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Il Settecento 11 |
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La filosofia nel '700:
Jean-Jacques Rousseau |
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La
filosofia nel Settecento /2 |
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Silvestrini Gabriella
Diritto naturale e volontà generale. Il
contrattualismo repubblicano di Jean-Jacques
Rousseau
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Stigmatizzato come il teorico
di una sovranità popolare che mette a
repentaglio i diritti fonda-mentali degli
individui e la stabilità della costituzione,
Rousseau sembra oscillare tra una visio-ne della
politica come palingenesi terrena e un
pessimismo radicale verso le istituzioni
sociali. Sulla base di un'accurata rilettura dei
manoscritti e dei testi di Rousseau, di un
confronto con le teorie giusnaturaliste e le
vicende della repubblica ginevrina, Gabriella
Silvestrini propone una diversa interpretazione
del pensiero politico di questo autore e di
alcuni suoi concetti chiave: democrazia,
repubblica, volontà generale e religione civile.
In tale prospettiva la teoria politica di
Rousseau appare segnata dall'intento di
riformulare in chiave repubblicana le concezioni
contrattualistiche imprimendo, attraverso il
concetto di vo-lontà generale, un carattere
altamente costituzionale all'idea di sovranità
popolare elaborata dai suoi predecessori.
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Collisani Amalia
La musica di Jean-Jacques Rousseau
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La musica cui si riferisce il
titolo di questo libro è quella che Rousseau
ascoltò, copiò, compose; ma è anche l'idea
ch'egli elaborò all'interno della riflessione
sulle società, sui linguaggi, sull'uomo.
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Rousseau Jean-Jacques
Emilio o dell'educazione
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In occasione del
tricentenario della nascita di Jean-Jacques
Rousseau l'Armando ha deciso di ripubblicare
questo grande classico della pedagogia con
l'intento di rendere omaggio all'illustre
pedagogista svizzero, ripercorrendo le tappe
salienti di questo capolavoro formativo a
conferma dell'originalità e attualità del suo
pensiero, nel contesto della pedagogia
contemporanea. Oggetto di aspre critiche a causa
del concetto innovativo di "educazione
preventiva", quest'opera rappresenta un classico
di tutti i tempi, fondamento e ispirazione per
tutte le teorie pedagogiche che si sono
succedute.
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Rousseau Jean-Jacques
Il contratto sociale
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E' un'opera di ispirazione
antimonarchica. Possiamo dire del Contratto
sociale ciò che il suo autore diceva del
Principe di Machiavelli: è il libro dei
repubblicani. Rifiutando la sovranità ai re,
ripetendo ch'essa deve appartenere al popolo e
non può che appartenere ad esso, Rousseau si
pronuncia apertamente per la democrazia. Certo
non è una democrazia nel senso ristretto in cui
l'intende nel Contratto sociale, ossia come
governo diretto dal popolo, ma in quel senso
largo che la parola assume nella Lettre à
d'Alembert: una democrazia è uno Stato dove i
sudditi e il sovrano sono gli stessi uomini
considerati sotto diversi rapporti" (dal saggio
introduttivo).
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Il Settecento 10 |
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La filosofia nel '700: l'Empirismo britannico |
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La
filosofia nel Settecento /1 |
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Reale Giovanni;
Antiseri Dario
Storia della filosofia dalle origini a oggi.
Vol. 5: Empirismo e razionalismo.
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II Seicento è l'età del
metodo. Cartesio firma l'atto di nascita della
filosofia moderna. Grandi correnti di pensiero,
razionalismo ed empirismo, si danno battaglia. È
la stagione dei grandi maestri Spinoza, Leibniz,
Locke e Berkeley.
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Sellars Wilfrid
Empirismo e filosofia
della mente
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Pubblicato nel 1956, questo
testo permise una metamorfosi della filosofia
analitica: ruppe la linea - fondata sulla
dottrina del "sapere per conoscenza" - che univa
Russell e Ayer a Locke e Hume. Per Sellars il
mito del dato della tradizione dell'oggettivismo
scientifico è il risultato di una confusione tra
l'acquisizione e la giustificazione delle
conoscenze, tra la spiegazione casuale di come
veniamo a conoscere una certa cosa e la
giustificazione delle credenze che ci siamo
formati circa la realtà. Il "mito del dato"
nasce nel momento in cui confondiamo il piano
della comunicazione con quello degli eventi
mentali, mentre per Sellars le intuizioni, la
perspicacia e le conoscenze prelinguistiche sono
apprese di fatto attraverso il linguaggio.
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Il Settecento 9 |
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Il Teatro e le mode nel '700 |
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Il
Teatro e le mode nel Settecento |
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Caroli Flavio
Il
gran teatro del mondo. L'anima e il volto del
Settecento
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Ideata e curata da Flavio
Caroli, una spettacolare mostra sul Settecento
(Milano, 12 novembre 2003-12 aprile 2004) - un
periodo storico fondamentale per le
trasformazioni e le conoscenze acquisite in
tutti i campi del sapere umano e quindi cruciale
nel passaggio all'età contemporanea - indagato
per la prima volta a tutto tondo nelle arti,
nella musica, nel teatro, nella letteratura. La
mostra presenta circa 300 opere tra dipinti,
sculture, disegni, acquarelli, acqueforti,
incisioni, stampe e libri, provenienti dai
maggiori musei italiani e stranieri: da
Giambattista Tiepolo a Ceruti, da Gaspar Van
Wittel a Pietro Longhi, da Wright of Derby a
Canaletto.
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Stefani C.
Ricordi in micromosaico. Vedute e paesaggi per i
viaggiatori del Grand Tour
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Esiste una Roma del
micromosaico o mosaico "minuto", di quella
miniatura perfetta, nata nell'ultimo quarto del
Settecento, che ha ridotto in scala non solo
l'immagine ma anche e soprattutto la tecnica?
Pare proprio di sì e questo volume lo dimostra
attraverso immagini e documenti, memorie,
annuari, almanacchi e manuali del periodo
1806-1855 (Maria Grazia Branchetti), spulciando
nei libri di viaggio e nelle guide di autori
inglesi della prima metà dell'Ottocento, con
particolare riguardo a un episodio della vita di
Michelangelo Barberi (Giuliana Franzini
Musiani), analizzando quell'Italia in miniatura
costruita, tra Sette e Ottocento, per
l'industria del souvenir (Chiara Stefani),
dandoci notizie precise sulle invenzioni e le
tecniche (Roberto Grieco) o sulla tavolozza di
Giacomo Raffaelli (Alessia Birri), fornendoci
nominativi e indirizzari dei mosaicisti (Maria
Grazia Branchetti) e lo stesso glossario
(Roberto Grieco). La storia del procedimento o
di quella microtecnologia concepita dai
contemporanei come apice virtuosistico della
tecnica musiva, ne esce a tutto tondo.
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Bonaventura Vincenzo
La Sicilia al tempo del Grand Tour. L'isola
vista dai viaggiatori stranieri della seconda
metà del Settecento
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Nella seconda metà del
Settecento, impregnata di neoclassicismo e di
illuminismo, la Sicilia non fu più un'appendice
insolita al Grand Tour italiano, ma, speciamente
dopo l'avallo di Goethe, una meta
indispensabile. E i tantissimi viaggiatori
stranieri raccontano, scrivendo e ancor più
disegnando, la Sicilia com'era in quel periodo.
O meglio, come la vedeva ciascuno di loro. Il
ritratto variegato e spesso contraddittorio
dell'isola si fa, nel libro, un unico racconto
di immagini e parole, ricco di notizie e, ancor
più di splendide immagini e suggestioni visive.
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Il Settecento 8 |
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La Rivoluzione
economica nel
Settecento |
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La
Rivoluzione economica nel Settecento |
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Mocarelli Luca
Costruire la città.
Edilizia e vita economica nella Milano del
secondo Settecento
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Solo di recente
gli storici economici hanno iniziato a occuparsi
dell'edilizia in una nuova prospettiva, volta
finalmente a valorizzarne il grande significato
economico. Questo volume intende contribuire al
dibattito presentando il caso di una città, la
Milano del secondo Settecento, caratterizzata da
un'attività edilizia molto intensa. La prima
parte del lavoro si sofferma sul versante della
domanda presentando sia i protagonisti, pubblici
e privati, che hanno sostenuto il boom
costruttivo in atto, sia le ragioni economiche e
politico-istituzionali che lo hanno consentito.
Si passa poi a un esame delle componenti
principali dell'offerta, vale a dire la
realizzazione dei materiali da costruzione, di
cui si sono ricostruiti gli orizzonti produttivi
e gli assetti organizzativi, e il mercato del
lavoro, con una particolare attenzione alle
modalità operative dei protagonisti del settore
e ai caratteri della manodopera. Infine si è
affrontata la questione del significato
economico dell'edilizia prendendo in
considerazione diversi aspetti: dalla sua
funzione anticongiunturale ai legami con il
mercato immobiliare, dai rapporti con il mondo
del credito all'interazione con la vita
economica locale. Si è avuto così modo di
evidenziare l'importanza del settore
nell'economia milanese del tempo, non solo per
quanto riguarda il versante produttivo e
occupazionale, ma anche con riferimento agli
effetti moltiplicativi che è stato in grado di
dispiegare. |
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Albertone M.
Governare il mondo. L'economia come linguaggio
della politica nell'Europa del Settecento
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Le odierne crisi finanziarie, l'accelerarsi
delle trasformazioni, l'affacciarsi di nuovi
protagonisti sulla scena mondiale pongono oggi
all'attenzione questioni e problemi considerati
conseguenze di un mondo sempre più
interdipendente. In realtà, già nel Settecento
uomini come Adam Ferguson, David Hume e Adam
Smith si interrogavano e riflettevano sulla
moralità e sull'etica nell'economia, sulla
formazione della "ricchezza delle nazioni", sui
modi attraverso i quali superare la "gelosia
commerciale", grazie all'armonizzazione degli
opposti interessi. In questo volume studiosi e
studiose europei di diverse generazioni
analizzano i linguaggi e le teorie economiche
che nel Settecento l'Europa sviluppò per dare
risposte ai problemi che gli Stati e le società
si trovarono a fronteggiare, pur nella loro
diversità. Nella tensione tra cambiamento e
conservazione, le politiche di riforma
affrontarono problemi condivisi: l'illuministica
ricerca della felicità, che interessava
governanti e governati, monarchie e repubbliche,
sudditi e cittadini, il benessere del singolo e
la potenza degli Stati, imponeva innanzitutto di
interrogarsi sulle condizioni materiali di vita
e su come modificarle. La riflessione economica
cercò dunque risposte alla complessità dei
problemi in una elaborazione teorica che
fornisse indirizzi e strumenti per l'attuazione
di politiche e di riforme che rendessero
migliori le condizioni di vita. |
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Molesti Romano
Economisti e accademici nel Settecento veneto.
Una visione organica dell'economia
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La pubblicazione di alcuni scritti di economisti
e accademici italiani del '700 può risultare
utile specie nel momento presente in cui la
scienza economica standard, di derivazione
marginalista, che si rifà al vecchio paradigma
meccanicista e determinista di stampo cartesiano
e galileiano, dimostra tutta la sua
insufficienza. Del nuovo moderno paradigma,
sistemico e volontarista, che ha la sua massima
espressione nella bioeconomia di N.
Gerogescu-Roegen, i nostri autori del
Settecento, possono, in un certo senso, essere
considerati come dei precursori. Nella
pubblicistica economica veneta del Settecento
rivestono notevole interesse le dissertazioni
presentate in occasione dei concorsi banditi
dalle varie Accademie di agricoltura, arti e
commercio. In molti autori di tali dissertazioni
si avverte una genuina partecipazione al tema
trattato, specie nel tentativo di indicare le
soluzioni più aderenti alla realtà. Di tali
memorie si è ritenuto opportuno pubblicarne
alcune nel presente volume. Notazioni
particolarmente rilevanti contro il lusso compie
l'economista mantovano G. Gherardo D'Arco.
Un'impostazione, questa, propria anche
dell'economista friulano Antonio Zanon, un
autore importante, di cui è interamente
pubblicato nel volume il manoscritto sull'Arte
della seta. Assai rilevanti poi, tra le varie
dissertazioni pubblicate, quelle che trattano
delle misere condizioni degli operai delle
campagne venete. |
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Il Settecento 7 |
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La Medicina nel
Settecento |
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La
Medicina nel Settecento |
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D'Alessandro Antonietta
Psiche-soma. Ippocrate nella letteratura medica
del Settecento
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L'autrice affronta il
problema della ripresa dell'ippocratismo nella
medicina del Settecento, analizzando, attraverso
le emblematiche figure di Boerhaave, Stahl,
Hoffmann, Boissier de Sauvages, Bordeu, Barthez,
le proposte di soluzione che i medici-filosofi
del secolo offrono al problema lasciato insoluto
da Cartesio riguardo alle relazioni esistenti
tra anima e corpo. Spinti da tale esigenza,
questi scienziati riprendono l'antica medicina
ippocratica e si pongono in continuità con le
idee che ne erano a fondamento. Ciascuno
individua definizioni, teorie eziologiche,
metodi di indagine in consonanza con il proprio
modo di intendere l'uomo e la sua natura. Ma
l'operazione compiuta dai medici del Settecento
si risolve, il più delle volte, in una lettura
ideologica e imprecisa delle fonti, tale che
Ippocrate perde la fisionomia di filosofo e
medico dell'età classica per diventare
meccanicista, animista, vitalista.
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Muscato Daidone Concetta
Repertorium medicinae. Problemi
igienico-sanitari, malattie e metodi curativi a
Noto nel Settecento
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Il Settecento
6 |
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La Scienza nel
Settecento |
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La
Scienza nel Settecento |
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Il futuro di Galileo. Scienza e tecnica dal
Seicento al terzo millennio
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1609: Galileo compie il
rivoluzionario gesto di puntare un cannocchiale,
modificato e adattato, al cielo, dando avvio
all'osservazione astronomica e segnando l'inizio
delle moderne scienze sperimentali. Nel 2009,
dichiarato dall'Assemblea delle Nazioni Unite
Anno Internazionale dell'Astronomia, si celebra
il quarto centenario dell'uso del cannocchiale e
con un omaggio a uno dei più grandi scienziati
dell'epoca moderna, genio innovatore,
comunicatore eccelso, simbolo della ricerca e
del metodo scientifico moderno. "Il Futuro di
Galileo Scienza e tecnica dal Seicento al Terzo
Millennio" si pone l'importante obiettivo di
illustrare, a partire dall'opera stessa di
Galilei e attraverso esempi eclatanti dei secoli
successivi, alcune delle principali
caratteristiche del metodo scientifico moderno.
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Ferrone Vincenzo
Una scienza per l'uomo. Illuminismo e
rivoluzione scientifica nell'Europa del
Settecento
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La scienza è stata fatta per
l'uomo o l'uomo è fatto per la scienza? Questa
domanda apparentemente provocatoria e un po'
bizzarra costituisce, in ultima analisi, il filo
rosso del volume, frutto di un ventennio di
ricerche. A ben vedere si tratta di un
interrogativo di grande attualità in un momento
di confusione in cui si scontrano visioni
apocalittiche della scienza e della tecnica
intese come strumenti di morte e di dominio e
acritiche e ingenue apologie del sapere
scientifico di matrice tardo-positivistica che
rifiutano ogni idea di limite e ogni
condizionamento morale all'opera degli
scienziati. Riflettere su come l'Illuminismo -
con il suo peculiare umanesimo, sostanziato
dalla scoperta della libertà, ma anche della
responsabilità dell'uomo - abbia interpretato
originalmente e trasformato aspetti decisivi
della Rivoluzione scientifica di Bacone,
Cartesio e Galilei può forse davvero aiutare a
comprendere la via migliore per individuare il
giusto rapporto tra i saperi e il potere, tra le
forme di conoscenza e la centralità dell'uomo
come fine ultimo e indiscusso. La Rivoluzione
scientifica viene analizzata partendo dall'idea
dell'assoluta centralità dell'individuo come
criterio di costruzione e definizione dei
saperi, associato al principio dell'utilità
delle scienze per l'emancipazione. "L'uomo è il
termine unico dal quale occorre partire e al
qual occorre far capo", spiegava con toni
appassionati Diderot proprio nella voce
"enciclopedia".
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Dal Prete Ivano
Scienza e società nel Settecento veneto. Il caso
veronese 1680-1796
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Immergendo
il lettore nella realtà urbana della Verona del
Settecento, questa monografia mette in primo
piano gli intrecci tra attività scientifiche e
tessuto vivo della società italiana. Attraverso
un dettagliato studio di ambienti e contesti,
l'autore mostra come i dibattiti sulle scienze
della vita si incarnino nelle diatribe tra
medici galenici e neoterici, pronti a pubblicare
libri ed opuscoli, organizzare esperimenti per
convincere i concittadini della bontà delle
rispettive filosofie e terapie. Nei retrobottega
delle farmacie si ammirano le curiosità del
sottosuolo raccolte dagli speziali o si discute
di storia naturale. I misteriosi pesci
impietriti sono per alcuni la venerata reliquia
del Diluvio biblico; ad altri spalancano gli
abissi di un mondo immensamente più antico in
cui si dissolvono coscienze e certezze |
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Il Settecento
5 |
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Arte ed Architettura: il
Neoclassicismo 2/2 |
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Arte ed
Architettura - Il Neoclassicismo |
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Honour Hugh
Neoclassicismo
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Hugh Honour traccia un
profilo completo dell'arte neoclassica cercando
di sgombrare il campo da forzature
interpretative e inutili contrapposizioni
metodologiche. La sua attenzione si concentra
sui grandi protagonisti di questa importante
stagione dell'arte europea e sui loro
capolavori, contrastando i tentativi di
riassorbirli nel romanticismo, e di intendere il
neoclassicismo come una sorta di puro stile
decorativo, slegato dai grandi temi culturali e
civili che l'hanno animato. «Ora - come ricorda
lo stesso autore - il termine "neoclassico" ha
perso le sue connotazioni spregiative. Ma per
ciò che riguarda l'arte del tardo Settecento è
ancora utile distinguere tra l'imitazione
dell'antichità, accademica e dettata soltanto da
una moda, e lo studio serio dell'antico,
compiuto alla ricerca di quella che allora
veniva definita la "buona strada" per
raggiungere il vero stile...»
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Palladino Nicola
Ultima musa. Percorsi della modernità tra
neoclassicità e barocco
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Chi è la Musa? Oppure, cosa è
una Musa? Esiste una Musa "moderna"? Già in età
classica ci si è interrogati sul meccanismo
umano o divino che la rende partecipe, spesso
persino protagonista eccessiva, dell'opera
dell'artista. Si tratta di una dea "classica",
come ci invitano a credere i miti greci di
Mnemosine e di Diotima. Ma talvolta è soltanto
la donna "ideale", in una progressiva
ricomposizione e normalizzazione del personaggio
mitico. Eppure in casi eccelsi ed emblematici
essa ci appare solo un Pretesto per la
creazione. Diversamente, la Musa moderna può
assurgere a (co-)Artefice dell'opera d'arte.
Infine la domanda inquietante: possiamo
identificarla con un essere concreto? E,
avanzando nella definizione del modello
identificativo, chi è, allora, se è mai
esistita, la più grande e celebrata Musa del
Novecento? Questi solo alcuni degli
interrogativi che accompagneranno il lettore
alla scoperta della Musa moderna, un "percorso"
tra lingua e immagine che inizia nell'antichità
per concludersi in quella che è la Modernità più
recente. Fino a pervenire al simulacro sommo:
Gala, ovvero Gala-Dalì.
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Colle Enrico; Zambrano Patrizia
La
cornice italiana. Dal Rinascimento al
Neoclassico
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Se alla pittura molti storici
hanno dedicato studi e ricerche e i molteplici
documenti pervenuti ci permettono attribuzioni e
datazioni certe delle opere, alle cornici non è
stata prestata altrettanta attenzione e, da un
esame generale della produzione di queste, sono
pochissime quelle che consentono
un'attribuzione, vista la scarsità dei documenti
giunti sino a noi. Il volume comprende, dopo
l'introduzione a carattere generale, due saggi
storici riguardanti, rispettivamente, il XVI
secolo e la prima parte del XVII e la seconda
parte del XVII secolo fino a tutto il XVIII
secolo. Seguono più di cento tavole a colori che
comprendono un arco temporale dalla fine del
Quattrocento alla fine del Settecento e che
documentano le tipologie regionali. Ogni tavola
è corredata di una scheda che indica la
collocazione dell'opera e fornisce dati tecnici
e riferimenti storici. Ulteriori informazioni
negli allegati.
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Como Alessandra
Paesaggi
narrativi-Landsacpe gardens. Itinerari
attraverso il giardino inglese del Settecento.
Ediz. italiana e inglese
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Il Settecento
4 |
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Arte ed Architettura 1/2 |
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Collezionisti, disegnatori e pittori
dall'Arcadia al Purismo. Vol. 2
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Questo secondo volume
dell'opera: Collezionisti, disegnatori e
pittori" presenta, tra gli altri, alcuni saggi
della giornata in onore di Elisa Debenedetti
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Incerpi Gabriella
Semplici e continue
diligenze. Conservazione e restauro dei dipinti
nelle Gallerie di Firenze nel Settecento e
nell'Ottocento
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Il volume ripercorre le
vicende del restauro dei dipinti a Firenze dalla
fine del Granducato mediceo al Regno d'Italia,
collegando in un discorso unitario gli
interventi fatti e le tecniche adottate dai
restauratori che nel corso di due secoli
operarono all'interno delle Reali Gallerie.
Accanto a personaggi noti, (Giuseppe Magni,
Vittorio Sampieri, Ulisse Forni) emergono figure
ancora poco studiate: dai Mangiacani,
mesticatori medicei, ai pittori-restauratori
sabaudi legati al mondo antiquario come
Alessandro Mazzanti o Luigi Grassi; una
particolare attenzione viene dedicata ai Reali
Restauratori, stabilmente impiegati per
garantire la conservazione dei quadri nelle
pubbliche gallerie: oltre a Sampieri e Forni,
Domenico del Podestà, Fedele e Francesco Acciai,
Ettore Franchi. Elemento caratterizzante di
questa storia sono infatti le semplici e
continue diligenze, l'adozione cioè di un
"sistema" che privilegiò misure tese a prevenire
o ad arrestare i danni attraverso una costante e
pronta opera di manutenzione. Basato su una
puntuale analisi delle notizie conservate negli
archivi fiorentini, il testo presentata in
appendice un'ampia rassegna dei documenti più
significativi ed indicazioni sui principali
fondi da consultare per ulteriori
approfondimenti, destinate a chi per la prima
volta si trovi ad affrontare ricerche
sull'argomento.
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Curcio Giovanna
La
città del Settecento
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Nel Settecento prende forma
la metropoli moderna. Mentre nascono nuove
capitali - come San Pietroburgo e Washington -
si forma anche un nuovo proletariato che darà
vita alle rivoluzioni americana e francese.
Prima della rivoluzione industriale il 60-80%
della popolazione attiva era impiegato in
attività agricole e viveva in campagna;
l'industrializzazione porta la gran parte della
popolazione a trasferirsi nelle nuove metropoli
e intellettuali, governanti e architetti
s'interrogano sulla struttura di agglomerati
urbani che sovraffollamento, concentrazione di
attività produttive, nuove istanze di igiene e
salubrità non consentono più di valutare
unicamente in termini di "bellezza", "decoro" o
monumentante. L'architettura ricerca nuovi
materiali e nuovi sistemi di produzione da
applicare su larga scala in inediti tipi edilizi
- ministeri, caserme, carceri, ospedali, borse,
teatri, biblioteche, musei, fabbriche e cimiteri
- mentre gli edifici per il culto e i palazzi
reali o dell'aristocrazia perdono centralità
nella qualificazione degli spazi urbani.
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Il Settecento
3 |
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Diritti
naturali e legislazione |
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Diritti
naturali e legislazione |
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Marchisello Andrea
La
ragione del diritto. Carlantonio Pilati tra
cattedra e foro nel Trentino del tardo
Settecento
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La cattedra - La diagnosi e
la cura. La "disciplina legale" nei Ragionamenti
intorno alla legge naturale e civile (1766) -
Verifiche nella successiva riflessione pilatiana
- Il foro - Lo stile pilatiano - Le fonti del
diritto - La funzione giuspolitica del
consulente Pilati: esempi - Osservazioni
conclusive - Appendice: Criteri di edizione;
Edizione del corso di lezioni di Carlantonio
Pilati: Elementa juris secundum ordinem
Institutionum (1759) - Indici: Scritture
giudiziali di Carlantonio Pilati; delle fonti;
dei nomi.
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Lomonaco Fabrizio
A
partire da Giambattista Vico. Filosofia, diritto
e letteratura nella Napoli del secondo
Settecento
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Il
volume integra l'analisi dei temi filosofici con
la ricostruzione delle questioni
giuridico-letterarie al centro delle tensioni
tra vichiani e antivichiani. Il richiamo alle
tesi filologiche di Vico sull'origine delle XII
Tavole alimenta l'interesse per la questione
filosofica circa il fondamento della validità
del diritto. In queste pagine si offrono anche
gli esiti di una circumnavigazione intorno a ciò
che, sia pure dentro l'ambiente di Vico e della
sua fortuna, non è sempre immediatamente
riconducibile a lui. Lo documentano i saggi tra
letteratura, filosofia ciclica della storia
naturale dell'uomo nella Napoli riformatrice e
massonica (Bertòla) e l'anticurialismo
prerivoluzionario (Conforti). Più vichianamente
orientata è, invece, la non trascurabile
attività politico-culturale in Lombardia dei
napoletani Francesco Lomonaco e Flaminio Massa,
editore del Pagano, impegnati nell'offrire una
possibile soluzione della 'crisi' del
razionalismo settecentesco con la sintesi tra
momento ideale e contrassegno antropologico
della funzione conoscitiva, oggetto della
moderna science de l'homme della cultura europea
del tempo e segnatamente idéologique d'oltralpe.
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Il Settecento 2 |
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Il nuovo pensiero |
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Santangelo Ignazio A.
Pensiero e cultura nell'Illuminismo
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Pur presentandosi
relativamente unitario, il pensiero illuminista,
e non meno l'atteggiamento, si espresse non solo
in formule ideologiche e letterarie, ma vi si
coglieva in forme e suoni, insomma nell'arte
dell'epoca. Oltrepassando la generale portata
definitoria in cui è stato indicato in molti
modi, esso non si prospettava con omogeneità
poiché non vi si rintracciava un sistema, sicché
consentiva l'assunto secondo cui esso pervenne
ad essere soprattutto un atteggiamento
spirituale e culturale, non esclusivo dei
filosofi, ma anche di parte della società
intellettuale e borghese, sinanco di alcuni
regnanti del tempo, a cui corrispose comunque un
ampio clima d'opinione in cui si s'avvertirono,
adiunte alle idee predominanti, le più varie
accezioni ed originalità, sia ideali che
geografiche o cronologiche.
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Plastina Sandra
Filosofe della
modernità. Il pensiero delle donne dal
Rinascimento all'Illuminismo |
Quanto furono presenti le
donne sullo scenario culturale della prima
modernità? E quante di loro hanno dato un
significativo contributo alla filosofia con le
loro opere? Considerato il numero di donne che
hanno scritto lavori di notevole qualità in
ambito filosofico e l'interesse mostrato per le
loro pubblicazioni, suscita grande perplessità
la quasi totale assenza di queste autrici dalle
storie della filosofia scritte negli ultimi
anni. Il libro vuole evidenziare la specificità
del rapporto tra le donne e la filosofia
moderna, illustrandone i passaggi più
significativi, dalla umanistica querelle des
femmes alla questione dell'educazione, dal
principio di uguaglianza alla rivendicazione dei
diritti.
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Yates Frances A.
L'
illuminismo dei Rosa-Croce
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Sui Rosa-Croce si discetta da
secoli, da altrettanti secoli si pone l'accento
sulla loro straordinaria influenza, nessuno,
però, è mai venuto a capo della loro esistenza.
Anche se molti la danno per scontata. Anche se
molti se ne proclamano a vario titolo
successori: senza peraltro poter attribuire a
questa "mistica società" né certi nominativi di
aderenti, né luoghi di attività, né comprovate
discendenze. Come si può notare, il mondo
rosa-crociano si presenta come un terreno
insidioso intersecato da mille sentieri: dove è
facile perdersi e dove è altrettanto facile
precipitare nelle "sabbie mobili" del
pressappochismo e della faciloneria. Il saggio
della Yates è diventato presto un classico,
un'imprescindibile opera di riferimento a
riguardo, per la sua capacità di ritrarre
l'ermetismo-esoterismo dei Rosa-Croce come un
sapere niente affatto in contrasto con i
fermenti che daranno origine alla rivoluzione
scientifica, ma che pone l'uomo quale centro
propulsore. Da qui l'urgente attualità dei
misteriosi Rosa-Croce in cui la nomea di
scienziati e ricercatori si fonde con l'allure
del mago rinascimentale: il dotto speculatore
dei nessi segreti della natura, della
Philosophia Naturalis di cui sono stati maestri
Agrippa e Paracelso. Ma di cui sono maestri
anche Dee, Fludd, Ruggero Bacone ed altri ancora
che la voce popolare indicava come adepti
dell'introvabile Societas Rosa-Cruciana.
Introduzione di Claudio
Bonvecchio.
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Israel Jonathan
Una rivoluzione della mente. L'Illuminismo
radicale e le origini intellettuali della
democrazia moderna
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Democrazia, libertà di
pensiero e di espressione, tolleranza religiosa,
libertà individuale, autodeterminazione politica
dei popoli, uguaglianza sessuale e razziale sono
concetti che innervano le nostre società
moderne. Ma se oggi questi ideali non sembrano
più radicali, la loro origine è stata invece
molto radicale - molto più di quanto alcuni
storici siano ancor oggi disposti a riconoscere.
In questo libro Jonathan Israel, uno degli
storici più importanti del Secolo dei Lumi,
rintraccia le radici fìlosofiche di queste idee
nello strato meno conosciuto del pensiero
illuminista, in quello radicale, maturato in
opposizione all'Illuminismo moderato che
dominava l'Europa e l'America nel XVIII secolo
(e che in fin dei conti continuava a
salvaguardare ampi privilegi per i gruppi al
potere: ecclesiastici e nobiliari). Viceversa
l'Illuminismo radicale rifiutava di accettare
una gerarchla sociale ordinata da Dio e una
sanzione divina del potere monarchico e dei
privilegi nobiliari, a tutto vantaggio di quelle
tendenze livellatrici ed egualitarie delle quali
ancor oggi beneficiamo.
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Il Settecento 1 |
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La letteratura del Settecento |
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Camerino Giuseppe A.
Dall'età dell'Arcadia al «conciliatore». Aspetti
teorici, elaborazioni testuali, percorsi europei |
Gli
studi raccolti in questo volume, molto
innovativi, investono aspetti e nodi critici
fondamentali largamente inesplorati. Dalla
riconversione in linee coerenti del quadro
apparentemente frammentato degli scritti di
teoria letteraria e teatrale nel primo
Settecento, tra la generazione di Gravina e
quella di Metastasio, alla rivalutazione di un
eccezionale divulgatore del gusto antiquario e
neoclassico, Gian Lodovico Bianconi, molto
legato a Winckelmann; dalla finora insospettata
e pur massiccia presenza – grazie a rifacimenti
e traduzioni pur approssimative – del Pope di An
essay on Man (molto più marcata di quello del
Rape of the Lock) nell'elaborazione testuale del
Giorno di Parini al modello di Tasso operante
tra Goethe e Monti, del quale per la prima volta
si entra nella genesi e nel lavoro di una sua
traduzione rimasta allo stato di abbozzo; dalla
ricostruzione semantica dei concetti di
pittoresco e di grazia, che Bertola rielabora
sotto l'influsso evidente di autori come Gessner
e Sulzer, all'analisi, condotta sull'originale
tedesco, dei giudizi (e pregiudizi) di A. W.
Schlegel nei confronti dell'Alfieri tragico;
dalla ripresa in chiave patetica del linguaggio
tragico alfieriano in un poeta di transizione
come Ippolito Pindemonte all'esame di varianti
d'autore intorno ad alcuni nuclei semantici
vitalissimi dell'Ortis foscoliano, nonché – per
la prima volta – all'ampia analisi di un testo
apparso agli albori dell'Ottocento, da Berchet
recensito in ben tre puntate sul «Conciliatore»,
ma finora mai valutato e solo assai raramente e
lacunosamente citato: la Storia della poesia e
dell'eloquenza di Friedrich Bouterwek, che non
inciderà meno della lezione del più giovane dei
fratelli Schlegel sulla cultura e sul gusto dei
nostri romantici.
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Frattali Arianna
Presenze femminili fra teatro e
salotto. Drammi e melodrammi nel Settecento
Lombardo-Veneto |
Lo
studio s'inserisce nel contesto più ampio di un
settore di ricerca dedicato alla cultura della
rappresentazione nella Milano del Settecento. La
maggiore circolazione del libro a stampa, la
nascita dei teatri pubblici a pagamento, la
politica scolastica del governo di Maria Teresa,
l'influenza del salon francese favoriscono la
crescita culturale ed intellettuale di alcune
figure femminili che animano i salotti di
conversazione; alcune di loro si confrontano in
prima persona con la scrittura drammaturgica,
specialmente per musica. Si sono individuate una
ventina di 'femmes savantes' in area
lombardo-veneta, che rappresentano un fenomeno
rilevante di mediazione culturale fra le sale
dei teatri e la cultura accademica, ospitando
nei loro saloni intellettuali, artisti e
drammaturghi e vere e proprie rappresentazioni
per un pubblico in miniatura. Attraverso la
ricostruzione delle loro biografie e l'analisi
delle loro opere si è cercato di stabilire una
relazione fra la conversazione dei salotti
letterari e la scrittura per la scena, seguendo
il fil rouge della dialettica pubblico-privato.
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Lomonaco Fabrizio
A
partire da Giambattista Vico. Filosofia, diritto
e letteratura nella Napoli del secondo
Settecento |
Il
volume integra l'analisi dei temi filosofici con
la ricostruzione delle questioni
giuridico-letterarie al centro delle tensioni
tra vichiani e antivichiani. Il richiamo alle
tesi filologiche di Vico sull'origine delle XII
Tavole alimenta l'interesse per la questione
filosofica circa il fondamento della validità
del diritto. In queste pagine si offrono anche
gli esiti di una circumnavigazione intorno a ciò
che, sia pure dentro l'ambiente di Vico e della
sua fortuna, non è sempre immediatamente
riconducibile a lui. Lo documentano i saggi tra
letteratura, filosofia ciclica della storia
naturale dell'uomo nella Napoli riformatrice e
massonica (Bertòla) e l'anticurialismo
prerivoluzionario (Conforti). Più vichianamente
orientata è, invece, la non trascurabile
attività politico-culturale in Lombardia dei
napoletani Francesco Lomonaco e Flaminio Massa,
editore del Pagano, impegnati nell'offrire una
possibile soluzione della 'crisi' del
razionalismo settecentesco con la sintesi tra
momento ideale e contrassegno antropologico
della funzione conoscitiva, oggetto della
moderna science de l'homme della cultura europea
del tempo e segnatamente idéologique d'oltralpe.
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