
Nel borgo carsico alle porte di Trieste la settima edizione di Teatri del Suono si apre con due giornate di concerti, installazioni e riflessioni dedicate al rapporto tra arte, natura e comunità
Il 20 e 21 giugno il borgo storico di Contovello-Kontovel ospita Na pragu (Sulla soglia), appuntamento inaugurale di Teatri del Suono, festival transdisciplinare ideato dal collettivo cantierezero. Un programma che intreccia musica contemporanea, filosofia, performance e partecipazione pubblica, trasformando il paesaggio in uno spazio di ascolto e di relazione.
Contovello-Kontovel, piccolo borgo del Carso triestino affacciato sul Golfo di Trieste, sembra esistere su una linea di confine. Terra di passaggio e di incontri tra culture, lingue e memorie, diventa il 20 e 21 giugno il teatro di Na pragu (Sulla soglia), evento che inaugura la settima edizione di Teatri del Suono®, festival di musica e culture contemporanee ideato e curato dal collettivo cantierezero. Il titolo dell’iniziativa contiene già la sua dichiarazione d’intenti. Essere “sulla soglia” significa abitare uno spazio di transizione, un territorio aperto in cui le discipline artistiche si contaminano e in cui il confine tra suono, parola, ambiente e presenza umana diventa permeabile. Il festival si muove proprio in questa direzione, proponendo un’esperienza che va oltre la dimensione concertistica per invitare il pubblico a osservare il paesaggio come un sistema vivente, fragile e complesso.
La manifestazione si apre sabato 20 giugno alle 17 con l’inaugurazione delle installazioni sonore allestite negli spazi di Park Miru e della Chiesetta di Santa Maria della Salvia, lungo la Strada del Friuli. Le opere, realizzate da giovani artisti in collaborazione con il Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie, partner dell’iniziativa, testimoniano una delle caratteristiche distintive del festival: il dialogo tra generazioni e la ricerca di forme espressive capaci di coniugare sperimentazione e condivisione. Le installazioni rimarranno visitabili anche nella giornata successiva.
Alle 17.30 Park Miru ospita il primo appuntamento di Lontano – conversazioni nella distanza, ciclo di incontri ideato e condotto dal filosofo Giovanni Leghissa dell’Università di Torino. La riflessione teorica lascia poi spazio alla performance Ballad for a Tree del sassofonista Yannis Maizan, ripresa di un’opera ideata nel 2003 da Massimo Bartolini. Il musicista improvvisa un assolo come tentativo di dialogo con un essere non umano, trasformando l’albero in un interlocutore e la musica in un esercizio di ascolto radicale.
La serata prosegue con la presenza della compositrice e performer austriaca Katharina Klement, figura di primo piano nel panorama dell’improvvisazione e dell’elettronica contemporanea. Il suo progetto MORPH, costruito intorno al suono della cetra e alle elaborazioni elettroniche, rappresenta una sintesi esemplare delle ricerche che da anni attraversano la scena musicale europea e che indagano il rapporto tra strumento acustico, tecnologia e spazio sonoro.

Domenica 21 giugno, giorno del solstizio d’estate e della Festa della Musica celebrata in tutto il mondo, il festival amplia ulteriormente la propria dimensione partecipativa. Nasce così sBANDAti, laboratorio gratuito di improvvisazione istantanea ispirato alla pratica bandistica e aperto a partecipanti di ogni età, dagli otto agli ottantotto anni, senza alcuna necessità di competenze musicali pregresse. Al termine del laboratorio, i partecipanti daranno vita a una sfilata e a una performance pubblica lungo le vie del borgo e negli spazi di Park Miru.
La seconda conversazione curata da Giovanni Leghissa coinvolgerà artisti e ospiti del festival, mentre il programma musicale del pomeriggio vedrà protagonista UM WELT, progetto del contrabbassista veneziano Marco Centasso che riunisce voce, oud, sassofoni, clarinetto basso ed elettronica dal vivo in una proposta che attraversa i territori del jazz contemporaneo e della ricerca sonora.


La conclusione della giornata è affidata al Punctum Collective, ensemble internazionale di giovani musicisti con base a Vienna, impegnato in un’intensa attività di ricerca sulla multimedialità e sulle nuove pratiche dell’ascolto. Nella Chiesa di San Girolamo il gruppo presenterà un programma dedicato al linguaggio dei pipistrelli, alternando elettronica, strumenti acustici e performance vocale in un percorso che comprende composizioni di Georg Friedrich Haas, Clara Iannotta, Ashkan Behzadi e degli stessi musicisti dell’ensemble.
Accanto agli appuntamenti artistici, il festival propone anche momenti di convivialità grazie alla collaborazione con Skabar Wines – Na gradu. Nell’osmica dei Pastini di Contovello il pubblico dei concerti serali potrà partecipare a due incontri pensati come occasioni di socialità e di incontro con il territorio, riaffermando un’idea di cultura che non separa la produzione artistica dalla vita delle comunità che la ospitano.
Da anni Teatri del Suono esplora la dimensione transdisciplinare delle arti contemporanee, mettendo in relazione linguaggi diversi e restituendo centralità all’esperienza dell’ascolto. Nel paesaggio carsico di Contovello, sospeso tra altipiano e mare, questa ricerca assume un significato particolare. La soglia evocata dal titolo non è soltanto un luogo fisico, ma una condizione dello sguardo e dell’udito: un invito a rallentare, ad abitare il confine e a percepire il mondo come una trama di relazioni tra esseri umani, natura e suono.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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