
Pubblicato da Prospero Editore, il nuovo libro dello scrittore e giornalista salernitano intreccia noir psicologico e romanzo storico nella Praga della normalizzazione comunista. Al centro della vicenda un misterioso maestro di scacchi e un sistema di ricatti legato ai servizi segreti cecoslovacchi.
Praga come città-labirinto, gli scacchi come linguaggio del potere e della manipolazione, la memoria come territorio ambiguo in cui verità e finzione finiscono per confondersi. Sono questi gli elementi al centro di Il sistema Petrovič – Lo scacchista di Praga, il nuovo romanzo di Mauro Ruggiero pubblicato da Prospero Editore. Il libro si muove tra il noir psicologico e il romanzo storico, ricostruendo l’atmosfera della Cecoslovacchia comunista negli anni successivi al 1968, durante la cosiddetta “normalizzazione”, segnata dal controllo della polizia segreta e da un clima diffuso di paura e sospetto.

La storia prende avvio dall’incontro a Praga tra un giornalista italiano appassionato di scacchi e Jaromír Cerný, enigmatico maestro che custodisce un passato legato ai servizi segreti cecoslovacchi. Quella che inizialmente appare come una semplice lezione sulle strategie scacchistiche si trasforma progressivamente in un’indagine dentro un sofisticato sistema di ricatti e controllo.
Nel romanzo la capitale ceca non rappresenta soltanto uno sfondo narrativo. Praga diventa una presenza viva, quasi una voce narrante che accompagna il lettore nei suoi angoli più oscuri. Lo stesso autore, che vive e lavora tra Praga e Roma da oltre vent’anni, definisce questa immersione nella città come l’origine stessa del libro.

Ruggiero, nato a Salerno nel 1979, è giornalista, saggista e autore di narrativa. Dopo avere lavorato come bibliotecario, oggi è docente e amministratore presso l’Istituto italiano di cultura di Praga. Per Prospero Editore ha già pubblicato il romanzo Poco meno degli Angeli nel 2020 e curato nel 2021 la raccolta Voci in fuga. Scritture italiane nel mondo.
Uno degli elementi centrali del romanzo è il gioco degli scacchi, utilizzato non solo come metafora ma come vera struttura narrativa. Il comunicato richiama esplicitamente il dialogo con autori come Stefan Zweig, Vladimir Nabokov, Paolo Maurensig e Jorge Luis Borges, che nel corso del Novecento hanno utilizzato gli scacchi come chiave per riflettere sul potere, sulla libertà e sulla follia.
Attraverso una Praga sospesa tra memoria e oblio, Il sistema Petrovič affronta temi come la difficoltà di distinguere il bene dal male, le contraddizioni dell’essere umano e i meccanismi del controllo politico e psicologico. Un romanzo che utilizza il thriller storico per interrogarsi sui confini della verità e sulle forme del potere.
| Articolo redazionale |
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