
In uscita il 18 giugno per Bookabook, il nuovo libro dello scrittore campano residente a Berlino intreccia fantascienza, memoria storica e riflessione geopolitica, partendo dalla tragedia dell’invasione dell’Ucraina per interrogarsi sul rapporto tra coscienza, tecnologia e potere.
Un virologo, una cardiologa in coma, una macchina capace di registrare i ricordi e un viaggio dentro le ferite della storia russa. “Memoria artificiale” utilizza gli strumenti del romanzo contemporaneo per affrontare alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: la manipolazione della memoria, l’identità europea e il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella vita umana.
La memoria è da sempre uno dei grandi temi della letteratura europea. Da Marcel Proust a W.G. Sebald, dai racconti del Novecento segnati dalle guerre alle più recenti narrazioni sull’identità digitale, il rapporto tra ricordo e costruzione del sé continua a rappresentare uno dei terreni più fertili della narrativa contemporanea. A questo filone si collega Memoria artificiale, il nuovo romanzo di Luca Castellano, pubblicato da Bookabook e disponibile in libreria dal 18 giugno 2026.
L’opera nasce da una riflessione scaturita dall’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022, evento che ha profondamente segnato il dibattito culturale europeo e che nel romanzo diventa il punto di partenza per un’indagine più ampia sui meccanismi della memoria individuale e collettiva. Castellano costruisce infatti una vicenda nella quale storia, scienza, tecnologia e dimensione interiore si intrecciano fino a diventare inseparabili.
Al centro della narrazione si trova Alessandro Gargiulo, virologo napoletano, la cui vita viene sconvolta quando la moglie Ruslana Vladimirovna Ulitzkaja, cardiologa di origine russa, cade in coma dopo aver appreso dell’inizio della guerra. La donna viene collegata a Rob8, un sistema sperimentale governato dall’intelligenza artificiale ChatKGB, progettato per mappare e conservare i ricordi direttamente dalle connessioni neuronali. Attraverso questo dispositivo prende forma una vicenda che supera i confini della medicina e si trasforma in una vera esplorazione della coscienza umana.

La memoria registrata dalla macchina non si presenta come un archivio ordinato. Al contrario, si frammenta in voci, immagini e racconti che riportano alla luce segreti familiari, traumi generazionali e nodi irrisolti della storia sovietica. Il viaggio di Alessandro all’interno della mente della moglie assume progressivamente i contorni di una discesa nelle profondità della storia russa, tra il peso delle eredità politiche, le ombre dei gulag e la complessa relazione tra passato e presente.
La scelta di utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento narrativo colloca il romanzo all’interno di una tradizione che negli ultimi anni ha visto la narrativa confrontarsi sempre più frequentemente con le trasformazioni tecnologiche. Tuttavia, nel libro di Castellano la tecnologia non rappresenta soltanto un elemento futuristico. Diventa soprattutto una metafora del controllo della memoria, tema che attraversa tanto la storia politica del Novecento quanto il dibattito contemporaneo sull’uso dei dati, degli algoritmi e delle nuove forme di sorveglianza digitale.
La vicenda assume inoltre una dimensione simbolica attraverso alcuni elementi che sfiorano il realismo visionario. Il misterioso coagulo presente sulla spalla di Ruslana, collegato a un vaccino ricevuto durante l’infanzia in epoca sovietica, diventa la porta verso un universo mentale nel quale storia personale e storia collettiva si sovrappongono. In questo spazio narrativo si muovono figure, simboli e presenze che evocano le tensioni profonde della Russia contemporanea e il difficile rapporto tra Europa e Oriente.
L’autore costruisce così una narrazione che alterna ricerca scientifica, thriller psicologico e riflessione storica. Il risultato è un romanzo che utilizza strumenti tipici della fantascienza contemporanea per interrogare questioni profondamente umane: cosa definisce l’identità di una persona? È possibile conservare integralmente una memoria? E quali conseguenze può avere il tentativo di trasformare il ricordo in dato registrabile e controllabile?

Nato a Vico Equense nel 1977 e residente da anni a Berlino, Luca Castellano porta nella propria scrittura una prospettiva inevitabilmente europea. La sua esperienza personale si sviluppa infatti tra culture differenti: le radici mediterranee, la vita nella capitale tedesca e il legame familiare con il mondo russo, poiché sua moglie è originaria di Mosca. Questa dimensione transnazionale emerge chiaramente anche nel romanzo, che affronta il tema delle identità multiple senza ridurlo a una semplice questione geopolitica.
La pubblicazione rappresenta una nuova tappa del percorso letterario dell’autore, già coautore de La fine degli affanni e autore del romanzo Amore siderale. Con Memoria artificiale Castellano amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione, confrontandosi con temi che attraversano il presente europeo e globale.
Il volume sarà presentato il 22 giugno presso la libreria IoCiSto al Vomero, a Napoli, e il 26 giugno nella Chiesa di Punta Mare a Vico Equense, per poi proseguire con un tour nel Sud Italia. Occasioni che permetteranno ai lettori di confrontarsi direttamente con un’opera che sceglie di affrontare, attraverso gli strumenti della narrativa, alcune delle domande più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra memoria e verità, tra tecnologia e libertà, tra storia e identità.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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