Amiata Music, in Toscana nasce un nuovo festival internazionale

L’eredità dell’Amiata Piano Festival si trasforma in un progetto più ampio che unisce concerti, attività educative e sostegno ai giovani talenti. Al centro della nuova iniziativa della Fondazione Bertarelli, il Forum progettato da Eduardo Milesi e una programmazione che guarda al futuro della musica.

Dal 25 luglio 2026 prende il via Amiata Music, nuovo festival internazionale ospitato nel Forum Fondazione Bertarelli a Cinigiano, nel cuore della Toscana meridionale. Accanto a grandi interpreti della scena musicale internazionale, il progetto punta sulla formazione, sull’educazione musicale e sul coinvolgimento delle comunità locali.


La Toscana aggiunge un nuovo tassello alla propria geografia culturale con la nascita di Amiata Music, festival internazionale che dal 25 luglio 2026 raccoglie e sviluppa l’eredità dell’Amiata Piano Festival, ampliandone l’orizzonte artistico e progettuale. Promossa dalla Fondazione Bertarelli, la nuova manifestazione nasce con l’ambizione di costruire un punto d’incontro tra grandi interpreti della musica internazionale, giovani talenti e attività educative rivolte al territorio.

La trasformazione non riguarda soltanto il nome. Se l’Amiata Piano Festival aveva costruito negli anni una solida reputazione attorno al repertorio pianistico, Amiata Music allarga il proprio raggio d’azione a nuove forme espressive, ensemble e repertori, con l’obiettivo di creare una proposta culturale più articolata e inclusiva. Il progetto si fonda su tre direttrici principali: il sostegno all’educazione musicale nelle scuole della zona, la valorizzazione dei giovani artisti e la programmazione di concerti con interpreti di fama internazionale. A questi si affiancano masterclass, laboratori e iniziative dedicate alla comunità, concepite per generare opportunità durature per le nuove generazioni.

La sede del festival è il Forum Fondazione Bertarelli, immerso tra gli uliveti e i vigneti della tenuta ColleMassari, nel territorio di Cinigiano. L’edificio, progettato dall’architetto Eduardo Milesi, rappresenta uno degli esempi più significativi di integrazione tra architettura contemporanea e paesaggio rurale toscano. La struttura, caratterizzata da una pianta circolare, dall’impiego di materiali naturali e da un’attenta ricerca acustica, è stata concepita per dialogare con il territorio circostante, trasformando il paesaggio in parte integrante dell’esperienza musicale.

L’iniziativa riflette la filosofia della Fondazione Bertarelli, istituzione nata nel 2009 per volontà di Maria Iris Bertarelli e Claudio Tipa. Nel corso degli anni la fondazione ha sviluppato numerosi progetti legati alla valorizzazione culturale, ambientale e sociale del territorio, sostenendo restauri architettonici, attività archeologiche, programmi universitari e iniziative artistiche. La costruzione del Forum rappresenta uno degli interventi più significativi di questa strategia, trasformando una porzione della campagna maremmana in un centro dedicato alla produzione culturale e musicale.

A guidare il nuovo corso di Amiata Music è Nicholas Chalmers, direttore artistico britannico formatosi tra l’Università di Oxford e il Conservatorio Nicolini di Piacenza. Figura di primo piano nel panorama musicale internazionale, Chalmers ha costruito la propria carriera coniugando attività artistica e impegno educativo. Fondatore della Nevill Holt Opera nel Regno Unito e oggi associato a istituzioni come la Royal Opera House e la Royal Academy of Music, considera il sostegno ai giovani musicisti e la formazione di nuovi pubblici una componente essenziale del proprio lavoro. La sua esperienza si affianca a quella della direttrice esecutiva Rosenna East, manager culturale e già protagonista dello sviluppo della Nevill Holt Opera e della Sinfonia of London.

Il cartellone 2026 riflette questa visione. L’inaugurazione del 25 luglio è affidata al Gala Lirico Amiata, diretto da Chalmers alla guida della Sinfonia Smith Square Orchestra e realizzato in collaborazione con la compagnia fiorentina Mascarade Opera. Sul palco si alterneranno giovani interpreti impegnati in un programma che attraversa il grande repertorio operistico italiano, da Rossini a Donizetti, da Bellini a Puccini.

Nei mesi successivi il festival propone una sequenza di appuntamenti che spaziano dal barocco alla contemporaneità. Il tenore Laurence Kilsby sarà protagonista di Care Gemme, percorso dedicato alle origini dell’opera italiana attraverso musiche di Monteverdi, Scarlatti e Sarro, accompagnato dall’ensemble Concerto Romano diretto da Alessandro Quarta. La presenza di Joyce DiDonato, una delle voci più autorevoli della scena lirica internazionale, rappresenta uno dei momenti centrali della stagione. Il suo progetto Emily – No Prisoner Be, sviluppato insieme al trio Time for Three e basato sulle musiche del compositore statunitense Kevin Puts ispirate ai testi di Emily Dickinson, unisce repertorio classico e linguaggi contemporanei, confermando la volontà del festival di superare le tradizionali barriere tra generi musicali.

Accanto ai concerti, la cantante americana guiderà masterclass e laboratori destinati ai giovani interpreti, tra cui il progetto Arie da Camera, realizzato con i cantanti della Mascarade Opera Academy e con ensemble del territorio. La dimensione formativa rappresenta infatti uno degli aspetti distintivi di Amiata Music e si inserisce in una tradizione che caratterizza i più importanti festival europei contemporanei.

Il programma comprende inoltre il jazz del contrabbassista Misha Mullov-Abbado, capace di fondere influenze classiche e improvvisative, il concerto ferragostano di Fabio Biondi con Europa Galante dedicato alle Quattro stagioni di Antonio Vivaldi, il recital di Luca Micheletti accompagnato dal pianista Malcolm Martineau e l’esibizione della pianista Alice Sara Ott, interprete nota per la capacità di coniugare repertorio classico e sensibilità contemporanea, che presenterà un programma dedicato a John Field e Ludwig van Beethoven.

Particolare attenzione è riservata alle nuove generazioni attraverso il progetto Trio Concept, una residenza artistica che offrirà a un giovane ensemble italiano la possibilità di lavorare per una settimana in un contesto professionale, culminando in un concerto pubblico. È un’iniziativa che richiama modelli ormai consolidati nei principali festival europei e che conferma la volontà di trasformare Amiata Music in un luogo di crescita artistica oltre che di programmazione concertistica.

Nel panorama culturale contemporaneo, dove la sostenibilità delle istituzioni musicali dipende sempre più dalla capacità di creare relazioni con il territorio e con le nuove generazioni, Amiata Music si presenta come un progetto che unisce qualità artistica e responsabilità culturale. Nel cuore della Maremma, tra paesaggio, architettura e musica, il festival punta a costruire un modello in cui l’eccellenza internazionale convive con la formazione e con il coinvolgimento delle comunità locali, riaffermando il ruolo della cultura come investimento sul futuro.


Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net> 
Articolo a cura della Redazione Experiences

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