



In via Ruggero Boscovich apre uno spazio ideato dalla fotografa Daniela Ferrante Bernasconi: studio, galleria e luogo d’incontro dove la fotografia dialoga con moda, installazione e nuovi linguaggi visivi.
Una mostra inaugurale con tredici artisti e un programma permanente di attività culturali segnano l’avvio di un progetto che restituisce centralità alla fotografia come esperienza creativa, artigianale e collettiva.
Milano aggiunge un nuovo indirizzo alla propria geografia culturale. Il 23 giugno 2026, alle 19.30, apre ufficialmente DFB Studio, lo spazio fondato dalla fotografa Daniela Ferrante Bernasconi in via Ruggero Boscovich 14, a pochi passi dalla Stazione Centrale e nel cuore di un’area che per decenni ha rappresentato uno dei poli storici del commercio tessile cittadino. L’inaugurazione è accompagnata da una mostra collettiva che riunisce tredici autori appartenenti a generazioni e percorsi differenti: Alice Re, Daniela Ferrante Bernasconi, Elia Festa, Emanuele Scilleri, Federica Balliano, Federica Palmarin, Lucrezia Roda, Giuliano Grittini, Margareta Moen, Martina Pavloska, Pierluigi Bernasconi, Pino Pipoli e Sante D’Orazio. L’esposizione, visitabile fino al 12 luglio, è curata da Francesco “DEMO” De Molfetta, artista e curatore da tempo impegnato nella riflessione sui linguaggi visivi contemporanei.
L’idea che guida il progetto espositivo è quella di raccontare la fotografia come un territorio in continua trasformazione. Accanto alla tradizione del ritratto e della fotografia costruita convivono pratiche che contaminano il medium con la moda, il video, l’installazione e le nuove forme di narrazione visiva. La ritrattistica di autori come Giuliano Grittini dialoga così con ricerche che attingono all’immaginario della moda, come quelle di Federica Palmarin, o con i lavori di Emanuele Scilleri, incentrati sulla sovrapposizione e sulla stratificazione delle immagini per generare nuove figure e nuovi scenari percettivi.
Il percorso espositivo evidenzia una delle caratteristiche più interessanti della fotografia contemporanea: la sua capacità di travalicare i confini disciplinari. Se nel Novecento la fotografia si è progressivamente emancipata dal ruolo di semplice strumento documentario per essere riconosciuta come linguaggio artistico autonomo, oggi appare sempre più come un dispositivo aperto, capace di produrre installazioni, ambienti e forme di esperienza che coinvolgono il pubblico in maniera diretta. In questo senso, la mostra inaugurale di DFB Studio si propone come una ricognizione sulle molte identità della fotografia contemporanea.
La stessa natura dello spazio riflette questa idea di apertura. DFB Studio è stato concepito come una realtà ibrida, a metà tra atelier fotografico, galleria d’arte e luogo di incontro per creativi, professionisti e appassionati. I suoi 170 metri quadrati sono caratterizzati da travi bianche, pavimenti in marmo satinato color champagne e un sistema di illuminazione di tipo museale, elementi progettati per accogliere produzioni fotografiche d’autore, esposizioni temporanee e una programmazione culturale continuativa.
L’intervento assume anche un valore simbolico per il quartiere. Il recupero di uno spazio collocato in un’area storicamente legata all’artigianato e al commercio tessile restituisce nuova vita a una porzione della città che ha contribuito alla costruzione dell’identità produttiva milanese. Non si tratta soltanto di una riqualificazione architettonica, ma di un’operazione che mette in relazione memoria dei luoghi e nuove pratiche culturali.
La filosofia del progetto è racchiusa nel suo stesso nome. DFB è l’acronimo di Dream, Focus, Believe: sognare, mettere a fuoco, credere. Daniela Ferrante Bernasconi immagina infatti il nuovo spazio come un luogo nel quale la fotografia recupera una dimensione insieme artigianale e umana, un ambiente in cui le immagini non vengono soltanto prodotte ma condivise, raccontate e vissute come occasioni di incontro e di crescita creativa.
Lo studio è già operativo per progetti artistici e commerciali e si prepara ad ampliare la propria attività con l’avvio dell’«Opificio delle Meraviglie», percorso esperienziale dedicato alla fotografia al quale seguirà una programmazione permanente rivolta ad artisti, professionisti e pubblico. In una città che ha costruito gran parte della propria reputazione internazionale sulla capacità di intrecciare creatività, impresa e innovazione, DFB Studio si presenta come un nuovo luogo di produzione culturale, dove la fotografia torna a essere uno spazio di ricerca, dialogo e immaginazione condivisa.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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