionista. Sin dal principio Manet era animato dalla volontà di ricercare il vero dietro l’apparenza, e di fissare sulla tela la fremente realtà.

La ferrovia

Manet intraprese l’esecuzione de La ferrovia nel 1872, dipingendo per la maggiore in en plein air, con l’aggiunta di alcuni dettagli secondari eseguita nel chiuso dell’atelier e la rifinitura globale portata a termine nel giardino del pittore Hirsch, all’incrocio tra rue de Rome e rue de Constantinople, dunque a poca distanza dal parco binari della trafficata stazione di Saint-Lazare. Il dipinto raffigura una donna e una bambina, per le quali posano rispettivamente Victorine Meurent, già modella di Olympia, e la figlia di un amico, probabilmente proprio dell’Hirsch. La ragazza di sinistra ha uno sguardo pensieroso e mesto e regge sul grembo un ventaglio, un libro aperto e un cagnolino addormentato (si tratta questa di una citazione dalla Venere di Urbino di Tiziano Vecellio, antico maestro particolarmente amato dal Manet). La bambina di destra, invece, è vestita con un elegante abito bianco e blu e rivolge le spalle all’osservatore: è aggrappata all’inferriata di ferro, e ammira con grande reverenza lo spettacolo del treno in manovra, che si fa strada verso la stazione con grandi sbuffi di vapore. Alla vivace curiosità della fanciulla si contrappone la mestizia della donna, consapevole della propria maturità, la quale infatti non è interessata all’arrivo della locomotiva, anche se interrompe per un attimo la lettura. A completare la composizione vi è un grappolo d’uva, posto a destra del muricciolo.

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