ARTEVENTO, il cielo di Cervia con i suoi aquiloni ha conquistato il mondo

La 46ª edizione del Festival Internazionale dell’Aquilone chiude con numeri record, una straordinaria visibilità globale e nuovi progetti che rafforzano il ruolo della manifestazione come laboratorio culturale permanente tra arte, patrimonio e diplomazia culturale.

Oltre un milione e duecentomila visualizzazioni sui social, centinaia di migliaia di visitatori, maestri provenienti da cinquanta Paesi e una crescente presenza internazionale. ARTEVENTO conferma la propria capacità di trasformare l’aquilone in uno strumento di dialogo tra culture, educazione, spettacolo e valorizzazione del patrimonio immateriale.


Da oltre quarant’anni trasforma il litorale romagnolo in un teatro a cielo aperto dove tradizioni millenarie, creatività contemporanea e relazioni internazionali si incontrano. Anche nel 2026 ARTEVENTO, il Festival Internazionale dell’Aquilone di Cervia, ha confermato la propria unicità, chiudendo la quarantaseiesima edizione con risultati che ne consolidano il prestigio come manifestazione di riferimento a livello mondiale. Nato nel 1981 da un’intuizione di Claudio Capelli e Caterina Capelli, il festival è oggi considerato il più longevo appuntamento internazionale dedicato all’arte del vento. Nel corso del tempo è riuscito a trasformarsi da evento spettacolare a vero progetto culturale permanente, capace di intrecciare arte, tutela delle tradizioni, educazione ambientale e dialogo interculturale. Un’evoluzione che trova conferma nei numeri dell’edizione appena conclusa.

Per undici giorni consecutivi la spiaggia di Pinarella di Cervia ha accolto maestri aquilonisti provenienti da cinquanta Paesi, offrendo una panoramica pressoché completa delle molteplici espressioni dell’aquilone nel mondo. Il programma ha proposto 130 eventi, oltre ottanta performance di volo acrobatico, trentuno spettacoli di circo contemporaneo realizzati in collaborazione con ATER Fondazione, nove appuntamenti di teatro-danza orientale, cinque concerti, tre mostre e numerose attività dedicate all’approfondimento culturale, ambientale e sociale. Particolarmente significativa è stata la partecipazione delle nuove generazioni: ben 1.250 bambini hanno preso parte alle attività educative e formative organizzate durante la manifestazione.

L’edizione 2026 ha inoltre rafforzato la dimensione scientifica dell’evento grazie alla collaborazione con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura e con l’Università degli Studi di Perugia, che hanno realizzato sul campo il primo laboratorio etnografico dedicato alla manifestazione. Un elemento che conferma il crescente interesse degli studiosi verso l’aquilone come espressione culturale, antropologica e identitaria.

Accanto alla partecipazione del pubblico, impressionano i risultati ottenuti sul piano mediatico. La manifestazione ha beneficiato della collaborazione di Rai Italia, Rai Radio Tutta Italiana e Rai Radio Kids, ottenendo una copertura internazionale che ha coinvolto televisioni, radio, quotidiani e piattaforme digitali. I dati diffusi dagli organizzatori parlano di oltre mille articoli pubblicati e di servizi realizzati da emittenti e testate di diversi Paesi. Ancora più rilevante l’impatto sui social network, dove ARTEVENTO ha superato 1,28 milioni di visualizzazioni complessive, registrando una crescita particolarmente significativa su Instagram e Facebook. Un risultato che ha contribuito alla diffusione internazionale dell’espressione “Kite Paradise”, ormai frequentemente associata a Cervia e alla sua manifestazione simbolo.

L’aquilone possiede una storia lunga oltre duemila anni. Nato probabilmente in Cina, dove ancora oggi rappresenta una forma d’arte e un elemento identitario, ha attraversato secoli e continenti assumendo significati religiosi, scientifici, ludici e artistici. ARTEVENTO ha saputo raccogliere questa eredità e reinterpretarla in chiave contemporanea, trasformando l’aquilone in uno strumento di comunicazione universale capace di parlare di pace, sostenibilità e inclusione.

Non sorprende quindi che le immagini della manifestazione siano state scelte da Destinazione Turistica Romagna per la campagna promozionale dell’estate 2026, trasmessa anche durante eventi televisivi di grande richiamo come l’Eurovision Song Contest e il Giro d’Italia. Il festival è diventato così uno degli strumenti più efficaci per raccontare il territorio romagnolo attraverso immagini spettacolari e immediatamente riconoscibili.

L’attività di ARTEVENTO non si esaurisce però nei giorni del festival. Il progetto continua durante tutto l’anno attraverso collaborazioni internazionali che ne amplificano la portata culturale. Nel maggio scorso Caterina Capelli ha partecipato alla realizzazione della performance inaugurale della mostra Fanfare/Lament dell’artista britannico Matt Copson presso la nuova sede veneziana della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, contribuendo all’organizzazione del team di volo e alla logistica dell’evento. Un’esperienza che ha portato l’arte del vento nel contesto della Biennale di Venezia, uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati all’arte contemporanea.

Sempre sul fronte internazionale, ARTEVENTO ha rinnovato la propria presenza a Roma in occasione del Festival degli Aquiloni organizzato dall’Associazione Culturale Sino-Italiana Melodie di Seta, consolidando i rapporti con la città cinese di Weifang, universalmente riconosciuta come la capitale mondiale dell’aquilone. Da anni, infatti, Cervia e Weifang condividono un dialogo culturale fondato sulla valorizzazione di una tradizione che accomuna Oriente e Occidente.

Il prossimo appuntamento internazionale porterà invece il festival oltreoceano. Claudio Capelli sarà ospite d’onore del Festival Grain de Ciel di Montréal, dove una grande mostra personale presenterà al pubblico canadese i suoi aquiloni dipinti, testimonianza di una ricerca che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra aquilone e arte contemporanea.

Lo sguardo degli organizzatori è già rivolto al futuro. La 47ª edizione si svolgerà dal 23 aprile al 2 maggio 2027 e introdurrà nuove collaborazioni internazionali. Particolare interesse riveste il progetto dedicato ai Barriletes Gigantes del Guatemala, gli enormi aquiloni cerimoniali che ogni anno accompagnano le celebrazioni del Giorno dei Morti a Santiago Sacatepéquez e Sumpango. La collaborazione coinvolgerà ancora una volta l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e l’Università di Perugia, rafforzando il ruolo di ARTEVENTO come piattaforma di ricerca e valorizzazione delle tradizioni del mondo.

A ciò si aggiunge il consolidamento del rapporto con il gruppo colombiano BIMANA e l’avvio di nuove iniziative di carattere internazionale che verranno sviluppate nei prossimi mesi.

Tra le prospettive più ambiziose emerge infine il progetto del primo Museo dell’Aquilone – Centro di Documentazione sull’Arte del Vento, previsto a Forlì. La struttura dovrebbe diventare un punto di riferimento permanente per studiosi, appassionati e visitatori, contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica e alla conservazione di un patrimonio unico. Il futuro museo ospiterà anche la prestigiosa collezione del Museo Tako No Hakubutsukan di Tokyo e centinaia di aquiloni etnici provenienti da collezioni private internazionali. Un patrimonio che testimonia come l’aquilone non sia soltanto un oggetto volante, ma un documento culturale capace di raccontare storie, credenze, tecniche artigianali e identità collettive.

Dopo quarantasei edizioni, ARTEVENTO continua dunque a crescere senza perdere la propria natura originaria. In un tempo segnato da conflitti, trasformazioni sociali e crisi ambientali, il festival romagnolo conferma la forza simbolica di un oggetto semplice che, sospinto dal vento, continua a unire persone, culture e generazioni diverse sotto lo stesso cielo.


Da CULTURALIA <info@culturaliart.com>
Articolo a cura della Redazione Experiences

About the author: Experiences