
Geopolitica, innovazione e formazione al cuore della quarta edizione tra Europa e Mediterraneo. Nel capoluogo etneo si apre il confronto internazionale su economia, energia e cooperazione. Al centro il ruolo strategico del Mediterraneo e le prospettive del Piano Mattei.
Catania si è proposta come snodo strategico nel dialogo tra Europa e Africa, ospitando la quarta edizione del Festival del Management, il 16 e 17 aprile al Monastero dei Benedettini. L’evento – promosso dalla Società Italiana di Management (SIMA) – si è presentato come uno spazio di confronto tra mondo accademico e impresa, con l’obiettivo di tradurre la ricerca in azione concreta e condivisa.
Ad aprire i lavori è stata la presidente SIMA Beatrice Luceri, che ha sottolineato la natura ibrida del Festival – luogo di incontro tra sapere teorico ed esperienza imprenditoriale. Il filo conduttore dell’edizione, come spiegato dall’economista Elita Schillaci, è il “rosso magmatico” dell’Etna, simbolo di energia, trasformazione e innovazione. Un tema trasversale che attraversa le sessioni dedicate a geopolitica, salute ed economia, con un’attenzione particolare al ruolo delle donne e alla necessità di contrastare le forme di violenza economica.
Il primo panel entra nel merito degli scenari globali e del Piano Mattei, riportando il Mediterraneo al centro delle dinamiche internazionali. Secondo l’eurodeputato Ruggero Razza, quest’area – pur rappresentando solo l’1% delle acque mondiali – è attraversata dal 20% delle merci e dal 60% dell’energia destinata all’Europa. Una centralità che si rafforza con i nuovi investimenti europei in Africa, pari a 100 miliardi di euro nei prossimi sette anni, ridefinendo le relazioni economiche e politiche tra i continenti.
In collegamento, il ministro Nello Musumeci ha evidenziato la responsabilità italiana nel valorizzare il sistema portuale e nel costruire nuove forme di cooperazione con l’Africa attraverso il Piano Mattei. In questo contesto, la Sicilia emerge come piattaforma naturale di scambio e sviluppo.

Una visione condivisa dalle istituzioni locali. Il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti ha ribadito la necessità di trasformare la posizione geografica in protagonismo culturale ed economico, investendo su formazione innovativa, competenze trasversali e pensiero critico per trattenere i giovani sul territorio. Il sindaco Enrico Trantino ha insistito sulla possibilità per le nuove generazioni di costruire il proprio futuro in città, pur mantenendo uno sguardo internazionale.
Dal mondo produttivo arriva un segnale analogo. La presidente di Confindustria Catania Maria Cristina Busi Ferruzzi ha richiamato il ruolo delle eccellenze industriali locali, mentre il condirettore generale di Crédit Agricole Italia Roberto Ghisellini ha sottolineato l’importanza del sistema bancario nel facilitare il dialogo con le imprese, riducendo il rischio e sostenendo la concretizzazione dei progetti.
I lavori sono proseguiti con focus su energia – tema cruciale tra sicurezza degli approvvigionamenti e transizione sostenibile – oltre a interventi su agroalimentare e sanità. Le giornate si sono arricchite anche con un concerto di pianoforte in simultanea tra Milano e Catania, simbolo di una connessione culturale che affianca quella economica.
Il programma del 17 aprile è stato dedicato alla leadership e alla formazione manageriale in contesti complessi, con attenzione al contributo femminile nell’economia e alle tecnologie emergenti – dalle smart cities alla robotica. In calendario anche le finali di “Make It a Case”, iniziativa promossa da SIMA e sostenuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del PNRR – Next Generation EU, con il supporto di Invitalia, focalizzata sull’imprenditoria femminile.
| Articolo redazionale |
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