




CONTAMINAZIONI – All’Aquila il dialogo tra fotografia e intelligenza artificiale per riflettere sulla guerra e sull’infanzia negata
Dodici dittici fotografici, un confronto tra immagini analogiche e creazioni generate dall’intelligenza artificiale e un unico tema al centro: l’infanzia ferita dai conflitti e dalle ingiustizie sociali. A Palazzo Camponeschi, nell’ambito di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, la rassegna Seminiamo Arte propone un percorso che intreccia memoria, storia dell’arte e nuove tecnologie.
L’arte può essere uno strumento di testimonianza, di denuncia e di rigenerazione civile. È da questa convinzione che nasce Contaminazioni. Contro la guerra e l’innocenza dell’infanzia negata, la mostra che il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila inaugura il 1° luglio 2026 nel Rettorato dell’Università degli Studi dell’Aquila, a Palazzo Camponeschi, e che rimarrà aperta fino al 29 agosto. L’esposizione costituisce il secondo appuntamento della sesta edizione di Seminiamo Arte, manifestazione inserita nel programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e sostenuta dal Comune dell’Aquila.
Il progetto espositivo si sviluppa attorno a dodici dittici fotografici che mettono in relazione due linguaggi e due modalità di produzione dell’immagine. Sul lato sinistro di ogni dittico compare una fotografia in bianco e nero realizzata dal Reporter sans Frontières Pino Bertelli, dedicata a bambini e adolescenti incontrati in zone di guerra, in contesti di marginalità sociale, in manifestazioni pacifiste o in territori segnati da profonde disuguaglianze, soprattutto in Africa e in America Latina. Sul lato destro si trova invece un’immagine generata dall’intelligenza artificiale a partire da prompt elaborati dal critico d’arte Antonio Gasbarrini.
Il dialogo tra le due immagini non è soltanto un confronto tecnico tra analogico e digitale. L’intelligenza artificiale viene infatti guidata verso un patrimonio iconografico che attraversa secoli di storia dell’arte occidentale. Nei prompt ricorrono richiami alla Strage degli innocenti di Giotto e di Nicola Pisano, alle scene di battaglia di Jean Fouquet, Paolo Uccello, Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino alle grandi denunce artistiche degli orrori della guerra rappresentate nei Disastri della guerra di Francisco Goya, nella Guernica di Pablo Picasso e nelle opere di Salvador Dalí, Otto Dix, David Alfaro Siqueiros e Renato Guttuso.
La mostra invita così il visitatore a riflettere sul modo in cui le immagini continuano a costruire la memoria dei conflitti e a interrogare le coscienze. Ogni dittico è dotato di un QR Code che consente di accedere alle opere e agli autori evocati nei prompt, offrendo la possibilità di attraversare alcune pagine esemplari della storia dell’arte e di comprendere le relazioni che legano le immagini contemporanee alle grandi iconografie del passato.
Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sottolinea come Seminiamo Arte rappresenti uno dei momenti significativi del programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, evidenziando la capacità di Contaminazioni di affrontare il tema dell’infanzia attraverso un dialogo inedito tra reportage e intelligenza artificiale e di proporre un forte messaggio di pace e solidarietà.

La rassegna Seminiamo Arte nasce nel 2021, nel pieno dell’emergenza pandemica, nel Villaggio di San Lorenzo, il quartiere realizzato dopo il terremoto del 2009 per ospitare gli abitanti del borgo medievale di Fossa. Sotto la direzione di Lea Contestabile e Antonio Gasbarrini, il progetto ha progressivamente consolidato la propria vocazione interdisciplinare, puntando su un’idea di arte contemporanea intesa come pratica di rigenerazione culturale e di ricostruzione del tessuto comunitario.
Anche la sesta edizione conferma questa impostazione. Attraverso iniziative che intrecciano innovazione, partecipazione e recupero degli spazi urbani, Seminiamo Arte si articola in numerose sezioni – da Arte e Natura ad Arte e Spiritualità, da Arte Pubblica ad Arte Relazionale, fino alle Residenze d’artista, ai workshop e ai laboratori – coinvolgendo molte delle sedi più significative del patrimonio storico e architettonico aquilano, dal Convento di Sant’Angelo d’Ocre al Monastero di San Basilio, dall’Orto Botanico di Collemaggio a Palazzo Benedetti, da Palazzo Spaventa al Palazzetto dei Nobili.
Al centro del progetto rimane il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila, nato per valorizzare la creatività fin dalla prima infanzia attraverso laboratori, attività educative, mostre e la costruzione progressiva di una collezione d’arte internazionale e di un Parco scultura. La scelta di affrontare il tema dell’infanzia negata e delle guerre attraverso il linguaggio delle immagini appare quindi pienamente coerente con la missione del museo.
Le figure di Pino Bertelli e Antonio Gasbarrini rappresentano due percorsi differenti ma complementari. Bertelli, fotografo di strada, film-maker e critico, ha costruito la propria ricerca attorno ai temi della diversità, dell’emarginazione, delle migrazioni e della libertà, divenendo una delle voci più originali della critica radicale neo-situazionista italiana. Gasbarrini, giornalista, critico d’arte e saggista, da decenni promuove il dialogo tra linguaggi e discipline attraverso attività editoriali, curatoriali e di ricerca.
In Contaminazioni questi due percorsi si incontrano per proporre una riflessione che va oltre il semplice confronto tra fotografia e intelligenza artificiale. Le immagini diventano strumenti di conoscenza e di responsabilità, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra memoria storica e nuove tecnologie, tra rappresentazione e coscienza civile, e sul dovere di non distogliere lo sguardo dall’innocenza ferita dell’infanzia.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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