
Dieci artiste, un percorso comune e il paesaggio marino come fonte d’ispirazione. Alla Lega Navale Italiana di Ostia una mostra racconta il dialogo tra creatività, formazione e libertà espressiva attraverso il linguaggio del Metodo Martenot.
Dal 20 giugno al 5 luglio 2026 la sede della Lega Navale Italiana – Sezione Lido di Ostia ospita “A Vele Spiegate! Sulle rotte dell’arte”, esposizione delle artiste dell’École d’Art Martenot di Loris Liberatori. Un progetto che unisce ricerca artistica, educazione e osservazione del paesaggio marino in una delle cornici più suggestive del litorale romano.
La vela che intercetta il vento, il mare che riflette la luce e l’orizzonte che suggerisce possibilità sempre nuove. Sono immagini che da secoli appartengono alla storia dell’arte e che continuano a esercitare un forte potere evocativo. Da questa suggestione prende forma A Vele Spiegate! Sulle rotte dell’arte, la mostra ospitata dal 20 giugno al 5 luglio 2026 presso la sede della Lega Navale Italiana – Sezione Lido di Ostia, sul Lungomare Caio Duilio. L’esposizione, curata da Federico Davoli, presenta una selezione di opere realizzate dalle artiste dell’École d’Art Martenot diretta da Loris Liberatori. La sede che accoglie il progetto non è soltanto uno spazio espositivo affacciato sul mare, ma anche un luogo strettamente legato alla storia della navigazione sportiva italiana. Fondata nel 1938, la sezione ostiense della Lega Navale rappresenta uno dei punti di riferimento del litorale romano e costituisce una cornice particolarmente coerente con il tema scelto dalle artiste.
Le opere nascono al termine di un percorso di studio dedicato al mare, al vento e al movimento delle vele. La superficie marina diventa metafora della vita, della libertà e della continua trasformazione degli stati interiori. Pur condividendo un medesimo tema di partenza, le artiste hanno sviluppato interpretazioni differenti, affidandosi a linguaggi e tecniche personali che spaziano dal carboncino all’acquerello, dall’acrilico al collage fino alle tecniche miste. Il risultato è una pluralità di visioni che trova unità nell’ispirazione comune.
Protagoniste dell’esposizione sono Emilia Blotta, Giulia Quattrocchi, Livia Garibaldi, Loredana Marchese, Luana Palladino, Mariella Taliercio, Michela Polistina, Monica Martinelli, Nicole Serres e Stefania Tomassi. Dieci percorsi personali differenti, accomunati dalla passione per l’arte e dall’esperienza formativa condivisa all’interno della scuola diretta da Liberatori. Le loro opere osservano le vele come elementi in movimento, superfici dinamiche capaci di trasformarsi sotto l’azione delle forze naturali e di generare immagini sospese tra realtà e immaginazione.



Alla base del progetto si trova il Metodo Martenot, una delle più interessanti esperienze pedagogiche sviluppate nel Novecento nell’ambito dell’educazione artistica. Elaborato negli anni Trenta dalla psicopedagoga francese Ginette Martenot, il metodo pone al centro la creatività individuale, la libertà del gesto e la valorizzazione delle inclinazioni personali. L’obiettivo non è uniformare gli allievi a uno stile prestabilito, ma accompagnarli nella scoperta di un linguaggio autonomo. Questo approccio ha favorito la diffusione della metodologia in numerosi atelier europei, soprattutto in Francia, Svizzera, Belgio e Paesi Bassi.
In Italia il Metodo Martenot è presente dal 1947, mentre a Roma è stato introdotto nel 1993 da Loris Liberatori, che da oltre trent’anni ne promuove la conoscenza attraverso attività didattiche, laboratori e iniziative culturali. Nel 2023 il trentennale dell’Atelier Martenot di Roma è stato celebrato con una mostra patrocinata da Roma Capitale e ospitata presso la Gipsoteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Sapienza, confermando il ruolo della scuola nel panorama culturale della città.
La figura di Loris Liberatori occupa un posto centrale in questa esperienza. Artista noto per le sue ricerche dedicate all’acqua, alle onde, ai riflessi e ai paesaggi marini, nel corso della sua carriera ha esposto in Italia e all’estero, partecipando a importanti manifestazioni artistiche, tra cui la 54ª Biennale di Venezia. Ha inoltre presentato il proprio lavoro presso il Consiglio d’Europa di Strasburgo in occasione dell’Anno Internazionale dell’Acqua e in Australia. Sue opere fanno parte delle collezioni del Ministero degli Affari Esteri e della Banca d’Italia. Parallelamente alla produzione artistica ha sviluppato un’intensa attività didattica, contribuendo alla formazione di numerosi allievi e appassionati.
La mostra di Ostia rappresenta dunque molto più di una semplice esposizione collettiva. È il risultato visibile di un percorso educativo fondato sulla crescita personale e sulla libertà espressiva, principi che continuano a caratterizzare la tradizione Martenot. Attraverso il tema del mare e delle vele, le opere invitano il pubblico a riflettere sul movimento, sul cambiamento e sulla capacità dell’arte di trasformare un’esperienza condivisa in una molteplicità di sguardi.
L’inaugurazione è prevista per sabato 20 giugno alle ore 18.00. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 5 luglio 2026 presso la Lega Navale Italiana – Sezione Lido di Ostia.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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