


Genzano di Lucania avvia la trasformazione dell’ex Casa Mandamentale in un centro dedicato alla cultura contemporanea, alla formazione e alla ricerca
Per oltre quarant’anni è rimasto inutilizzato dietro le sue mura. Oggi l’ex carcere mandamentale di Genzano di Lucania si prepara a una nuova vita come spazio per l’arte contemporanea, le residenze creative e gli scambi culturali internazionali. Un progetto di rigenerazione che unisce architettura, sostenibilità e sviluppo territoriale.
Nella storia delle città esistono edifici che sembrano attendere per decenni una destinazione capace di restituire senso alla loro presenza. È il caso dell’ex Casa Mandamentale di Genzano di Lucania, struttura completata nel 1981 ma mai realmente entrata in funzione, che oggi si appresta a diventare uno dei più ambiziosi progetti culturali della Basilicata. Il 4 giugno 2026, presso l’Aula Formazione della Porta Coeli Foundation, verrà presentato ufficialmente il programma “Processi e fenomeni dell’arte del presente per il Carcere di Genzano di Lucania”, iniziativa promossa dalla Porta Coeli Foundation, dal Comune di Genzano di Lucania e da 2D Group Società Benefit.
L’obiettivo è trasformare un luogo nato per la custodia e la limitazione della libertà in uno spazio dedicato alla creatività, alla ricerca, alla formazione e al confronto internazionale. Un cambio di paradigma che riflette una tendenza sempre più diffusa in Europa: il recupero di edifici dismessi o incompiuti attraverso progetti culturali capaci di generare nuove economie, attrarre competenze e rafforzare l’identità dei territori.
Negli ultimi decenni numerose ex strutture industriali, caserme, opifici e complessi penitenziari sono stati riconvertiti in centri per l’arte contemporanea. Da Torino a Lisbona, da Berlino a Manchester, il patrimonio architettonico del Novecento ha spesso trovato una seconda vita grazie alla cultura. In questo contesto si inserisce anche l’esperienza lucana, che punta a trasformare un’incompiuta della storia amministrativa italiana in un polo aperto alla produzione artistica e alla sperimentazione.
Il progetto prevede la rifunzionalizzazione dell’intero complesso, destinato a ospitare attività formative, residenze per artisti, programmi di ricerca, mostre, incontri e collaborazioni internazionali. L’idea non è quella di realizzare soltanto uno spazio espositivo, ma di creare un organismo culturale permanente in grado di favorire l’incontro tra discipline, generazioni e provenienze geografiche differenti.

Durante la conferenza stampa interverranno il sindaco di Genzano di Lucania Viviana Cervellino, il presidente della Porta Coeli Foundation Aniello Ertico, il direttore artistico Donato Faruolo e Rocco Iacovera, referente di 2D Group per la progettazione e l’esecuzione degli interventi. Sarà inoltre presente Gennaro Damato, presidente della Mediterraneum Foundation.
Particolare rilievo assume la dimensione internazionale del progetto. Nel corso dell’incontro saranno infatti presentati contributi e attestazioni di sostegno provenienti da istituzioni culturali estere. Tra questi figurano quelli di Yelizaveta Shirinyan, direttrice del dipartimento Education del Cafesjian Center for the Arts di Yerevan, una delle principali istituzioni artistiche dell’Armenia contemporanea, e di Halla Shafey, componente del Consiglio Supremo del Ministero della Cultura della Repubblica Araba d’Egitto.
L’intervento si distingue anche per la sua impostazione ambientale. L’investimento previsto ammonta a circa 2,7 milioni di euro e comprende l’adeguamento dell’intero complesso agli standard nZEB, acronimo di Nearly Zero Energy Building. Si tratta di edifici caratterizzati da consumi energetici estremamente ridotti e da una significativa diminuzione delle emissioni climalteranti. L’applicazione di questi criteri colloca il progetto all’interno delle più avanzate politiche europee per la sostenibilità del patrimonio costruito.
I lavori avranno una durata stimata tra sei e otto mesi e saranno organizzati per fasi successive. Questa scelta consentirà l’attivazione progressiva di alcune aree già durante il cantiere, favorendo una graduale apertura alla cittadinanza e alle attività culturali.
Un elemento particolarmente significativo riguarda il rapporto con la memoria del luogo. L’ex carcere non verrà cancellato né privato della propria storia. Al contrario, il progetto sembra voler trasformare la memoria stessa dell’edificio in uno strumento di riflessione contemporanea. Le architetture della reclusione diventeranno spazi dedicati alla libera espressione, alla produzione culturale e alla circolazione delle idee. Un passaggio simbolico che conferisce all’intervento una forte valenza civile oltre che architettonica.
In occasione della conferenza stampa sarà inoltre consentito, in via eccezionale, l’accesso all’interno del perimetro murario della struttura. Giornalisti e operatori dell’informazione potranno visitare ambienti rimasti sostanzialmente chiusi e inaccessibili per oltre quarant’anni. Un’occasione rara per osservare da vicino un luogo che si prepara a vivere una delle trasformazioni più significative della sua storia.
L’iniziativa rappresenta il primo momento pubblico di un percorso destinato a svilupparsi nei prossimi anni. La sfida consiste nel fare dell’ex Casa Mandamentale non soltanto un edificio recuperato, ma un centro capace di dialogare con i circuiti nazionali e internazionali dell’arte contemporanea, mantenendo al tempo stesso un forte radicamento nel territorio lucano. Se l’obiettivo verrà raggiunto, Genzano di Lucania potrà offrire un esempio significativo di come la cultura possa trasformare un’incompiuta del passato in una risorsa per il futuro.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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