
Alla Borgo Pio Art Gallery di Roma la mostra “Natura Extensa” esplora il rapporto tra dolore, trasformazione e mondo naturale attraverso il linguaggio del collage
Dal 6 al 13 giugno la Borgo Pio Art Gallery ospita la personale di Elena di Felice, artista romana attiva a Narni. Diciotto opere recenti raccontano una natura in continua metamorfosi, dove la ferita diventa simbolo universale di sofferenza ma anche di rigenerazione e speranza.
La natura come organismo vivente, vulnerabile e al tempo stesso capace di rigenerarsi. È attorno a questa idea che si sviluppa “Natura Extensa”, la mostra personale di Elena di Felice ospitata presso la Borgo Pio Art Gallery di Roma dal 6 al 13 giugno 2026. Curata dalla storica dell’arte Giovanna Canu, con un testo critico in catalogo firmato da Sveva Manfredi Zavaglia, l’esposizione presenta diciotto opere realizzate tra il 2025 e il 2026 e offre l’occasione per approfondire la ricerca di un’artista che ha fatto del collage il proprio principale strumento espressivo.
Nata a Roma e oggi residente a Narni, Elena di Felice sviluppa un linguaggio che si colloca in una tradizione artistica consolidata ma continuamente rinnovata. Il collage, nato come pratica moderna nelle avanguardie del primo Novecento con artisti come Pablo Picasso e Georges Braque, viene qui reinterpretato attraverso l’utilizzo di frammenti di carta dipinta che, una volta assemblati sulla superficie della tela, generano forme e spazi autonomi. Non si tratta semplicemente di una tecnica compositiva, ma di un procedimento che riflette il tema stesso della trasformazione: parti separate che trovano una nuova unità e costruiscono nuove possibilità di significato.
Al centro della mostra emerge una forma ricorrente, una sorta di foglia appuntita che attraversa le opere come un segno archetipico. Nella lettura proposta dall’artista, questa figura richiama la ferita sul costato di Cristo, simbolo di sofferenza e sacrificio. Tuttavia il riferimento religioso si amplia fino a diventare metafora universale del dolore umano e morale. La stessa immagine può essere letta anche come rappresentazione della natura ferita, della vulnerabilità degli ecosistemi e delle conseguenze che l’azione dell’uomo produce sull’ambiente. In questa sovrapposizione di significati risiede uno degli aspetti più interessanti del progetto espositivo.
La riflessione sul rapporto tra uomo e natura costituisce infatti uno dei temi più presenti nell’arte contemporanea degli ultimi decenni. Dalle ricerche della Land Art alle più recenti pratiche ecologiche e ambientali, numerosi artisti hanno affrontato il tema della fragilità del pianeta. Elena di Felice sceglie però una strada diversa da quella della denuncia esplicita. Nelle sue opere il dolore non viene mostrato in modo drammatico o spettacolare. È suggerito attraverso simboli, forme e relazioni cromatiche che invitano alla contemplazione piuttosto che allo shock visivo.
L’artista costruisce così un universo nel quale materia, segno e colore si stratificano in un equilibrio costantemente mobile. Le foglie-ferite diventano nuvole, stormi, fiori o organismi in trasformazione. Le immagini sembrano nascere da processi naturali di crescita e metamorfosi, evocando un mondo in cui ogni elemento è collegato agli altri da relazioni invisibili. È una natura che non appare mai statica, ma sempre in movimento, attraversata da tensioni e possibilità.


Particolarmente significativa è la dimensione ottimistica che attraversa l’intero progetto. Pur partendo dal tema della sofferenza, l’artista non si sofferma sulla dimensione tragica dell’esperienza. Le composizioni suggeriscono piuttosto la possibilità di una rinascita. I colori luminosi, le aggregazioni organiche e le forme che ricordano elementi vegetali o atmosferici introducono un’idea di trasformazione positiva, nella quale la ferita può diventare occasione di cambiamento e crescita.
In questo senso “Natura Extensa” dialoga con una sensibilità contemporanea sempre più attenta ai temi della sostenibilità, della cura e della responsabilità verso il mondo naturale. Senza ricorrere a dichiarazioni programmatiche, la mostra propone una riflessione poetica sul rapporto tra fragilità e resilienza, tra perdita e rigenerazione.
La sede espositiva contribuisce a rafforzare questo dialogo. Situata in via degli Ombrellari, nel cuore di Borgo Pio e a pochi passi dal Vaticano, la Borgo Pio Art Gallery si conferma uno spazio dedicato alla promozione di artisti contemporanei impegnati nella ricerca di linguaggi personali e riconoscibili. In questo contesto, le opere di Elena di Felice trovano una collocazione particolarmente efficace, invitando il visitatore a rallentare lo sguardo e a cogliere le relazioni sottili che uniscono esperienza umana e mondo naturale.
“Natura Extensa” si presenta così come un percorso compatto ma intenso, capace di trasformare il collage in uno strumento di riflessione sul presente. Attraverso frammenti di carta, colori e simboli, Elena di Felice costruisce immagini che parlano di ferite, ma soprattutto della capacità di superarle, suggerendo che ogni trasformazione autentica nasce proprio dalla consapevolezza della propria vulnerabilità.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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