
Tra promozione della lettura e riconoscimento editoriale, la lingua dell’Isola guadagna nuovi spazi, anche nei codici ISBN. Nel giorno dedicato ai libri, l’Accademia della Lingua Siciliana ha infatti rinnovato l’invito a leggere in siciliano, scegliendo per il 2026 il poemetto giovanile di Giovanni Meli.
Il 23 aprile si è celebrata la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita dall’UNESCO per sostenere la lettura e la circolazione delle opere letterarie. In questa occasione, l’Accademia della Lingua Siciliana ha ribadito il proprio impegno nella valorizzazione della produzione editoriale in siciliano, invitando il pubblico ad acquistare, regalare e leggere libri nella lingua del territorio. Un gesto che, nelle intenzioni dell’istituzione, è andato oltre la dimensione culturale per diventare contributo concreto alla vitalità di un patrimonio linguistico riconosciuto a livello internazionale .
Come da tradizione, la giornata è stata anche occasione per promuovere un titolo emblematico della letteratura isolana. Dopo le scelte degli anni precedenti – dalla prosa storica La Storia di Li Nurmanni ‘n Sicilia di Antonio Palomes al poema epico La Sicilia Liberata di Giuseppe Fedele Vitale – per il 2026 l’attenzione si è concentrata su La Fata Galanti di Giovanni Meli. Scritto in giovanissima età, il poemetto rivelò già la cifra stilistica dell’autore: tono giocoso e satirico, nel solco della tradizione bernesca. La vicenda narrava l’incontro tra il giovane Meli e una creatura incantata – inizialmente un rospo salvato dalla morte – che, svelata la propria natura di fata, lo accompagnava in un viaggio fantastico dopo avergli concesso il dono della poesia. Un testo che ha contributo in modo decisivo alla notorietà dello scrittore, valorizzato dall’Accademia come porta d’ingresso accessibile e brillante alla lingua siciliana. Per favorirne la diffusione, venne annunciata anche la distribuzione gratuita di copie su richiesta.

Accanto all’iniziativa culturale, è emersa una novità significativa per il mondo editoriale: a partire da aprile, la procedura di assegnazione del codice ISBN ha consentito di indicare la lingua regionale delle opere, purché dotata di codice ISO 639. Il siciliano, identificato con il codice SCN, ha potuto così essere registrato ufficialmente nei metadati dei libri. Un passaggio tecnico ma rilevante, che ha rafforzato la visibilità della lingua nei cataloghi, nelle biblioteche e nei sistemi di distribuzione, facilitando la ricerca da parte di lettori e studiosi .
Nel complesso, la ricorrenza si è configurata come un momento di sintesi tra promozione della lettura e tutela linguistica. L’Accademia ha sottolineato come scegliere un libro in siciliano – per uso personale o come dono – rappresenti un atto capace di coniugare identità, conoscenza e partecipazione culturale, contribuendo alla continuità di una delle lingue storiche più significative d’Europa .
| Articolo redazionale |
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