Resilienza: unitarietà di procedure d’intervento

 

Il testo “Resilienza e territorio”, che qui presentiamo, è la raccolta degli atti di un convegno svoltosi ad aprile del 2016 all’Università degli Studi di Firenze. Negli ultimi decenni la comunità scientifica internazionale ha fornito molti contributi sull’argomento della resilienza, ovvero la capacità di reagire di fronte a forti traumi, ad inaspettate difficoltà. Ciò ha permesso di migliorare le fasi di messa a punto dei differenti approcci analitici, dando luogo ad un maggiore coordinamento fra gli specialisti, perfezionando così il livello di professionalità e il quadro normativo internazionale. Le esperienze fatte sul campo sono state, quindi, il fattore principale per un lungo ed attento percorso di formazione. Si avverte ora la necessità una interdisciplinarità fra i saperi, come presupposto allo sviluppo della resilienza di sistemi complessi. Occorre individuare una unitarietà di procedure d’intervento, all’interno delle quali le diverse esperienze possano essere collocate. E questo non solo per scopi divulgativi o istruttivi, di mero carattere universitario.

La città di Firenze costituisce un esempio ottimale per l’applicazione di analisi sulla resilienza poiché il suo patrimonio d’arte ho superato le minacce portate dall’alluvione del 1966. Ancora oggi la città conserva fortunatamente le proprie memorie storiche di primaria importanza per la cultura del mondo. Il workshop, di cui il testo che presentiamo è il documento riassuntivo, ha preso spunto proprio dall’alluvione di cui, nel 2016, ricorreva il cinquantenario. In realtà nel 1966 il concetto di resilienza non aveva ancora fatto la sua apparizione nel panorama scientifico. Pur tuttavia, la capacità reattiva della popolazione nel salvare tanti tesori storici ed artistici dalla furia dell’Arno ha dimostrato come si possa agire nel migliore dei modi per salvaguardare il territorio. Oggi quelle azioni e la consapevolezza dell’operare può fornire valide indicazioni sulle quali riflettere.

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