Everything Is Bright Here: la prima personale italiana di Lucia Buricelli

Alla Galleria Zema di Roma un ciclo fotografico realizzato a New York tra il 2019 e il 2025 indaga il paesaggio urbano contemporaneo attraverso colore, flash e prossimità visiva. Una riflessione sulla città globale e sulle sue dinamiche percettive. La fotografia come dispositivo che non restituisce il reale, ma lo trasforma e lo intensifica. In mostra fino al 28 maggio 2026.


Il 10 aprile 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema di Roma inaugura Everything Is Bright Here, prima mostra personale in Italia di Lucia Buricelli, progetto che riunisce una serie di immagini realizzate a New York tra il 2019 e il 2025.
Il lavoro si sviluppa attraverso un linguaggio visivo saturo e fortemente cromatico, con cui l’artista costruisce una riflessione sulla vita urbana contemporanea e sulla condizione percettiva della metropoli. Al centro dell’indagine vi sono le dinamiche simboliche di uno spazio segnato dalle logiche del consumismo, dove il colore assume un ruolo non descrittivo ma selettivo: una soglia percettiva capace di orientare e destabilizzare lo sguardo, filtrando l’eccesso visivo della città globale. In questo senso, la pratica di Buricelli si avvicina alla riflessione di Susan Sontag sulla fotografia come atto di appropriazione e interpretazione, dove l’immagine non restituisce il mondo ma lo trasforma.

Realizzate con flash diretto e inquadrature ravvicinate, le fotografie comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio. Il gesto fotografico – rapido e reattivo – intercetta frammenti minimi e inattesi della vita urbana, restituendo una realtà in cui l’ordinario si carica di una qualità quasi teatrale. Lo sguardo dell’artista si configura così come un attraversamento consapevole dello spazio pubblico.

Una parte delle opere proviene dal progetto Don’t Feed the Animals (Eyeshot Magazine, 2024), in cui Buricelli riflette sugli effetti del capitalismo avanzato sul paesaggio urbano. La città emerge come sistema saturo di stimoli visivi, dove eccesso e sovrabbondanza diventano condizioni strutturali dell’esperienza contemporanea. In questo contesto, la fotografia non si limita a registrare, ma amplifica e rende percepibili le dinamiche di accumulazione, attrazione e dispersione.

La luminosità evocata dal titolo Everything Is Bright Here non coincide con una condizione di chiarezza, ma con un’intensificazione dell’esperienza visiva: una forma di iper-visibilità che, invece di chiarire il reale, ne rivela l’eccesso, invitando lo spettatore a interrogarsi sulle modalità attraverso cui oggi guardiamo, consumiamo e abitiamo le immagini.

Nata a Venezia nel 1994, Lucia Buricelli si è formata tra Italia e Stati Uniti, frequentando il corso di fotogiornalismo presso l’International Center of Photography di New York. Dalla street photography la sua ricerca si è evoluta verso una pratica più consapevole della costruzione dell’immagine, mantenendo al centro l’interesse per lo spazio urbano come campo di forze visive e sociali. Il suo lavoro è stato pubblicato su testate internazionali come The New York Times, The New Yorker, Time, Vogue e Financial Times, ed esposto in numerose mostre in Europa e negli Stati Uniti, tra cui Photoville a New York nel 2025 e una personale presso New Collectors Gallery nel 2022.

Fondata a Roma il 6 marzo 2025 da Emanuela Zamparelli, la Galleria Zema è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente alla fotografia contemporanea femminile. La sua programmazione intreccia ricerca artistica, impegno sociale e riflessione culturale, proponendosi come luogo di visibilità e ascolto in cui temi come corpo, identità, memoria e conflitto diventano strumenti per ridefinire il presente.

La mostra è visitabile fino al 28 maggio 2026 presso la sede di Via Giulia 201, con apertura al pubblico il martedì dalle 16.00 alle 19.30 e dal mercoledì al sabato dalle 15.00 alle 19.30.

Lucia Buricelli. Nata a Venezia nel 1994, si è formata tra Italia e Stati Uniti, frequentando il corso di fotogiornalismo presso l’International Center of Photography di New York. Partendo dalla street photography, la sua ricerca si è progressivamente orientata verso una pratica più consapevole della costruzione dell’immagine, mantenendo al centro un interesse costante per lo spazio urbano come campo di forze visive e sociali. L’uso del colore e del flash contribuisce a definire un’estetica riconoscibile, capace di isolare e intensificare la densità visiva del reale. Le sue opere sono state pubblicate su importanti testate internazionali quali The New York Times, The New Yorker, Time, Vogue e Financial Times, ed esposte in numerose mostre in Europa e negli Stati Uniti, tra cui Photoville a New York nel 2025 e una personale presso New Collectors Gallery nel 2022.


Galleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali, accomunate da uno sguardo autonomo, critico e consapevole sul presente, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica, impegno sociale e riflessione culturale, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto, dove il corpo, l’identità, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria, ma un progetto curatoriale, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio, relazione e resistenza.


Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>
Articolo redazionale

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