A Mestre il MUVEC – Casa delle Contemporaneità è il nuovo polo culturale 

A Piazzale Candiani il nuovo museo dedicato all’arte contemporanea della Fondazione Musei Civici di Venezia. Due piani espositivi, una collezione permanente e nuovi spazi per mostre temporanee raccontano il dialogo tra memoria, trasformazione urbana e linguaggi del presente.

A Mestre il MUVEC – Casa delle Contemporaneità è il nuovo polo culturale della terraferma veneziana. Il museo propone un percorso dedicato all’arte dal secondo dopoguerra a oggi attraverso opere provenienti dalle collezioni civiche di Ca’ Pesaro e una programmazione orientata alla contemporaneità e alla partecipazione pubblica.


Dal 25 aprile 2026 Mestre accoglie MUVEC – Casa delle Contemporaneità, il nuovo museo d’arte contemporanea della Fondazione Musei Civici di Venezia realizzato negli spazi del Centro Culturale Candiani in Piazzale Candiani. Il progetto nasce da un ampio intervento di trasformazione architettonica e concettuale degli ambienti MUVE, ridefinendo funzioni, percorsi e identità museale con l’obiettivo di creare un nuovo punto di riferimento culturale per la città e per l’intero territorio metropolitano.
Il nuovo museo si sviluppa su due livelli: il secondo piano ospita la collezione permanente, mentre il terzo è destinato alle esposizioni temporanee. Un ingresso dedicato da Piazzale Candiani e una passerella sopraelevata conducono il pubblico verso i nuovi spazi, progettati per mettere in relazione stabilità e sperimentazione.

MUVEC nasce con l’intento di raccontare l’arte moderna e contemporanea dal 1948 a oggi attraverso opere provenienti dalle collezioni civiche di Ca’ Pesaro. Il percorso espositivo segue una struttura tematica articolata in tre direttrici – Ricostruzione, Costruzione e Decostruzione – che interpretano le trasformazioni linguistiche dell’arte del secondo Novecento e, parallelamente, l’evoluzione urbana e sociale di Mestre.

Il museo intreccia le grandi traiettorie internazionali dell’arte contemporanea con le esperienze maturate nel territorio della terraferma veneziana. Corpo, materia e città diventano così elementi centrali di un racconto che mette in dialogo maestri del Novecento e ricerche più recenti, tra memoria storica e presente.

Nella sezione “Ricostruzione” trovano spazio opere legate all’immediato dopoguerra e alle correnti dell’Informale, del Fronte Nuovo delle Arti e dello Spazialismo, con artisti come Emilio Vedova, Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, Armando Pizzinato, Toti Scialoja, Ennio Morlotti e Gastone Novelli. “Costruzione” affronta invece la ricerca geometrica, minimalista e spaziale attraverso lavori di Arnaldo Pomodoro, Alberto Biasi, Alberto Viani, Julia Mangold, David Simpson e Phil Sims. “Decostruzione” si concentra sulle pratiche del nuovo millennio e sulle trasformazioni dei linguaggi contemporanei con opere di Michelangelo Pistoletto, Bill Viola, Joseph Kosuth, Tony Cragg, Pascale Marthine Tayou, Christian Fogarolli e Claudio Parmiggiani.

Accanto ai grandi protagonisti internazionali, il percorso include anche artisti legati al territorio, restituendo la complessità della scena artistica contemporanea e il ruolo di Mestre come spazio di incontro e sperimentazione culturale. Il museo si propone infatti non solo come luogo espositivo, ma come laboratorio urbano aperto alla partecipazione di pubblici differenti – cittadini, studenti, famiglie e comunità internazionali – con particolare attenzione ai nuovi abitanti della città.

Secondo la Fondazione Musei Civici di Venezia, la nascita di MUVEC rappresenta un passaggio strategico nel processo di rafforzamento della centralità culturale della terraferma veneziana. Il nuovo museo si inserisce in una rete che comprende anche l’Emeroteca dell’Arte, la Casermetta 9 di Forte Marghera e i futuri spazi del Palaplip, contribuendo alla costruzione di un vero distretto dedicato alla contemporaneità.

Dal 26 settembre il museo ospiterà anche “Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea”, mostra che metterà in dialogo i maestri della Secessione Viennese con artisti contemporanei come Chen Zhen, Vanessa Beecroft e Marlene Dumas.


Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>
Articolo redazionale

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