IN/CONTRI: il progetto di Es Nova indaga le dualità che abitano l’essere umano

Il collettivo Es Nova presenta a L’Aquila una nuova installazione audiovisiva che intreccia fotografia, musica e partecipazione del pubblico. Un percorso immersivo che riflette sulla compresenza di energie femminili e maschili come dimensione costitutiva dell’identità umana.


Nel panorama delle ricerche artistiche contemporanee che superano i confini disciplinari tradizionali, il lavoro del collettivo Es Nova occupa da tempo una posizione originale. Nato nel 2015, il gruppo sviluppa la propria attività lungo una linea di confine in cui convergono arte contemporanea, sperimentazione musicale, sound art e performance improvvisata, costruendo progetti che mettono in relazione immagini, suono, spazio e presenza umana. Dopo anni di attività caratterizzati da incursioni nell’ambient, nel minimalismo, nell’elettroacustica, nel jazz di ricerca e nelle forme più aperte del rock progressivo, il collettivo ha progressivamente orientato la propria attenzione verso esperienze immersive e audiovisive, realizzando installazioni, performance e interventi site-specific all’interno di gallerie, musei e spazi dedicati al contemporaneo. Una direzione che trova oggi una nuova espressione nel progetto IN/CONTRI, visitabile il 27 giugno 2026 presso F’Art Spazio Arti Visive Contemporanee dell’Aquila.

Il titolo dell’opera suggerisce già una duplice lettura. Da un lato l’incontro tra persone, sensibilità e linguaggi; dall’altro il confronto tra elementi apparentemente opposti che convivono all’interno della stessa esperienza umana. Il progetto prende infatti avvio dall’idea che ogni individuo custodisca simultaneamente una dimensione femminile e una maschile, non intese come semplici simboli culturali ma come componenti profonde dell’essere.

L’installazione si sviluppa come un percorso audiovisivo che tenta di rendere percepibile ciò che normalmente rimane invisibile. L’armonia e la tensione tra queste forze diventano il motore di una narrazione costruita attraverso immagini, suoni e relazioni spaziali. Più che fornire una rappresentazione univoca, il lavoro invita il visitatore a confrontarsi con una pluralità di percezioni e significati.

Al centro del progetto si trovano le fotografie di Erica Agostini. I suoi ritratti emergono in un bianco e nero rarefatto, quasi sospeso, nel quale i contorni sembrano dissolversi per lasciare spazio a una dimensione evocativa. Liquidi, pigmenti e tracce visive contribuiscono a generare immagini che non descrivono semplicemente dei soggetti, ma evocano stati interiori, memorie e presenze. La fotografia diventa così un territorio di transizione, una soglia tra visibile e invisibile.

Questa componente visiva dialoga costantemente con la dimensione sonora elaborata da Es Nova. La musica non accompagna le immagini in modo illustrativo, ma costruisce un ambiente percettivo autonomo fatto di frammenti, interruzioni e ricomposizioni. I paesaggi sonori si sviluppano come materia viva, attraversata da tensioni e silenzi, contribuendo a generare un’esperienza immersiva che coinvolge il visitatore su più livelli sensoriali.

L’approccio adottato dal collettivo si inserisce in una tradizione ormai consolidata dell’arte contemporanea che vede nella contaminazione tra linguaggi una delle sue principali forme espressive. Dalla sound art sviluppatasi a partire dagli anni Sessanta con figure come Max Neuhaus e Bill Fontana fino alle più recenti esperienze immersive multimediali, il suono ha progressivamente conquistato uno spazio centrale nella costruzione dell’opera. Parallelamente, fotografia e installazione hanno ampliato il proprio ruolo trasformandosi da strumenti di rappresentazione a dispositivi di esperienza.

Uno degli aspetti più significativi di IN/CONTRI riguarda la partecipazione attiva del pubblico. Lo spettatore non assume una posizione passiva, limitandosi all’osservazione dell’opera, ma viene coinvolto direttamente nel processo di costruzione del significato. L’installazione prevede infatti la ricomposizione di frammenti appartenenti a una delle fotografie esposte. Attraverso questo gesto il visitatore diventa parte integrante del lavoro, contribuendo a ricostruire un’immagine che non esiste più nella sua interezza originaria.

L’opera si configura così come uno spazio in continua trasformazione, definito dagli autori come un contenitore capace di accogliere, metabolizzare e restituire le percezioni di chi lo attraversa. La frammentazione non rappresenta una perdita, ma una condizione necessaria per generare nuove possibilità di relazione e di interpretazione.

In un contesto culturale spesso dominato da narrazioni polarizzate e identità rigide, IN/CONTRI propone una riflessione diversa. Il progetto suggerisce che la complessità dell’essere umano non possa essere ridotta a categorie fisse, ma richieda piuttosto un continuo processo di ascolto e di riconoscimento delle molteplici energie che lo attraversano. Attraverso la fotografia, il suono e la partecipazione condivisa, Es Nova costruisce un ambiente poetico e sensoriale nel quale le opposizioni cessano di essere conflitto per trasformarsi in dialogo.

L’esposizione aquilana rappresenta dunque un nuovo capitolo nel percorso del collettivo, confermando una ricerca che da oltre un decennio esplora le possibilità offerte dall’incontro tra arti visive e linguaggi sonori. Un lavoro che non si limita a mettere in relazione discipline differenti, ma prova a costruire nuove forme di esperienza nelle quali immagine, ascolto e presenza diventano parti di un unico organismo percettivo.


Da Katiuscia Tomei <info@katiusciatomei.it> i
Articolo a cura della Redazione Experiences

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