




A Roma la doppia personale di Jonna Lee e John David O’Brien indaga esperienza individuale e dimensione globale. Due artisti, due percorsi differenti che si incontrano in un punto comune. “Convergence” mette in dialogo fotografia, incisione e materiali ibridi per riflettere su trauma, viaggio e trasformazione.
Dal 7 maggio al 27 giugno 2026, Hyunnart Studio a Roma ospita “Convergence”, doppia personale di Jonna Lee e John David O’Brien. L’inaugurazione è fissata per giovedì 7 maggio alle ore 18.00 negli spazi di viale Manzoni 85-87, nel quartiere Esquilino, sede dello studio-galleria diretto da Paolo Di Capua.
Il progetto espositivo nasce dall’incontro tra due ricerche artistiche che, pur muovendosi attraverso linguaggi e materiali diversi, condividono una riflessione su dinamiche individuali e collettive. Le opere dei due artisti trovano punti di contatto nella tensione tra superficie e profondità, tra immagine riflessa e realtà frammentata: da un lato lo specchio di John David O’Brien, che accoglie e insieme frantuma visioni provenienti dall’alto, dall’altro lo sguardo di Jonna Lee, capace di attraversare la superficie dell’acqua per spingersi verso dimensioni più intime e abissali.
Americana, con una lunga esperienza nella scultura, Jonna Lee è recentemente tornata alla fotografia. In mostra presenta due serie distinte: una caratterizzata da forti contrasti cromatici, in cui acqua e fuoco coesistono in un equilibrio dinamico, e una seconda in bianco e nero, più introspettiva. Entrambe nascono dalla reazione dell’artista all’incendio che nel 2025 ha distrutto la sua abitazione a Los Angeles. L’evento traumatico diventa materia di elaborazione visiva: le immagini ricompongono temporalità diverse – il prima, l’evento e una possibile prospettiva futura – restituendo una narrazione complessa e stratificata. Le fotografie, stampate su carte tedesche e giapponesi, sono ulteriormente lavorate a mano con inchiostri, acquerelli e matite colorate.
Diverso ma complementare il percorso di John David O’Brien, la cui ricerca si concentra sul tema del viaggio come esperienza esistenziale. Nato in Giappone e legato a una doppia identità americana e italiana, l’artista ha attraversato più geografie – dalla California a Roma, dove ha studiato incisione con Guido Strazza, fino a Los Angeles – costruendo una pratica che riflette questa mobilità. Nella serie “Vetrine” utilizza materiali eterogenei come legno, acciaio, vernice e acrilico a specchio, dando forma a superfici in cui si intrecciano riflessi, elementi transitori e segni direzionali che suggeriscono percorsi divergenti e incrociati. Accanto a queste opere sono esposte incisioni in bianco e nero e pitture su carta dai colori intensi, che evocano mappe instabili e fluttuanti.
“Convergence” segna così un punto di incontro tra biografie e linguaggi, già avviato in precedenti collaborazioni legate alle edizioni di Piero Varroni – Eos Libri d’Artista. La mostra propone un confronto diretto tra due visioni che, pur partendo da esperienze differenti, convergono in una riflessione comune sulla trasformazione, sullo spazio e sulla memoria.
L’esposizione è visitabile dal martedì al venerdì, dalle 16.00 alle 18.30, con possibilità di appuntamenti su richiesta.
| Articolo redazionale |
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