Un coinvolgente progetto umanitario e culturale

 

Il progetto Bullenhuser Damm ha preso avvio nel 2014 con la pubblicazione del libro di Teresa Lazzaro “Venti farfalle e una nuova primavera” per essere seguito l’anno successivo dalla pubblicazione della sua versione in lingua inglese “Twenty butterflies and a new spring”. È un progetto importante che Experiences desidera diffondere, questo soprattutto alla costanza di Teresa Lazzaro che sta facendo conoscere in Italia e in Europa la tragica storia del 20 bambini martiri dell’orrore. Per meglio renderci conto del progetto illustriamo di seguito l’incontro avvenuto nel 1915 ad Amburgo.

Ragazzi di diverse nazioni europee hanno avuto una grande opportunità dal 16 al 20 aprile 1915 ad Amburgo per interagire e contribuire alla cultura della commemorazione in Europa. Il progetto Remember Bullenhuser Damm aveva lo scopo di promuovere la diversità culturale, la comprensione, il rispetto e la tolleranza verso altre religioni e culture. Ciascun ragazzo partecipante ha potuto riconoscere le comuni radici europee, condividere valori importanti e a sviluppare una comprensione della storia. Diventando quindi responsabile della futura cultura della Memoria. I giovani delle diverse scuole che hanno partecipato al progetto hanno scambiato le loro personali esperienze, le loro opinioni sulla storia per poter sviluppare le proprie idea sulla Memoria sulla base di esempi concreti.

Hanno tutti imparato quale sia stato il risultato della discriminazione, dell’esclusione dalla società e la persecuzione subita da venti bambini provenienti dalla Francia, dalla Polonia, dall’Italia, dalla Jugoslavia e dall’Olanda, sottoposti ad esperimenti medici per cinque mesi prima di essere uccisi il 20 aprile 1945. Al progetto proposto dal Memoriale di Neuengamme e dall’ Associazione Bambini di Bullenhuser Damm hanno partecipato l’Istituto Comprensivo Manzoni-Dina e Clarenza di Messina, il Collège Modigliani di Parigi, la scuolaVan Maerlantlyceum di Eindhoven, la scuola bilingue Ogólnokształcące Liceum Językowe z Oddziałami Dwujęzycznymi im. Unii Europejskiej di Radom e la Fritz-Schumacher-Stadtteilschule di Amburgo.

I ragazzi messinesi preparati dalla professoressa Teresa Lazzaro si sono incontrati ogni settimana dall’inizio di ottobre per due ore, studiando quanto è avvenuto in Italia e in altri paesi con l’emanazione delle leggi razziali, hanno letto pagine di diari, hanno incontrato i familiari di Sergio De Simone, e hanno approfondito vari aspetti della shoah. Ad Amburgo hanno presentato un video, Remember me e due roll up, Risiera Di San Sabba e Never forget avendo aprofondito la storia di Sergio De Simone e quella dei familiari materni. I ragazzi che hanno partecipato al progetto sono Giovanni Alecci di 2E, Gabriele De Stefano di 3E, Leo Magsino, Serena Marotta e Giulia Nocera di 3C, Sarah Foti di 3B, Trisha Anne Ortega di 3A, Alberto Allegra, Andrea Campagna ed Emilio Privitelli di 2A.

Nei due giorni di lavoro prima della Cerimonia del 20 aprile i ragazzi sono stati impegnati in diversi workshop. Molto significativo è stato l’incontro con Ytzhak Reichenbaum, fratello del piccolo Eduard che durante la video intervista, cui hanno partecipato Giovanni, Sarah, Trisha e Gabriele ha raccontato come è riuscito a sfuggire per due volte la camera a gas. Una volta all’arrivo ad Auschwitz, mentendo al dottor Tilo, su suggerimento della madre, affermando di avere 14 anni. La seconda volta, alle selezioni condotte da Mengele, essendo più basso di 1.50 mt era finito nella fila sinistra ma approfittò dello scompiglio causato da un ragazzo e riuscì a mettersi nella fila di destra. Molto significativi sono stati anche gli altri incontri. Uno con Marc Grumelin, fratello di Roman ed Eleonora Witonski, nato nel 1951che ha raccontato come lui e la madre, morta tre anni fa, siano venuti a conoscenza della tragica fine dei due piccoli nati a Radom. Mark James che conosce i ragazzi messinesi dagli incontri via Skype ha iniziato il suo discorso sul fratello Marek e la famiglia ritrovata con la tragica fine del fratello mai conosciuto proprio affermando quanto fosse felice di averli incontrati di persona e complimentandosi per il video toccante ed emozionante.

Un momento commovente della cerimonia in ricordo dei bambini è avvenuta all’aperto nel giardino delle rose. Qui i ragazzi hanno lanciato in aria venti palloncini colorati con dei messaggi. Quello in memoria di Marek James non è volato e i parenti lo hanno portato in Israele per farlo volare da li. Dopo il lancio dei palloncini sono state piantate delle rose, L’associazione bambini di Bullenhuser Damm aveva acquistato una pianta per ogni nazione. I ragazzi messinesi hanno piantato una rosa bianca insieme a Mario De Simone. Avendone acquistate delle altre, una è stata piantata insieme ad Edoardo De Simone, una è stata piantata insieme a Mark James, una con Marc Grumelin. Altre piantine sono state piantate per ricordare Jacqueline Morgernstern e W. Junglieb. I ragazzi sono stati felici di aver rivisto ad Amburgo Mario De Simone, che avevano conosciuto a Messina alla presentazione del libro “Venti farfalle e una nuova primavera” della prof.ssa Teresa Lazzaro. Il libro è anche uscito nell’edizione inglese, per il settantesimo anniversario della morte dei venti bambini e l’autrice ha donato delle copie Dieter Garbe, a Francoise Morgernstern, a Geraldine Kohn, a Marc Grumelin, a Mark James a Ytzhak Reichenbaum e alla preside della scuola di Radom che ha invitato la docente messinese a presentare il libro a Radom in estate. Ci auguriamo che l’impegno dell’Istituto Comprensivo Manzoni sull’Olocausto continui in futuro con gli stessi brillanti risultati”.

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