
“Cinque storie di fotografia e psicoterapia” al centro di un incontro che intreccia immagini, clinica e narrazione. Un appuntamento che esplora il rapporto tra fotografia e terapia attraverso cinque storie immaginate. Alla Galleria Zema, presentazione del libro di Francesca Belgiojoso e, in parallelo, una mostra dedicata allo sguardo urbano contemporaneo.
Venerdì 8 maggio 2026 alle ore 18.00, la Galleria Zema di Roma ospita la presentazione del volume “Cinque storie di fotografia e psicoterapia” di Francesca Belgiojoso, pubblicato da Seipersei edizioni. L’incontro vedrà l’autrice dialogare con Floriana Di Giorgio, in un confronto dedicato al rapporto tra immagine e pratica terapeutica. Il libro propone cinque storie costruite come casi clinici immaginari, nei quali la fotografia entra nello spazio della terapia come strumento attivo di relazione e trasformazione. Le immagini diventano così veicolo di memoria e mezzo per rendere visibili dimensioni che spesso sfuggono al linguaggio verbale. Ispirato alle Phototherapy Techniques di Judy Weiser, il volume si rivolge a un pubblico ampio, interessato a esplorare le potenzialità della fotografia non solo in ambito artistico ma anche nel lavoro su di sé.
Attraverso i cinque personaggi, il lettore è invitato a osservare da vicino il dialogo tra immagine e parola, entrando in una dimensione narrativa che intreccia esperienza clinica e racconto. La fotografia si configura come un dispositivo capace di attivare processi di conoscenza e crescita, accompagnando il percorso terapeutico sia dentro sia fuori la seduta.

Francesca Belgiojoso, psicologa e psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico, lavora da anni integrando la fotografia nella pratica clinica. Autorizzata all’insegnamento delle Phototherapy Techniques, è co-fondatrice di Netfo e si occupa in particolare di adolescenti, giovani adulti e artisti. Al suo fianco, Floriana Di Giorgio, psicologa e psicoterapeuta AISPT, opera presso il Centro Clinico “Percorsi Verso Sé” di Roma ed è attiva nella divulgazione sul rapporto tra fotografia e psicologia.
L’appuntamento si inserisce nel programma espositivo della galleria, dove fino al 28 maggio è visitabile la mostra “Everything Is Bright Here” di Lucia Buricelli. Il progetto raccoglie immagini realizzate a New York tra il 2019 e il 2025 e propone una riflessione sulla percezione della metropoli contemporanea attraverso un linguaggio visivo saturo e cromaticamente intenso, capace di interrogare le dinamiche simboliche dello spazio urbano e le logiche del consumismo.
La presentazione rappresenta così un momento di incontro tra discipline e linguaggi diversi, in cui fotografia, psicoterapia e ricerca artistica si intrecciano all’interno di uno stesso spazio, offrendo al pubblico l’occasione di approfondire il ruolo dell’immagine come strumento di indagine e consapevolezza.
| Articolo redazionale |
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