
A Perugia la ricerca di Fabio Talloru trasforma il sapere dei carbonai in un’indagine sulla materia, sul tempo e sugli scarti del fare artistico
Dal 13 giugno al 5 luglio 2026 il MA Project di Perugia ospita la personale di Fabio Talloru, a cura di Quadro Zero. Al centro del progetto c’è un pigmento ricavato dal carbone vegetale e una riflessione sul mutamento della materia che intreccia pratiche ancestrali, processi artigianali e linguaggi dell’arte contemporanea.
Esistono gesti antichi che sembrano appartenere a un’altra epoca e che, proprio per questo, possono riacquistare un inatteso valore nel presente. Fare il carbone è uno di questi. La costruzione della carbonaia, l’attesa della lenta combustione del legno, la trasformazione della materia attraverso il fuoco sono pratiche che per secoli hanno scandito la vita delle comunità montane europee e che oggi sopravvivono soltanto in pochi contesti. Da questo sapere quasi scomparso prende forma NeroRuina, la mostra personale di Fabio Talloru ospitata dal 13 giugno al 5 luglio 2026 al MA Project di Perugia, a cura di Quadro Zero e in collaborazione con Giardino Villa Cappuccini. Il progetto raccoglie gli esiti di una ricerca avviata dall’artista nel 2020 e dedicata alla produzione del carbone vegetale e all’estrazione del pigmento nero che ne deriva.
La pratica di Talloru non nasce da un interesse per il carbone come combustibile. Il processo viene infatti completamente ridestinato. Il carbone diventa polvere, la polvere si trasforma in inchiostro e l’inchiostro genera un segno artistico. Il pigmento ottenuto prende il nome di “Nero Ruina”. Se il termine “nero” indica il colore, la parola arcaica “ruina” richiama invece l’idea della caduta e della rovina degli alberi abbattuti per costruire la carbonaia.
L’artista è giunto a questa pratica attraverso l’incontro con il sapere dei carbonai custodito da realtà come Dolomiti Contemporanee e il Museo del Carbone di Zoppè di Cadore. La ricerca si è sviluppata all’interno di Studio campione, un dispositivo di indagine nato presso la Colonia montana dell’Ex Villaggio Eni di Corte di Cadore, uno dei più significativi complessi architettonici realizzati per l’Eni negli anni del dopoguerra e legati alla visione industriale di Enrico Mattei.
Ciò che rende particolarmente originale il progetto è l’attenzione rivolta non al prodotto finale, ma a ciò che normalmente resta ai margini del processo creativo. In mostra trovano spazio gli scarti della lavorazione: residui di estrazione liquida, impronte di essiccazione su vetro, depositi di polvere su carta, tracce lasciate dagli strumenti e prove di pennellata. Elementi generalmente considerati accessori vengono qui elevati a soggetto dell’opera, in un ribaltamento del tradizionale rapporto tra processo e risultato.

Prima dell’apertura della mostra, la ricerca si sviluppa attraverso la residenza artistica Matrix Fumo Manifestans presso Giardino Villa Cappuccini. In questo contesto Talloru costruisce una carbonaia e avvia il processo di carbonizzazione, riportando all’interno della pratica artistica una dimensione di tempo lento e di relazione diretta con la materia.
Proprio per descrivere la natura di questa trasformazione, l’artista propone il termine “meta-ilosi” in sostituzione di “metamorfosi”. La distinzione è sostanziale. Nella carbonizzazione il legno conserva infatti la propria struttura esterna e interna, mentre cambia soltanto la materia di cui è composto. Non si trasforma la forma, ma l’essenza materiale dell’oggetto. È un passaggio che investe il linguaggio della filosofia antica e al tempo stesso apre una riflessione contemporanea sulla persistenza delle cose e sulla possibilità di nuove destinazioni d’uso.
Dalla residenza confluiscono nella mostra una pseudo-scultura e una traccia olfattiva del processo di carbonizzazione, catturata su tessuto. Nel giardino rimane invece il segno più evidente del passaggio del carbonaio: un circolo pianeggiante di terra arricchita di polvere nera, testimonianza concreta di un processo che è insieme produzione materiale e gesto simbolico.
Ad accogliere il progetto è MA Project, artist run space e associazione non profit nata a Perugia nel 2021 dall’iniziativa di un gruppo di artiste e artisti residenti. Un luogo che ha fatto della coabitazione delle pratiche creative e del confronto con la città il proprio tratto distintivo, promuovendo mostre, interventi site-specific e percorsi di dialogo con le diverse comunità culturali del territorio.
La curatela è affidata a Quadro Zero, piattaforma fondata nel 2019 dall’art director Vincenzo Alessandria e dal fotografo Giulio Buchicchio, impegnata nel sostegno agli artisti emergenti attraverso il design, la comunicazione visiva e la documentazione fotografica.
Con NeroRuina, il carbone cessa definitivamente di essere materia destinata al consumo. Diventa invece archivio di trasformazioni, memoria della caduta degli alberi e strumento per interrogare il rapporto tra distruzione e permanenza. Un nero che non rappresenta soltanto un colore, ma il punto di arrivo di un processo in cui tecnica, paesaggio e tempo si depositano nella materia stessa dell’opera.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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