La caponata nasce come salsa dall’equilibrio perfetto tra il dolce del miele
e l’aspro dell’aceto. Arriva dalla Persia e che i musulmani dopo la
conquista portarono in Sicilia e Spagna.
In Sicilia finì come popolare e gustosa salsa per insalate, per condire
tutto quello che di insipido e male assortito si riusciva a mettere insieme.
I marinai furono i primi a servirsene, a loro di solito si dava tonno
salato, carne secca e la galletta detta “ cappone di galera “. I marinai
acquistavano la salsa nelle taverne del porto ( cauponae in latino) e
la consumavano insieme alla galletta, cosi’ da cappone, cauponae a caponata
il passo fu breve.
In seguito quella salsa si arricchì di pesce, verdure e altro ancora. Alcuni
studiosi sostengono che il nome caponata derivi dalla cucina baronale:
veniva infatti usata per conservare fagiani, lepri e capponi, da qui’
capponata con 2 “p”. Compare per la prima volta in “Ethyimologicum siculum”
stampato a Messina nel 1759, alla voce “ caponata” si legge : piatto fatto
di cose varie.
Vincenzo Mortillaro, marchese di Villarena, e studioso di siciliane, nel
1868 scrisse nel suo dizionario, ”capunata “: sorta di manicaretto ov’entra
del pesce, petronciane o carciofi, ed altri ingredienti e si mangia freddo.
La petronciana non è altro che la melanzana. Dai monsu’ quella salsa fu
dichiarata ottima anche per “appareiller”dal francese :mettere
insieme cose diverse; e così diventò “apparecchio” cioè salsa per condire a
freddo. Nella seconda metà dell’800 la petronciana divenne l’ingrediente
principale dell’antichissima caponata.
I monsù la impiegarono aggiungendo aragoste, gamberi, polpo. Le ricette
della caponata rigorosamente documentate sono 36, la più antica: galletta,
capperi salati, olive verdi, acciughe salate, filetti di tonno salato, olio
d’oliva, aceto, miele e sale. Nel tempo è stata rivisitata un migliaio di
volta quell’antichissima delizia nata in una lontana corte persiana. |
|
|
Copyright © 2004-2011 Experiences
S.r.l. È vietata la riproduzione, anche parziale e
con qualsiasi media, di testi ed immagini, la cui proprietà
intellettuale appartiene ai rispettivi autori.
|
|