Beats of Pompeii 2026, l’Anfiteatro antico fa omaggio a Ennio Morricone

La terza edizione del festival campano prende il via con gli islandesi Of Monsters and Men e con il concerto-evento “È Mio Padre – Morricone Dirige Morricone”, intrecciando spettacolo, patrimonio archeologico e impegno sociale.

Tra le pietre dell’antica Pompei torna uno degli appuntamenti culturali più originali del panorama italiano. B.O.P. – Beats of Pompeii conferma la vocazione internazionale del sito archeologico, trasformando l’Anfiteatro romano in un luogo d’incontro tra linguaggi musicali, memoria storica e nuove forme di turismo culturale.


Il 24 giugno prende il via la terza edizione di B.O.P. – Beats of Pompeii 2026, il festival che da tre anni porta grandi protagonisti della scena musicale nazionale e internazionale nell’Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei. La rassegna, promossa dal Ministero della Cultura, dal Parco Archeologico di Pompei, dal Comune di Pompei e dalla Regione Campania, si è progressivamente affermata come uno degli esperimenti più significativi di valorizzazione integrata del patrimonio storico italiano, capace di coniugare spettacolo, archeologia e promozione del territorio.
La direzione artistica è affidata a Giuseppe Gomez, mentre l’organizzazione è curata da Blackstar Entertainment e Fast Forward, con Radio2 nel ruolo di media partner. L’obiettivo dichiarato è fare del sito archeologico non una semplice cornice scenografica, ma una componente viva dell’esperienza culturale, in grado di attrarre un pubblico eterogeneo e internazionale.

Ad aprire il programma sarà il concerto degli Of Monsters and Men. La formazione islandese, tra i nomi più amati della scena indie-folk mondiale, arriva per la prima volta nel Sud Italia nell’ambito del suo tour internazionale, portando a Pompei il nuovo album All Is Love and Pain in the Mouse Parade. Il gruppo rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della musica islandese contemporanea. Dall’esordio di My Head Is an Animal del 2011, trainato dalla diffusissima Little Talks, la band ha costruito una cifra stilistica fondata sull’intreccio di voci maschili e femminili, sui cori stratificati e su arrangiamenti che mescolano folk, rock e suggestioni orchestrali. La loro traiettoria artistica si colloca idealmente nel solco aperto da figure come Björk e Sigur Rós, contribuendo a consolidare l’immagine dell’Islanda come uno dei laboratori musicali più fertili del panorama contemporaneo.

Il giorno successivo, il 25 giugno, il festival ospiterà uno degli appuntamenti più significativi dell’intera rassegna: il concerto-evento È Mio Padre – Morricone Dirige Morricone. Sul podio salirà Andrea Morricone, figlio del grande compositore romano, alla guida dell’Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale di Modena, mentre la voce narrante di Marco Morricone accompagnerà il pubblico in un percorso fatto di musica, ricordi e testimonianze familiari. Lo spettacolo vedrà impegnati oltre cento artisti tra orchestra e coro, con la partecipazione del Coro da Camera Ricercare Ensemble, della soprano Vittoriana De Amicis, del baritono Alessio Quaresima Escobar e della pianista Cecilia Grillo.

L’iniziativa assume anche un forte valore sociale. L’intero ricavato della serata sarà devoluto alla Fondazione Città della Speranza Ente Filantropico, impegnata nel sostegno alla ricerca sulle malattie oncoematologiche e sulle patologie rare pediatriche. L’evento, come evidenziato dal direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, rappresenta un esempio concreto di dialogo tra cultura, ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio archeologico.

A sei anni dalla scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2020, Ennio Morricone continua a occupare un posto centrale nella storia della musica del Novecento. Autore di oltre 470 colonne sonore per cinema e televisione, insignito di due Premi Oscar e di tre Grammy Awards, il compositore romano ha ridefinito il rapporto tra immagine e suono, creando un lessico musicale riconoscibile e profondamente innovativo. Le sue collaborazioni con registi come Sergio Leone, Brian De Palma, Oliver Stone e Roman Polanski hanno prodotto alcune delle pagine più memorabili della storia del cinema, dimostrando come la musica per film possa raggiungere una dimensione autonoma e universale.

La terza edizione di B.O.P. proseguirà fino al 27 luglio con un cartellone che attraversa generi e sensibilità differenti, dal rock al pop d’autore, dal jazz alla musica classica, con artisti come Beat, Riccardo Cocciante, Pat Metheny, Opeth, Coez, Vinicio Capossela, Tropico, Riccardo Muti, Marcus Miller, Charlie Puth, Marillion e Savatage. Il programma si estende inoltre oltre i concerti, comprendendo percorsi archeologici, degustazioni e visite alle antiche vigne del territorio pompeiano. Ogni sera rimarrà aperta anche l’esposizione permanente dedicata all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e ai calchi delle vittime, recentemente allestita nella Palestra Grande degli Scavi.

Con questa formula, B.O.P. – Beats of Pompeii conferma una delle tendenze più interessanti del turismo culturale contemporaneo: l’idea che i grandi siti storici possano diventare luoghi di produzione culturale attiva e non soltanto spazi di conservazione. Nell’Anfiteatro di Pompei, costruito nel I secolo a.C. e tra i più antichi anfiteatri romani conservati, la musica contemporanea entra così in dialogo con oltre duemila anni di storia, offrendo al pubblico un’esperienza che unisce emozione estetica, memoria e scoperta del patrimonio.


Da giulio di donna <feedback@hungrypromotion.it> 
Articolo a cura della Redazione Experiences

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