Srebrenica a Trieste. Il podcast “Enclave” e la memoria del genocidio

Sabato 20 giugno al Knulp di Trieste, Silvia Longhi e Samuele Sciarrillo presentano una narrazione performativa tratta dalla docuserie podcast dedicata al genocidio di Srebrenica. Una serata di ascolto, immagini e confronto per riflettere su una delle pagine più drammatiche della storia europea recente.

La testimonianza di Nedžad Avdić, sopravvissuto alle esecuzioni di massa del luglio 1995, diventa il punto di partenza di un racconto che interroga il presente. Il progetto si inserisce nella tredicesima edizione di Varcare la frontiera, dedicata quest’anno al tema delle “Interferenze”.


Nel luglio del 1995, a Srebrenica, un ragazzo di diciassette anni venne separato dalla propria famiglia insieme a migliaia di altri uomini e ragazzi bosniaci musulmani. Si chiamava Nedžad Avdić. Fu portato via, fucilato e sopravvisse. Attorno alla sua testimonianza prende forma Enclave – Sopravvivere a Srebrenica, la docuserie podcast realizzata da Silvia Longhi e Samuele Sciarrillo e pubblicata nel 2024. Il progetto sarà al centro dell’incontro in programma sabato 20 giugno alle ore 21 al Knulp di Trieste, nell’ambito di Varcare la frontiera, manifestazione giunta alla tredicesima edizione e quest’anno dedicata al tema delle “Interferenze”. L’evento era stato inizialmente previsto al Cavò, ma il forte interesse suscitato dai primi annunci ha reso necessario il trasferimento al Knulp, che aprirà eccezionalmente per accogliere un pubblico più numeroso.

Il podcast ricostruisce il genocidio di Srebrenica attraverso la voce di Nedžad Avdić, i documenti storici e un lavoro di ricerca condotto direttamente sui luoghi delle vicende. Nel luglio del 1995, mentre la comunità internazionale osservava gli eventi, oltre ottomila uomini e ragazzi bosniaci musulmani furono uccisi dalle forze serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić. Srebrenica era stata dichiarata dalle Nazioni Unite una “zona protetta”, un’enclave. Il massacro, avvenuto in Bosnia a poche ore di distanza da Trieste, è stato riconosciuto dalla Corte internazionale di giustizia come genocidio ed è considerato il più grave eccidio compiuto in Europa dopo la Seconda guerra mondiale.

Il lavoro di Sciarrillo e Longhi si propone di andare oltre la cronaca. La narrazione intreccia le voci degli autori, la testimonianza del sopravvissuto e un accurato sound design costruito sui luoghi, restituendo non soltanto la successione degli eventi ma la loro dimensione umana e il peso che il ricordo continua ad avere a trent’anni di distanza.

La serata triestina sarà costruita come una narrazione performativa ideata appositamente per l’occasione. Attraverso gli estratti più significativi del podcast, compresa la voce di Nedžad Avdić, il pubblico sarà accompagnato in un percorso di ascolto e riflessione. A completare l’incontro saranno le fotografie realizzate in Bosnia da Silvia Longhi, immagini dei luoghi attraversati dalla memoria e dal racconto, e un confronto diretto con gli autori.

La scelta di inserire Enclave all’interno di Varcare la frontiera assume un significato particolare. Il sottotitolo di questa edizione, “Interferenze”, trova infatti nel genocidio di Srebrenica una delle sue espressioni più profonde: un evento che continua a irrompere nel presente, che non si lascia relegare alla dimensione del passato e che mette in crisi ogni rappresentazione rassicurante di un’Europa definitivamente pacificata.

Portare questo racconto a Trieste, città segnata da confini, esodi e memorie complesse, non assume il valore di un semplice gesto simbolico. Diventa piuttosto l’occasione per riaffermare che alcune storie non appartengono soltanto a chi le ha vissute, ma anche a chi sceglie di ascoltarle e di farsene custode.


Da info <info@cizerouno.it>
Articolo a cura della Redazione Experiences

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