L’Africa immaginata nel giardino in Versilia: Cegobi in residenza alla Belli Art House

A Querceta, la casa-museo BAH accoglie l’artista per un progetto site-specific che intreccia memoria, desiderio di altrove e dialogo con l’opera di Wifredo Lam.

Dal 27 giugno al 27 settembre 2026, la Belli Art House presenta “Cerco un po’ d’Africa in giardino”, mostra personale di Cegobi nata durante una residenza artistica che trasforma il giardino della villa in un paesaggio mentale abitato da simboli, animali e visioni.


L’idea di un’Africa evocata e sognata, più che rappresentata, attraversa la nuova mostra di Cegobi alla BAH – Belli Art House di Querceta, in Versilia. Il progetto, intitolato Cerco un po’ d’Africa in giardino, conclude la residenza artistica che l’autore ha svolto dal 1 al 26 giugno 2026 nell’ambito di Habitat, il programma di residenze promosso dal centro indipendente toscano. La mostra apre il 27 giugno alle 18.30 e rimarrà visitabile fino al 27 settembre su appuntamento.
Il titolo riprende un verso di Azzurro, la celebre canzone interpretata da Adriano Celentano nel 1968 e scritta da Paolo Conte e Michele Virano. Il brano, divenuto una delle colonne sonore del boom economico italiano, racconta il desiderio di evasione e la fascinazione per luoghi lontani. È proprio questo immaginario, sospeso tra nostalgia e proiezione fantastica, a costituire il punto di partenza del lavoro di Cegobi.

Il progetto nasce dall’incontro tra la ricerca dell’artista e l’identità stessa della Belli Art House, una dimora costruita negli anni Sessanta e oggi trasformata in casa-museo, sede di una collezione d’arte e di un centro dedicato alla ricerca contemporanea. In questo contesto il giardino storico della villa, la Collezione Belli e il paesaggio della Versilia diventano materia di esplorazione e di invenzione.

Nelle opere realizzate durante la residenza compaiono tartarughe, oleandri, baobab e creature ibride. Animali, piante e figure simboliche costruiscono una geografia poetica nella quale la natura si trasforma in linguaggio e il giardino smette di essere soltanto uno spazio fisico per diventare un territorio mentale. Il desiderio dell’altrove si manifesta attraverso immagini che sembrano emergere da ricordi personali e suggestioni collettive, secondo una modalità narrativa che caratterizza da tempo la ricerca dell’artista.

Al centro della mostra si colloca inoltre il confronto con Wifredo Lam, uno degli artisti più originali del Novecento, nato a Cuba nel 1902 e noto per aver sviluppato un linguaggio nel quale convergono avanguardie europee, simboli afro-cubani e riferimenti al Surrealismo. Alcune opere di Lam, appartenenti alla Collezione Belli, saranno esposte accanto ai lavori di Cegobi. Maschere, figure ibride e presenze zoomorfe creano un dialogo che mette in evidenza una comune attenzione verso il mito, il rituale e il rapporto profondo tra l’essere umano e il mondo naturale.

Più che raccontare un’Africa reale, la mostra riflette sull’esotico come costruzione culturale. Nel corso del Novecento, l’idea di luoghi lontani e incontaminati ha alimentato letteratura, cinema e arti visive, diventando spesso uno spazio di proiezione del desiderio e dell’immaginazione. In Cerco un po’ d’Africa in giardino questo meccanismo viene riletto in chiave contemporanea e trasformato in un percorso che intreccia memoria, collezione e creazione artistica.

La presenza di Cegobi alla Belli Art House nasce anche da una recente esperienza dell’artista presso Casa degli Artisti di Milano. La collaborazione tra le due realtà rappresenta un primo momento di dialogo tra centri indipendenti impegnati nel sostegno alla ricerca contemporanea, mettendo in relazione la dimensione internazionale di Milano con il tessuto culturale e produttivo della Versilia.

Gestita dall’associazione Alkedo APS, la BAH – Belli Art House si definisce come uno spazio ibrido in cui la dimensione domestica, l’archivio della Collezione Belli e la sperimentazione convivono e si alimentano reciprocamente. Attraverso il programma Habitat, il centro promuove residenze e progetti site-specific che mettono in relazione artisti, territorio e comunità, costruendo reti di collaborazione con istituzioni e realtà culturali nazionali e internazionali.

Pittore, scrittore e ricercatore, Cegobi sviluppa da anni una pratica che intreccia arte, antropologia, viaggio e culture popolari. Attraverso pittura, disegno e scrittura costruisce universi narrativi nei quali figure archetipiche, animali ed elementi simbolici convivono in equilibrio tra osservazione del reale e dimensione visionaria. La mostra di Querceta offre così l’occasione per entrare in un immaginario che non cerca una geografia precisa, ma il luogo sempre mutevole in cui memoria e desiderio si incontrano.


Da info@openartproject.it 
Articolo a cura della Redazione Experiences

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