Liquid Sky, il mare dell’inconscio. A Genova tra acqua, cielo e immaginazione

Al Galata Museo del Mare torna la rassegna curata da Benedetta Spagnuolo. Quasi settanta opere di artisti italiani e internazionali trasformano l’acqua in una metafora della memoria, dell’identità e del viaggio interiore.

Dal 14 al 20 giugno 2026 il Galata Museo del Mare ospita la quarta edizione di Liquid Sky, progetto espositivo dedicato all’arte contemporanea e al simbolismo dell’acqua. Pittura, fotografia, scultura, installazione, videoarte e grafica dialogano con la storia marittima di Genova e con una riflessione che attraversa mito, psicologia e immaginario collettivo.


Genova è una città che vive da sempre sul confine tra mare e cielo. Un orizzonte mobile che nei secoli ha alimentato commerci, esplorazioni, racconti e visioni artistiche. È proprio da questa relazione profonda che prende forma la quarta edizione di Liquid Sky, la rassegna d’arte contemporanea curata da Benedetta Spagnuolo e organizzata da ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione, in programma al Galata Museo del Mare dal 14 al 20 giugno 2026, con inaugurazione il 13 giugno alle ore 17.00. Ospitata nella Galleria delle Esposizioni del museo genovese, la manifestazione riunisce circa settanta opere tra pittura, fotografia, scultura, installazione, collage, grafica, illustrazione e videoarte, realizzate da artisti provenienti da differenti esperienze culturali e geografiche. Il progetto nasce specificamente per gli spazi del Galata, luogo simbolico della storia marittima italiana, dove il dialogo tra architettura contemporanea e memoria del mare offre un contesto particolarmente significativo per una riflessione sull’acqua come elemento fisico e simbolico.

Fin dalla sua nascita, Liquid Sky si è caratterizzata come una piattaforma curatoriale dedicata all’incontro tra linguaggi artistici contemporanei e temi universali. In questa edizione il punto di partenza è l’acqua, osservata non soltanto come risorsa naturale o soggetto paesaggistico, ma come archetipo culturale e psicologico. Il titolo della rassegna suggerisce infatti una fusione ideale tra mare e cielo, due elementi apparentemente distinti che nell’orizzonte si incontrano fino quasi a confondersi.

L’espressione Liquid Sky richiama liberamente l’omonimo film diretto nel 1982 da Slava Tsukerman, opera diventata negli anni un piccolo cult della cinematografia indipendente internazionale. Nel contesto della mostra, tuttavia, il riferimento cinematografico viene reinterpretato come occasione per esplorare un paesaggio interiore, un territorio mentale in cui immagini, ricordi ed emozioni emergono attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

Al centro della riflessione proposta da Benedetta Spagnuolo vi è il valore simbolico dell’acqua. La curatrice richiama esplicitamente il pensiero di Carl Gustav Jung, per il quale il mare rappresenta una delle immagini più potenti dell’inconscio umano. Nella psicologia analitica l’acqua è associata alla dimensione originaria dell’esistenza, alla memoria profonda e a quella parte della psiche che precede la coscienza razionale. Il mare, i fiumi, le sorgenti e gli abissi ricorrono infatti nei sogni e nelle mitologie di culture lontanissime tra loro, suggerendo una presenza universale che attraversa l’esperienza umana.

Questa lettura trova conferme anche nella storia delle religioni e nelle tradizioni mitologiche. Dalle cosmogonie dell’antico Mediterraneo alle narrazioni orientali, l’acqua è spesso all’origine della vita e dell’universo. Nel mondo greco Oceano e Teti rappresentano le forze primordiali da cui derivano dèi e creature. Analogamente, numerose culture hanno identificato nelle acque profonde il luogo della nascita, della trasformazione e della rigenerazione. La mostra utilizza questi riferimenti non come citazioni erudite, ma come strumenti per comprendere quanto tali simboli continuino ancora oggi ad abitare l’immaginario contemporaneo.

Accanto all’acqua emergono altri simboli strettamente collegati alla navigazione e all’esperienza umana: la barca, la vela, il vento, il viaggio. Elementi che la tradizione letteraria e filosofica ha spesso utilizzato per rappresentare il percorso dell’individuo attraverso le incertezze dell’esistenza. In questa prospettiva il mare non è soltanto uno spazio geografico, ma una metafora della condizione umana, con le sue tempeste, le sue attese e le sue possibilità di approdo.

Le opere selezionate per Liquid Sky affrontano questi temi attraverso approcci molto diversi. Alcuni artisti lavorano sulla dimensione paesaggistica e contemplativa dell’acqua; altri ne esplorano gli aspetti emotivi, simbolici o astratti; altri ancora utilizzano il mare come chiave di lettura per affrontare questioni identitarie, ambientali o sociali. Il risultato è un percorso espositivo articolato che riflette la pluralità delle ricerche contemporanee e la capacità dell’arte di trasformare immagini universali in esperienze personali.

La scelta del Galata Museo del Mare come sede della manifestazione assume un significato particolare. Inaugurato nel 2004 e progettato dall’architetto Guillermo Vázquez Consuegra attraverso il recupero dell’antico Arsenale della Repubblica di Genova, il museo rappresenta oggi uno dei più importanti poli europei dedicati alla cultura marittima. Qui la storia della navigazione dialoga con il presente, offrendo un contesto ideale per una mostra che riflette sul rapporto tra uomo, acqua e orizzonte.

Partecipano alla rassegna quasi quaranta artisti provenienti dall’Italia e dall’estero, tra cui Elena Achilli, Fabiana Ambrogi, Edoardo Botta, Angelo Funari, William Lapisa, Barbara Mugnai, Gavino Pedoni, Caroline Raby, Sylvie Riant, Maura Savini, Maria Felice Vadalà e il collettivo We Are Waves. La varietà delle provenienze e dei linguaggi conferma la vocazione internazionale di un progetto che punta a creare connessioni tra differenti sensibilità artistiche.

Alla base dell’intera iniziativa vi è il lavoro di Benedetta Spagnuolo, curatrice e critica d’arte formata all’Accademia di Belle Arti di Catania, impegnata da anni nella promozione dell’arte contemporanea attraverso attività espositive, critica militante e collaborazioni editoriali. La sua idea di curatela come spazio di dialogo tra artista e pubblico trova in Liquid Sky una delle espressioni più compiute.

Fondata nel 2016, l’associazione ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione continua invece il proprio lavoro di sostegno alle nuove ricerche contemporanee, offrendo occasioni di visibilità e confronto a una rete sempre più ampia di autori e professionisti del settore.

In un’epoca caratterizzata da una crescente attenzione verso i temi ambientali e verso il rapporto tra individuo e natura, Liquid Sky propone una riflessione che supera la semplice rappresentazione del paesaggio. L’acqua diventa memoria, origine, trasformazione e possibilità. Il cielo, riflesso sulla sua superficie, diventa a sua volta una promessa di apertura e di infinito. Tra questi due poli si colloca l’esperienza umana, raccontata attraverso immagini che invitano alla contemplazione e all’ascolto di ciò che spesso rimane nascosto sotto la superficie delle cose.


Da Benedetta Spagnuolo | Critic – Art Curator <benedettaspagnuolo.official@gmail.com>
Articolo a cura della Redazione Experiences

About the author: Experiences