Luigi Quarta e la sfida del monocromo: colore e materia diventano racconto

Alla Borgo Pio Art Gallery di Roma una mostra indaga le possibilità espressive del colore unico attraverso venti opere che trasformano tessuti, superfici e stratificazioni in strumenti di riflessione visiva e sensoriale.

Dal 19 al 30 giugno la Borgo Pio Art Gallery ospita “MONOCROMO”, progetto espositivo dell’artista leccese Luigi Quarta. Una ricerca che intreccia pittura, materia e percezione, mettendo al centro il dialogo tra colore, memoria ed esperienza emotiva.


Dal 19 al 30 giugno la Borgo Pio Art Gallery di Roma presenta MONOCROMO, il nuovo progetto espositivo di Luigi Quarta, artista originario di Monteroni di Lecce e da molti anni residente e attivo a Livorno. La mostra, curata da Francesco Mutti, raccoglie venti opere che prendono le mosse dall’ultima fase della sua produzione e dalla ricerca condotta sulle possibilità espressive del colore pieno e dei tessuti assemblati e cuciti secondo una modalità del tutto personale. L’idea del monocromo, nella visione di Quarta, non si esaurisce in una scelta di carattere estetico. La concentrazione su una singola tonalità, sviluppata attraverso le diverse gradazioni della medesima sequenza cromatica, apre infatti un’indagine che investe tanto il piano introspettivo quanto quello artistico. Il colore diventa richiamo a sensazioni, ricordi e stati interiori, ma anche strumento per perseguire un equilibrio tra elementi eterogenei e armonici, una ricerca di unità che appartiene, in forme differenti, all’intera esperienza del fare artistico.

Le opere esposte si presentano come una stratificazione di emozioni e di interventi materici. La componente fisica genera profondità spaziale, mentre il colore agisce prevalentemente sul piano sensoriale. In questa prospettiva Quarta modifica il rapporto tradizionalmente attribuito alla pittura storica. Se nella tradizione il colore era chiamato a produrre l’illusione prospettica e la profondità dello spazio, nelle sue opere esso assume il ruolo primario di portatore di significato, mentre è la materia a costruire l’artificio spaziale che ne rende percepibile la presenza. Il risultato è una sorta di composizione scenica nella quale il tono su tono, il monocromo e la materia intesa come quinta prospettica definiscono l’identità stessa dell’opera.

L’obiettivo della ricerca di Quarta, dunque, non si esaurisce nella dimensione estetica. La scelta di concentrarsi su una sola tonalità, esplorandone le diverse gradazioni, apre infatti una riflessione che si muove su più livelli. Da un lato si sviluppa un percorso introspettivo e psicologico, poiché ogni colore è capace di evocare ricordi, emozioni e percezioni personali; dall’altro prende forma un’indagine propriamente artistica, orientata alla costruzione di un equilibrio tra elementi differenti. Attraverso un uso calibrato dei materiali, l’artista ricerca una sintesi al tempo stesso varia e armonica, espressione di quella tensione verso un’unità di intenti che accomuna ogni pratica creativa, figurativa o astratta.

Ne deriva una complessa stratificazione emotiva e materica nella quale la componente fisica dell’opera produce una profondità spaziale, mentre il colore agisce principalmente sul piano sensoriale. In questo modo Quarta rilegge uno dei principi fondamentali della tradizione pittorica. Se storicamente il colore era chiamato a suggerire la profondità attraverso l’illusione prospettica, nelle sue opere è la materia a costruire lo spazio e a ridefinire il rapporto tra superficie e percezione.

Al colore l’artista attribuisce dunque il valore originario del significato, mentre alla materia affida il compito di renderne tangibile la presenza e di costruirne l’evidenza visiva. L’opera assume così l’aspetto di una composizione quasi teatrale, in cui il monocromo, le variazioni tono su tono e la materia trasformata in quinta prospettica danno vita a un intenso e autorevole monologo visivo.

Il percorso artistico di Luigi Quarta affonda le proprie radici negli anni della giovinezza. Nato a Monteroni di Lecce nel 1960, alla fine degli anni Settanta si inserisce nel mondo del lavoro senza abbandonare la passione per la pittura, maturata già negli anni precedenti. Nel 1978 si trasferisce a Livorno e proprio il fervente ambiente culturale della città labronica contribuisce a consolidarne la vocazione artistica. Da autodidatta inizia a esplorare un universo espressivo caratterizzato da rapidi passaggi tecnici e pittorici, sperimentando differenti soluzioni formali e materiali.

Nel decennio successivo frequenta la Libera Accademia d’Arte di Livorno, esperienza che rappresenta il punto di riferimento per i primi passi professionali e lo conduce alle prime esposizioni pubbliche. La pittura, tuttavia, non assume mai per Quarta il carattere di un interesse occasionale. Diventa piuttosto la manifestazione di una passione destinata a trasformarsi in una necessità interiore permanente. Attratto dalla ricchezza della natura e dalla singolarità degli ambienti urbani, l’artista ne coglie gli aspetti più significativi senza riprodurli in maniera descrittiva, ma trasformandoli in espressioni di un dinamismo esecutivo che dall’astrazione della realtà conduce progressivamente verso la dimensione informale della materia.

La sua ricerca si fonda infatti su processi di costruzione e sovrapposizione. Intersezioni materiche e velature pittoriche partecipano reciprocamente alla definizione di un’architettura compositiva che aspira alla complessità nella propria essenza e alla linearità nella resa visiva. Tessuti e pittura, plastiche e colate di colore si intrecciano in una trama di pieni e di vuoti, introducendo una componente tattile che supera l’idea dell’opera come esperienza esclusivamente visiva e amplia il campo della percezione verso una dimensione sensoriale più articolata.

Il percorso espositivo di Quarta comprende numerose mostre personali e collettive. Tra le principali esposizioni individuali figurano Progressioni 1989-2009 alle Sale dei Bottini dell’Olio di Livorno nel 2009, Percorsi e Utopie alla Torre degli Upezzinghi di Calcinaia nel 2010, Il Gesto e la Luce, Semplicemente alla Galleria Il Melograno di Livorno nel 2012, Defrag nel 2013, Opere recenti a Palazzo Vernazza di Lecce nel 2016, Volti nel 2018, la mostra al Teatro Goldoni di Livorno nel 2022, Frammenti nel 2024 e Tessiture di Colore nel 2025. Oggi Luigi Quarta vive e lavora a Livorno, continuando a sviluppare una ricerca in cui il dialogo tra colore e materia rimane il centro di una riflessione artistica coerente e costantemente in evoluzione.


Da sirenzi@libero.it 
Articolo a cura della Redazione Experiences

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