
Cinque concerti in cinque chiese per un itinerario musicale che attraversa secoli e identità sonore. Dal 26 aprile al 23 maggio 2026, Padova si trasforma in un palcoscenico diffuso dedicato alla musica d’organo. Una rassegna che unisce patrimonio storico e ricerca musicale, con ingresso libero e una proposta di alto profilo culturale.
Un percorso musicale che è anche un viaggio nella memoria e nello spazio urbano: torna a Padova la rassegna primaverile “Padova Urbs Organi”, articolata in cinque concerti ospitati in altrettante chiese della città, dal 26 aprile al 23 maggio 2026. L’iniziativa, a ingresso libero, propone un itinerario che intreccia musica, architettura e spiritualità, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire alcuni tra i più significativi organi storici del territorio.
Ideata e curata dall’Associazione Padova Urbs Organi in collaborazione con numerose realtà culturali locali, la rassegna si fonda su un principio di condivisione – tra istituzioni, musicisti e pubblico – che restituisce alla musica il suo ruolo di esperienza collettiva. Cinque appuntamenti distribuiti in luoghi emblematici – S. Antonio Abate, S. Giustina, S. Maria del Carmine, S. Bartolomeo Apostolo a Montà e S. Daniele – delineano un itinerario che attraversa la città mettendo in dialogo epoche e linguaggi.
L’apertura, il 26 aprile, è affidata a un concerto dal forte valore simbolico, inserito nelle celebrazioni per la commemorazione del genocidio armeno. Un programma per organo e duduk – strumento tradizionale dal timbro profondo e ipnotico – accompagna il pubblico in un viaggio sonoro che attraversa secoli di tradizione musicale armena, alternando esecuzioni e letture.

Il secondo appuntamento, il 30 aprile nella basilica di S. Giustina, mette al centro la formazione musicale con il coinvolgimento del Liceo Musicale “C. Marchesi”. Coro e ensemble strumentale dei docenti e degli allievi propongono un repertorio che spazia da Bach a Vivaldi, restituendo il valore didattico e artistico del lavoro svolto nelle istituzioni formative.
Particolarmente atteso il concerto del 16 maggio, dedicato a Giovanni Battista De Lorenzi, figura centrale nella storia dell’organaria veneta. Nella chiesa di Santa Maria del Carmine – dove è custodito un organo realizzato dallo stesso De Lorenzi nel 1877 – l’esecuzione coinvolge coro maschile, ottoni e organo, affiancata da un racconto biografico e dalla presentazione di un raro ritratto dell’artista.
Il 22 maggio, nella chiesa di S. Bartolomeo a Montà, il Conservatorio “C. Pollini” propone un programma dedicato al repertorio barocco, con musiche di Caldara e Bach, mentre il concerto conclusivo del 23 maggio, nella chiesa di San Daniele, si intreccia con la presentazione del volume “Padova Urbs Organi – sette secoli di musiche organistiche di autori padovani”, offrendo una prospettiva editoriale e musicologica sulla tradizione locale.
La rassegna si inserisce in un sistema di collaborazioni che coinvolge istituzioni pubbliche, enti culturali e realtà associative, con il patrocinio del Comune di Padova e il contributo dell’Assessorato alla Cultura. Un modello organizzativo che riflette una visione condivisa: valorizzare il patrimonio organistico non solo come eredità storica, ma come materia viva, capace di generare nuove esperienze culturali.
In questo senso, “Padova Urbs Organi” si configura come un progetto che supera la dimensione del concerto per diventare narrazione diffusa della città. Un invito ad ascoltare – e a guardare – Padova da una prospettiva diversa, dove il suono diventa strumento di conoscenza e connessione.

| Articolo redazionale |
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