Cinema d’iDEA, l’Iran di Marjane Satrapi e le donne che sfidano il silenzio

La decima edizione del festival romano dedicato al cinema delle donne prosegue con un omaggio alla regista di “Persepolis” e con tre documentari che affrontano persecuzione religiosa, innovazione scientifica e diritti negati.

Dal fumetto autobiografico di Marjane Satrapi alle testimonianze delle donne bahai perseguitate in Iran, fino alle scienziate islandesi e alla comunità queer tunisina: Cinema d’iDEA conferma la propria vocazione a raccontare il mondo attraverso il cinema e lo sguardo delle donne.


La X edizione di Cinema d’iDEA – Women’s International Film Festival dedica la serata del 23 giugno a uno dei nomi più significativi della cultura contemporanea iraniana: Marjane Satrapi. Il festival romano, primo appuntamento della Capitale interamente consacrato alla regia femminile e diretto da Patrizia Fregonese de Filippo, rende omaggio alla fumettista, illustratrice, sceneggiatrice e regista iraniana attraverso un incontro che intreccia memoria, letteratura e attualità.
A ricordare Satrapi saranno la giornalista Rai Antonella Alba e Parisa Nazari, attivista e traduttrice dei film del regista iraniano Jafar Panahi, che leggerà alcuni brani di Persepolis. Il celebre romanzo grafico autobiografico, pubblicato all’inizio degli anni Duemila, racconta l’infanzia dell’autrice durante la Rivoluzione iraniana del 1979 e la sua adolescenza in Europa, offrendo uno sguardo insieme intimo e politico sulle trasformazioni dell’Iran contemporaneo. Dal libro nacque l’omonimo film d’animazione diretto dalla stessa Satrapi insieme a Vincent Paronnaud, premiato al Festival di Cannes nel 2007 e candidato agli Oscar, divenuto negli anni un’opera di riferimento per il cinema d’autore internazionale.

L’omaggio a Satrapi si inserisce nel percorso di un festival che quest’anno pone al centro il coraggio delle donne e dedica particolare attenzione al cinema iraniano e palestinese. La penultima serata di proiezioni proseguirà con l’anteprima fuori concorso di Women Who Said No, documentario del regista iraniano Sepher Atefi, presente in sala per incontrare il pubblico. Il film è dedicato alle donne appartenenti alla comunità bahai, la più numerosa minoranza religiosa non musulmana dell’Iran, da decenni sottoposta a discriminazioni e persecuzioni. Alla proiezione prenderà parte anche Yaganeh Agahi, giovane testimone che ha vissuto direttamente esperienze di carcere e torture.

Il programma guarda poi all’Islanda con Full Steam Ahead, documentario firmato dalle registe Susan Muska e Greta Olafsdottir. Il film racconta il percorso di un gruppo di scienziate che è riuscito a modificare gli equilibri di potere all’interno di un’importante azienda energetica del Paese. L’Islanda rappresenta un caso emblematico nel panorama internazionale: la geotermia copre gran parte del fabbisogno energetico nazionale e ha trasformato il territorio in un laboratorio avanzato di sperimentazione sulle energie rinnovabili. Le due autrici dialogheranno con la geologa Sveva Corrado, docente ordinaria dell’Università Roma Tre, per riflettere sulle prospettive di sviluppo di queste tecnologie anche in Italia.

La serata si concluderà con l’anteprima di Exile, documentario tunisino diretto da Yesmine Fersi, Lina Hamouda e Minyar Mrabti. Il film affronta una questione ancora largamente invisibile: la diffusione dell’HIV all’interno della comunità queer tunisina e le conseguenze prodotte da stigma sociale, discriminazione e difficoltà di accesso alle cure. Attraverso le vicende di due protagonisti, il documentario mette in luce la condizione di chi vive in un contesto in cui l’identità personale può diventare motivo di esclusione e marginalità, evidenziando il legame tra diritti civili, salute e riconoscimento sociale.

Nata come spazio di incontro tra cinema e impegno civile, Cinema d’iDEA conferma anche in questa decima edizione la propria identità di festival capace di utilizzare il linguaggio cinematografico come strumento di riflessione sulle questioni più urgenti del presente. Dalle vicende raccontate da Marjane Satrapi alle testimonianze delle donne iraniane, fino alle storie di emancipazione scientifica e di resistenza alle discriminazioni, il programma del 23 giugno compone un mosaico di esperienze diverse ma accomunate da una stessa esigenza: dare voce a chi troppo spesso resta ai margini del racconto pubblico.


Da Cristina Borsatti <crisborsatti@gmail.com> 
Articolo a cura della Redazione Experiences

About the author: Experiences