



A Bari una mostra raccoglie trentacinque immagini in bianco e nero dedicate alle coste pugliesi. Un percorso tra paesaggio, memoria e osservazione, realizzato con tecniche analogiche che riportano al centro il rapporto tra luce, attesa e visione.
Dal 19 giugno al 4 luglio Palazzo Starita ospita “Orizzonte Mare”, personale del fotografo e grafico barese Franco Giacopino. Trentacinque fotografie analogiche raccontano il mare della Puglia attraverso uno sguardo poetico e contemplativo, lontano dalla velocità della produzione digitale contemporanea.
Il mare come luogo fisico e mentale, spazio della memoria e della contemplazione, torna protagonista nella ricerca fotografica di Franco Giacopino. Venerdì 19 giugno alle ore 18.30, negli spazi di Palazzo Starita a Bari, sede della Fondazione Puglia, inaugura la mostra Orizzonte Mare, un’esposizione che raccoglie trentacinque fotografie in bianco e nero dedicate ai paesaggi costieri di Bari, Polignano a Mare e Brindisi. L’autore, nato a Bari nel 1951, propone un percorso visivo costruito interamente attraverso la fotografia analogica. Gli scatti sono stati realizzati su pellicola nei formati 6×6, 6×7 e 10×12 centimetri utilizzando apparecchi di medio e grande formato come Hasselblad, Mamiya e Linhof, strumenti che hanno segnato la storia della fotografia professionale del Novecento e che saranno anch’essi esposti in mostra. L’uso di queste macchine non rappresenta una scelta nostalgica, ma un preciso orientamento linguistico che restituisce centralità al tempo della visione e alla qualità materica dell’immagine.

Nella storia della fotografia il mare è sempre stato uno dei soggetti più frequentati. Dalle vedute ottocentesche alle sperimentazioni del Novecento, fino alle ricerche contemporanee sul paesaggio, la linea dell’orizzonte ha offerto agli autori un campo privilegiato per riflettere sul rapporto tra uomo e natura, tra spazio reale e percezione. In questa tradizione si colloca il lavoro di Giacopino, che utilizza il paesaggio marino non come semplice documento geografico ma come occasione per una narrazione visiva fatta di silenzi, luci e atmosfere.
Le immagini dedicate a Bari attraversano alcuni luoghi emblematici del rapporto della città con il mare: il Lungomare IX Maggio, il Lido San Francesco, il Lungomare Starita, il Molo San Cataldo, le spiagge di Pane e Pomodoro e il Lungomare Armando Perotti. Accanto alle vedute più ampie compaiono dettagli di barriere, percorsi, approdi e scorci notturni che trasformano spazi familiari in paesaggi sospesi.
A Polignano a Mare l’attenzione si concentra invece sulle forme della costa e sulle architetture naturali scolpite dall’acqua. Cala di Pozzo Vivo, Cala Sala – nota anche come Port’Alga – la Grotta dei Tre Occhi e la Grotta Priscilla diventano elementi di una ricerca che privilegia particolari, contrasti e relazioni tra luce e materia.
L’ultima sezione del percorso conduce a Torre Guaceto, nel territorio brindisino. All’interno dell’Area Marina Protetta, una delle più importanti del Mediterraneo, l’autore osserva la vegetazione spontanea, l’avifauna e le forme del paesaggio costiero. Qui la fotografia assume anche una dimensione ambientale, richiamando l’attenzione sul valore di ecosistemi fragili e sulla necessità della loro tutela.

Per Giacopino il ritorno alla pellicola coincide con una diversa modalità di osservazione. Lo stesso autore sottolinea come la fotografia analogica richieda pazienza, concentrazione e una conoscenza approfondita della luce. Ogni immagine nasce da una scelta ponderata e da un processo tecnico che non consente l’immediatezza della verifica digitale. Al centro rimane il negativo, elemento fisico e tangibile dell’opera fotografica, matrice da cui prende forma la stampa finale.
Questa dimensione lenta del fotografare costituisce uno degli aspetti più interessanti della mostra. In un’epoca dominata dalla produzione continua di immagini, l’analogico recupera il valore dell’attesa e della selezione, trasformando ogni fotografia in un gesto consapevole. Il risultato è una serie di immagini che rinunciano all’effetto spettacolare per privilegiare una lettura più intima del paesaggio.
Il titolo della mostra è stato ideato dal critico d’arte Vincenzo Velati, che interverrà all’inaugurazione. L’esposizione è realizzata con la collaborazione della Fondazione Puglia, che ha messo gratuitamente a disposizione gli spazi di Palazzo Starita, e di Puglia Cultura Territorio.
Come ha sottolineato il presidente della Fondazione Puglia Antonio Castorani, l’iniziativa conferma l’impegno dell’istituzione nel sostegno ai diversi linguaggi artistici e nella valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico regionale. Le fotografie di Giacopino diventano così non soltanto un’esperienza estetica, ma anche un invito a guardare con maggiore attenzione il territorio e il rapporto che esso continua a intrattenere con il mare.
La mostra resterà aperta fino al 4 luglio e sarà visitabile ogni giorno, escluso il lunedì, dalle 17 alle 20. Nelle giornate del 20 e 27 giugno e del 4 luglio sarà inoltre possibile partecipare alle visite guidate di Palazzo Starita, uno degli edifici storici più significativi del centro antico di Bari. L’ingresso è gratuito.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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