
Un volume curato da Fabrizio Vignati raccoglie il pensiero del padre della Excellence Theory e ne rilancia l’attualità nell’era dell’intelligenza artificiale e della reputazione digitale
Esce per FrancoAngeli “My Journey in PR”, un libro dedicato a James E. Grunig, tra gli studiosi che più hanno influenzato la ricerca e la pratica delle relazioni pubbliche a livello internazionale. Il volume, promosso da FERPI e dall’Università IUSTO e curato da Fabrizio Vignati, propone un percorso attraverso le idee che hanno ridefinito il rapporto tra organizzazioni e pubblici.
Nel mondo delle relazioni pubbliche pochi studiosi hanno esercitato un’influenza paragonabile a quella di James E. Grunig. Professore emerito di comunicazione all’Università del Maryland, autore di oltre duecentocinquanta pubblicazioni scientifiche e cofondatore del “Journal of Public Relations Research”, Grunig è considerato uno dei principali artefici della legittimazione accademica delle relazioni pubbliche come disciplina autonoma. Il suo lavoro ha contribuito a trasformare una professione spesso identificata con la sola attività di promozione in una funzione manageriale strategica fondata sulla costruzione di relazioni tra organizzazioni e stakeholder.
A questo percorso intellettuale è dedicato “My Journey in PR”, il volume pubblicato da FrancoAngeli e curato da Fabrizio Vignati, giornalista, socio del Chartered Institute of Public Relations di Londra e presidente di FERPILab, il centro studi di FERPI. Il libro nasce all’interno di un progetto scientifico promosso e finanziato da FERPI e dall’Università IUSTO con l’obiettivo di offrire ai lettori italiani uno strumento organico per comprendere il pensiero di Grunig e la sua eredità teorica.
La struttura del volume si articola in tre parti. La prima è costituita da un saggio scientifico di Fabrizio Vignati che ricostruisce criticamente l’evoluzione delle teorie di Grunig e la loro applicazione nel contesto contemporaneo. La seconda propone un’intervista originale e inedita nella quale lo studioso ripercorre in prima persona il proprio itinerario umano, accademico e professionale. La terza parte raccoglie sette articoli considerati fondamentali per comprendere la maturità del suo pensiero, affrontando temi quali il management strategico delle relazioni pubbliche, l’impatto dei media digitali, le questioni etiche, la teoria situazionale dei pubblici e i processi di inclusione sociale.
Tra i contributi più noti di Grunig figura la teoria situazionale dei pubblici, elaborata per comprendere perché le persone reagiscano in maniera diversa di fronte ai problemi e alle attività delle organizzazioni. Ugualmente centrale è la formulazione dei quattro modelli storici delle relazioni pubbliche, tra i quali ha assunto particolare rilievo il modello simmetrico a due vie, basato sull’ascolto, sul dialogo e sulla ricerca di relazioni reciprocamente vantaggiose tra organizzazioni e pubblici.
La riflessione dello studioso ha raggiunto la sua più compiuta sistemazione nella Excellence Theory, sviluppata a partire dagli anni Ottanta e Novanta attraverso un ampio programma di ricerca internazionale. Secondo questo approccio, le relazioni pubbliche contribuiscono concretamente all’efficacia delle organizzazioni quando partecipano ai processi decisionali e gestiscono in maniera strategica le relazioni con gli stakeholder. Una visione che ha profondamente influenzato l’insegnamento universitario e la pratica professionale in numerosi Paesi.
Il volume si inserisce in un momento di trasformazione profonda della comunicazione. La convergenza tra relazioni pubbliche, comunicazione integrata e stakeholder engagement, la diffusione di modelli phygital, l’affermazione dell’intelligenza artificiale e la crescente centralità della reputazione in chiave ESG stanno ridefinendo il ruolo della professione. In questo scenario il pensiero di Grunig continua a offrire strumenti interpretativi di straordinaria attualità.
Non a caso, nella prefazione al volume, Toni Muzi Falconi, tra le figure più autorevoli delle relazioni pubbliche italiane, sottolinea il valore del lavoro editoriale di Fabrizio Vignati, evidenziandone la capacità di restituire il pensiero di Grunig nella sua complessità, evitando di ridurlo a formule semplificate o slogan.
“My Journey in PR” si presenta così non soltanto come un omaggio a uno dei padri fondatori della disciplina, ma come un’occasione per rileggere le relazioni pubbliche alla luce delle sfide contemporanee. In un’epoca segnata dalla velocità delle tecnologie digitali, dall’iperconnessione e dalla crescente domanda di trasparenza, le intuizioni di James E. Grunig sulla comunicazione simmetrica, sul dialogo e sulla gestione strategica delle relazioni si confermano ancora oggi una bussola preziosa per studiosi, studenti e professionisti della comunicazione.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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