



Tra arte, suono e percezione, la nuova personale veneziana dell’artista esplora il mito delle grandi protagoniste del Novecento trasformando la mostra in un’esperienza sensoriale totale
In concomitanza con la Biennale di Venezia, Alex Belli presenta “The Materials Collection – Le Dive”, un progetto espositivo che intreccia arti visive, paesaggio sonoro e suggestioni olfattive. Al centro della riflessione, il ruolo delle donne che hanno segnato l’immaginario collettivo e contribuito a trasformare la società contemporanea.
Dal 5 al 30 giugno 2026 gli spazi del M.A.C. Lab. di Cannaregio ospitano “The Materials Collection – Le Dive”, mostra personale di Alex Belli curata da Fabio Facchinetti e inserita nel vivace ecosistema culturale che accompagna la stagione della Biennale di Venezia. L’esposizione si propone come un percorso immersivo capace di superare la tradizionale fruizione dell’opera d’arte per coinvolgere il visitatore in un’esperienza multisensoriale costruita attraverso immagini, materiali, suoni e suggestioni olfattive.
Promossa da B4H SA, realtà impegnata nello sviluppo e nella valorizzazione di progetti culturali contemporanei, l’iniziativa si inserisce in una tendenza sempre più diffusa nel panorama internazionale: quella delle mostre esperienziali, nelle quali l’opera non è soltanto un oggetto da osservare ma diventa parte di un ambiente narrativo più ampio. Negli ultimi due decenni, musei e istituzioni culturali hanno progressivamente sperimentato forme di coinvolgimento sensoriale che mettono in dialogo arti visive, design, tecnologie immersive e dimensioni partecipative. “The Materials Collection – Le Dive” si colloca in questo contesto, scegliendo però come fulcro della narrazione il tema dell’identità femminile.
La mostra prende forma attorno a un’idea precisa: rileggere alcune delle figure femminili che hanno influenzato la cultura del Novecento e trasformarle in simboli capaci di parlare ancora al presente. Attrici, modelle e cantanti diventano così i tre grandi universi narrativi del percorso espositivo. Non semplici celebrità, ma protagoniste di trasformazioni culturali, sociali e di costume che hanno contribuito a ridefinire il ruolo della donna nella società contemporanea.
Il termine “diva”, spesso associato alla dimensione dello spettacolo, assume qui un significato più ampio. Nella storia della cultura occidentale, dalla nascita del cinema hollywoodiano fino all’industria globale della moda e della musica, le grandi figure femminili hanno rappresentato modelli di emancipazione, indipendenza e cambiamento. Attraverso il loro linguaggio artistico e la loro presenza pubblica, molte di esse hanno influenzato comportamenti, estetiche e persino battaglie civili. La mostra sembra voler raccogliere questa eredità, traducendola in una serie di opere che dialogano con il presente attraverso materiali e tecniche contemporanee.
Elemento centrale del progetto è infatti la materia. Alex Belli costruisce le proprie opere utilizzando superfici stratificate, interventi pittorici, serigrafie e lavorazioni che puntano a creare una forte presenza fisica dell’immagine. La materia diventa linguaggio, veicolo di memoria e strumento per stabilire una relazione emotiva con il pubblico. In questo senso il titolo stesso della serie, “The Materials Collection”, sottolinea come il materiale non sia soltanto supporto tecnico ma parte integrante della narrazione artistica.
A questa dimensione visiva si affianca un articolato lavoro sullo spazio. Il percorso è accompagnato da un paesaggio sonoro pensato per amplificare il coinvolgimento emotivo del visitatore e da una componente olfattiva che contribuisce a costruire un ambiente immersivo. L’obiettivo dichiarato è quello di attivare simultaneamente diversi livelli percettivi, trasformando la visita in un’esperienza che coinvolge non solo lo sguardo ma anche l’ascolto e la memoria sensoriale.
In questo approccio si possono leggere influenze provenienti da differenti tradizioni artistiche. Dalle sperimentazioni dell’arte ambientale degli anni Sessanta alle pratiche dell’installazione contemporanea, molti artisti hanno cercato di superare la centralità dell’oggetto per costruire spazi esperienziali nei quali il pubblico diventa parte attiva dell’opera. Negli ultimi anni, inoltre, l’attenzione verso la dimensione multisensoriale è cresciuta notevolmente, coinvolgendo musei, fondazioni e grandi eventi internazionali.
La scelta di presentare il progetto durante il periodo della Biennale non appare casuale. Venezia rappresenta da oltre un secolo uno dei principali laboratori internazionali dell’arte contemporanea. Dal 1895 la Biennale costituisce un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del linguaggio artistico e sulle nuove modalità di relazione tra arte e società. Inserire una mostra personale in questo contesto significa inevitabilmente confrontarsi con un pubblico internazionale e con una città che ha costruito parte della propria identità culturale sulla capacità di accogliere e mettere in dialogo linguaggi differenti.
Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dalla figura stessa di Alex Belli. Conosciuto dal grande pubblico per il suo percorso televisivo e mediatico, l’artista utilizza la propria notorietà come strumento di comunicazione, collocandosi in quella zona di confine sempre più frequentata tra cultura visuale, spettacolo e arte contemporanea. La sua presenza veneziana si inserisce infatti in una riflessione più ampia sul rapporto tra produzione artistica e visibilità pubblica, tema che attraversa buona parte del dibattito culturale contemporaneo.
Ma al di là della dimensione mediatica, il cuore della mostra rimane il racconto delle donne che hanno saputo modificare l’immaginario collettivo. Attraverso il linguaggio delle immagini e della materia, “Le Dive” propone una riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla permanenza dei simboli culturali. Le protagoniste evocate nel percorso non appartengono soltanto al passato: continuano a influenzare il presente e a dialogare con le nuove generazioni attraverso il patrimonio di idee, gesti e trasformazioni che hanno lasciato in eredità.
È proprio questa volontà di coniugare esperienza estetica e riflessione culturale a definire il carattere della mostra. Più che una semplice esposizione di opere, “The Materials Collection – Le Dive” si presenta come un percorso che intreccia arte contemporanea, memoria collettiva e cultura visuale, invitando il pubblico a interrogarsi sul significato delle icone e sulla loro capacità di attraversare le epoche. In una Venezia che continua a essere crocevia internazionale di linguaggi e visioni, il progetto di Alex Belli sceglie di porre al centro la forza trasformativa delle immagini e delle donne che quelle immagini hanno contribuito a rendere immortali.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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