
Alla Galleria L2ARTE di Pavia una mostra personale che intreccia esperienza biografica, ricerca interdisciplinare e riflessione sul cambiamento climatico. Un progetto espositivo che nasce da un evento traumatico e si sviluppa come racconto condiviso e multidisciplinare. L’arte diventa strumento di consapevolezza e possibilità di rinascita.
La Galleria L2ARTE di Pavia presenta, dal 9 al 23 maggio 2026, Il Sommerso e l’Inatteso, mostra personale di Sara Montani a cura di Viola Moschettini, inaugurata il 9 maggio alle ore 17.30 in Viale della Libertà 2/b.
Il progetto prende origine da un evento reale e traumatico: l’allagamento dello studio milanese dell’artista, situato in via Noto, a seguito degli eventi meteorologici estremi che hanno colpito il Nord Italia negli ultimi anni. Da questa esperienza nasce un percorso espositivo che si configura non solo come testimonianza, ma come atto di elaborazione e trasformazione del vissuto personale in linguaggio artistico.
La mostra si distingue per l’integrazione tra arte contemporanea e sensibilizzazione sul cambiamento climatico, trasformando lo spazio espositivo in luogo di confronto e riflessione collettiva. L’iniziativa coinvolge figure provenienti da ambiti diversi – un microbiologo alimentare, un interior designer e un architetto – con l’obiettivo di costruire una lettura condivisa e multidisciplinare di una problematica che riguarda la società nel suo insieme.
Il contributo scientifico di Luca De Rossi si concentra sull’analisi delle muffe sviluppatesi a seguito dell’allagamento, indagandone caratteristiche, impatto ambientale e possibili strategie di mitigazione. Parallelamente, Brizio Antonio Caiulo propone un sistema modulare di arredo, pensato per spazi ridotti e configurabile secondo esigenze variabili, mentre l’architetto Mattia Bertolotti elabora un progetto che immagina ambienti adattabili a future inondazioni, attraverso l’inserimento di griglie e piattaforme.
Il percorso espositivo si articola in tre fasi – Il Danno, la Resilienza e l’Evoluzione – che corrispondono a momenti distinti sia dell’esperienza emotiva sia della ricerca artistica. Nella prima fase emergono le opere superstiti, testimonianza diretta dell’evento traumatico. La seconda introduce un processo di trasformazione, in cui l’indagine scientifica sulle muffe si traduce in sperimentazione visiva: la tecnica del Gum Print restituisce una materia pittorica densa, evocando le stratificazioni generate dall’acqua e trasformando il segno del degrado in elemento creativo.
L’ultima fase, l’Evoluzione, si sviluppa attraverso la tecnica Ebru, che riporta l’acqua al centro della pratica artistica non più come causa di distruzione, ma come strumento generativo. In questo passaggio, l’elemento inatteso si trasforma in possibilità, aprendo a una nuova dimensione creativa.

L’intero progetto si configura come un’esperienza partecipata, in cui l’arte assume un ruolo attivo di educazione e sensibilizzazione, coinvolgendo il pubblico e le nuove generazioni in un processo di consapevolezza. La mostra diventa così un ponte tra discipline, culture e prospettive, offrendo strumenti concreti per riflettere sulle pratiche sostenibili e sulla conservazione del patrimonio umano e culturale.
Sara Montani, artista milanese con un percorso internazionale, sviluppa una ricerca multidisciplinare che attraversa pittura, scultura, fotografia, incisione e installazione, indagando la dimensione sociale ed emotiva dell’esperienza umana. Le sue opere, presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero, si distinguono per l’uso di materiali eterogenei e per la capacità di trasformare il vissuto personale in narrazione visiva complessa.
La serata inaugurale prevede alle 17.30 la presentazione del progetto con l’artista e la curatrice, in dialogo con il microbiologo Luca De Rossi, seguita alle 18.30 dall’apertura ufficiale dell’esposizione. L’ingresso è libero; la mostra è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 11 alle 19 e la domenica dalle 15.30 alle 19.
Patrocinato dal Museo della Permanente di Milano, Il Sommerso e l’Inatteso si propone come un momento di incontro tra arte e realtà contemporanea, in cui la pratica artistica diventa strumento di interpretazione del presente e di immaginazione del futuro.
| Articolo redazionale |
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