
La mostra dedicata al maestro giapponese si conferma tra gli eventi culturali più seguiti della stagione, con lunghe code e un’affluenza oltre le aspettative.
Oltre 80mila ingressi dal 27 marzo 2026 per la grande esposizione romana dedicata a Katsushika Hokusai. Il percorso, allestito a Palazzo Bonaparte, riunisce più di 200 opere e approfondisce il dialogo tra cultura giapponese e occidentale.
A un mese dall’apertura, la mostra dedicata a Katsushika Hokusai a Palazzo Bonaparte si afferma come uno dei principali fenomeni culturali della stagione romana. Dal 27 marzo 2026 gli spazi espositivi dello storico palazzo hanno accolto oltre 80mila visitatori, confermando un interesse che ha superato le aspettative degli organizzatori. L’elevata affluenza si traduce quotidianamente in lunghe file e tempi di attesa prolungati. Fin dalle prime ore del mattino il pubblico raggiunge Palazzo Bonaparte per visitare la più ampia mostra mai dedicata in Italia all’artista giapponese, attratto dall’universo dell’Ukiyo-e e dalle immagini più celebri del maestro.
Secondo Iole Siena, presidente di Arthemisia, il successo dell’iniziativa è legato non solo alla qualità delle opere esposte, ma anche alla cura dell’allestimento e dell’apparato informativo, elementi che hanno contribuito a distinguere il progetto nel panorama delle mostre dedicate all’arte giapponese.
Anche Alessandra Taccone, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e main partner della mostra, sottolinea il valore immersivo dell’esposizione e il dialogo costruito tra le opere di Hokusai e il Marte pacificatore di Antonio Canova. Un confronto pensato come simbolo di una “diplomazia della bellezza”, capace di utilizzare arte e cultura come strumenti di dialogo tra popoli e tradizioni differenti.

Il percorso espositivo riunisce oltre 200 opere e racconta l’universo creativo dell’artista attraverso paesaggi, scene di vita quotidiana e immagini della natura in movimento. Il pubblico attraversa alcune delle serie più celebri di Hokusai, dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji alle Cinquantatré stazioni del Tōkaidō, fino alla Grande Onda di Kanagawa e ai Manga.
La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia e curata da Beata Romanowicz, propone una lettura dell’opera di Hokusai centrata non soltanto sulla monumentalità della natura, ma anche sulla presenza umana e sulla leggerezza narrativa che attraversa molte delle sue opere. Accanto ai capolavori del maestro sono esposti oltre 180 pezzi tra libri rari, laccature, armature, smalti, strumenti musicali e costumi tradizionali giapponesi, pensati per ampliare l’esperienza immersiva del visitatore.
L’esposizione assume inoltre un valore simbolico all’interno delle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, rappresentando uno degli appuntamenti culturali più significativi legati alla ricorrenza.
Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e patrocinata, tra gli altri, dal Ministero della Cultura, dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dalla Regione Lazio, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia con la consulenza scientifica ed editoriale di Francesca Villanti. Main partner dell’iniziativa è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale insieme a Fondazione Cultura e Arte e Poema.
| Articolo redazionale |
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