L’École nel Convento dei Petits Augustins e il vento dell’innovazione

 

Questo progetto prevede una serie di iniziative rivolte agli Istituti d’Arte italiani e incentrate su di una mostra fotografica. Questo per fare conoscere le radici della creatività contemporanea; per illustrare un percorso che evidenzi lo spessore del passato nella molteplicità delle sue manifestazioni artistiche: dall’architettura alla scultura. Se qualcuno, ad esempio, avesse chiesto ad un giovane pittore chi fosse secondo lui un “autore mitico” al quale ispirarsi, a metà del secolo XIX, nella maggior parte dei casi la risposta sarebbe stata Jean-Auguste Ingres, William-Adolphe Bourguerau, Théodore Chassérieau, esponenti di spicco della consolidata scuola neoclassica. Altri, dalle tendenze più innovatrici, avrebbero indicato Eugène Delacroix, incarnazione della corrente romantica, che andava diffondendosi trasversalmente in pittura, in scultura, quanto attraverso le pagine letterarie o musicali. In realtà lo scenario culturale di questo periodo è in piena evoluzione, e si manifesta in modo fortemente complesso. Il contraddittorio fra gli artisti è molto acceso e il panorama culturale è caratterizzato dalle due tendenze principali.

  1. Da un lato il Neo-classicismo raccoglie un intendimento generalizzato che guarda alla cultura consolidata del passato greco-romano, alimentato oltretutto dalle scoperte archeologiche che hanno dato nuovo alito vitale agli studi. Il maggiore teorico è il prussiano Johann Joachim Winchelmann. Un solido sostegno, inoltre, perviene dal pensiero razionalista di matrice illuministica.
  2. Da un altro lato si pone il Romanticismo, che ha oltrepassato i confini provenendo dai paesi di lingua tedesca. Rappresenta una maniera del tutto innovativa di intendere il mondo, legandolo, più che alle sue materialità, alle emozioni e al sentimento.

La distanza si misura, dunque, fra i due estremi della tradizione e dell’innovazione. Nei salotti intellettuali e benestanti le discussioni prediligono gli stili del passato. Dopo la caduta dell’impero napoleonico, la politica ha nuovamente instaurato l’Ancien regime. Ma l’innovazione è nell’aria, poiché la nascente rivoluzione industriale, l’inurbamento, le modificazioni sociali, inquietano il vivere quotidiano, prima di allora statico e inamovibile. Gli ideali socialisti vanno allargandosi non solo fra gli strati operai. Da questo dibattito artistico, politico, sociale, dalle idee innovatrici che scardineranno le impalcature mentali, scaturirà quella che chiamiamo “Arte moderna”.

 

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