
Alla Jelmoni Studio Gallery un percorso pittorico tra materia, memoria e tensione contemporanea. Dal 9 al 26 maggio 2026 la galleria piacentina ospita una nuova personale dell’artista, un progetto espositivo che riunisce dieci opere e propone un dialogo continuo tra archetipi, esperienza e linguaggio pittorico.
Dal 9 al 26 maggio 2026 la Jelmoni Studio Gallery di Piacenza accoglie “Symposium continuum”, la nuova mostra personale di Ettore Giaccari, con vernissage in programma sabato 9 maggio alle ore 17:30. Il progetto espositivo, a cura di Giada Gasparotti, si configura come una sintesi coerente e stratificata del percorso dell’artista, articolato in una selezione di dieci opere.
Il titolo richiama l’idea della mostra come luogo di scambio e confronto, uno spazio in cui la pittura diventa dispositivo relazionale capace di attivare un dialogo tra elementi solo apparentemente distanti: ricerca informale e figurazione, tensione poetica e narrazione materica delle passioni umane. In questo equilibrio, la produzione di Giaccari si presenta come un territorio di attraversamento, sospeso tra dimensione visibile e dimensione interiore.
Le opere esposte non sono pensate come episodi isolati, ma come parti di un unico organismo, tessere di un percorso pluridecennale che trova nella continuità del segno e nell’intensità dell’intenzione il proprio tratto distintivo. Ne emerge una sorta di simposio permanente, in cui convivono archetipi classici, frammentazioni del corpo e tensioni esistenziali, restituite attraverso una pittura che alterna impulso fisico e riflessione lirica.

Il lavoro di Giaccari si inserisce in una traiettoria già consolidata, che comprende esperienze espositive recenti come “Thalassa” a Milano, dedicata al tema della migrazione, e “Le Cattedrali della conoscenza” a Roma, incentrata sulla rilettura contemporanea di archetipi filosofici. In “Symposium continuum” questi elementi trovano una nuova sintesi, dando vita a una narrazione visiva aperta, in cui la materia pittorica diventa luogo di emersione e trasformazione.
La pittura si presenta così come campo dinamico, attraversato da segni e stratificazioni che invitano lo spettatore a un coinvolgimento attivo. L’immagine non si esaurisce nella rappresentazione, ma si apre a molteplici possibilità interpretative, stimolando uno sguardo capace di andare oltre la superficie. In questo processo, l’opera si configura come esperienza totale, in grado di sollecitare simultaneamente percezione e pensiero.
La mostra conferma la coerenza e la profondità della ricerca di Giaccari, offrendo al pubblico un’occasione per entrare in contatto con un linguaggio pittorico che, pur radicato nella tradizione, mantiene una forte tensione verso il presente.
| Articolo redazionale |
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