


A Querceta nasce “Design in Villa”, un nuovo appuntamento dedicato al collectible design tra architettura degli anni Cinquanta, arte contemporanea e ricerca materica
Dal 27 giugno al 27 settembre 2026 la BAH – Belli Art House di Querceta inaugura la prima edizione di “Design in Villa”, progetto espositivo che mette in relazione il design contemporaneo con gli ambienti di una dimora storica. In mostra opere di Marco Guazzini, Francesco Maria Messina, Studio17, Tipstudio e Haydn Von Werp.
Ci sono oggetti che cambiano completamente significato quando vengono spostati da una fiera o da una galleria alla stanza di una casa. Una lampada, una seduta, una superficie scolpita dalla materia ritrovano improvvisamente la loro ragione d’essere: quella di entrare in relazione con lo spazio e con la vita quotidiana. È da questa intuizione che prende forma Design in Villa, nuovo appuntamento annuale dedicato al collectible design e al dialogo tra progettualità contemporanea, architettura e memoria.
La prima edizione della manifestazione, ospitata alla BAH – Belli Art House di Querceta, in Versilia, si apre il 27 giugno 2026 e prosegue fino al 27 settembre negli ambienti di una villa degli anni Cinquanta conservata nelle sue caratteristiche originarie. La dimora custodisce la Collezione Belli e ospita oggi un centro indipendente dedicato alla ricerca contemporanea, trasformandosi per l’occasione in un laboratorio espositivo in cui il design viene restituito alla dimensione dell’abitare.
L’idea curatoriale si allontana consapevolmente dalla neutralità del cosiddetto white cube, lo spazio espositivo concepito come contenitore astratto e privo di riferimenti. In Design in Villa sono invece gli stessi ambienti domestici a diventare parte dell’opera. Arredi originali, rivestimenti in marmo, sistemi di illuminazione e opere della collezione partecipano alla costruzione del percorso, creando relazioni inedite tra oggetti contemporanei e memoria architettonica. Il design non viene semplicemente mostrato al pubblico, ma vissuto all’interno di un contesto reale, in un continuo dialogo tra passato e presente.

La mostra riunisce cinque protagonisti della scena internazionale accomunati dall’interesse per il collectible design, la functional art e la sperimentazione sui materiali: Marco Guazzini, Francesco Maria Messina, Sbrana e Mallegni – Studio17, Tipstudio e Haydn Von Werp. Pur muovendosi attraverso linguaggi differenti, tutti condividono una riflessione sul rapporto tra materia, funzione e narrazione.
Marco Guazzini sviluppa una ricerca centrata sulla capacità dei materiali di generare significati e memorie. Emblematica è la creazione di Marwoolus®, materiale ottenuto dalla fusione tra lana di Prato e marmo di Pietrasanta, che trasforma residui produttivi in superfici e oggetti di forte presenza scultorea. Il suo lavoro si inserisce nel dibattito contemporaneo sul riuso e sulla sostenibilità, dimostrando come l’innovazione possa nascere anche dalla reinterpretazione delle tradizioni manifatturiere locali.
Francesco Maria Messina opera invece al confine tra architettura, design e scultura. Pietra lavica, alabastro, fossili e metalli diventano strumenti per indagare la memoria geologica e i processi di trasformazione della materia. Le sue opere superano la pura funzione per entrare nel territorio della functional art, espressione che identifica quegli oggetti che, pur mantenendo una possibile destinazione d’uso, si affermano per il loro valore artistico e simbolico.
La pratica di Caterina Sbrana e Gabriele Mallegni, riuniti nello Studio17, nasce dall’incontro tra ricerca artistica, artigianato e osservazione del paesaggio. Attraverso la trasformazione di pietre e rocce in forme ceramiche ibride, i due artisti costruiscono un racconto fatto di geografie, ecosistemi e memorie profonde, suggerendo un’idea di design come strumento di relazione con il tempo lungo della natura.
Tipstudio, fondato da Tommaso Lucarini e Imma Matera, sviluppa invece un linguaggio che intreccia design, arte e culture materiali. Le opere nascono dall’analisi dei territori e dei processi produttivi e si concretizzano in oggetti e installazioni dal forte carattere scultoreo, nei quali il sapere artigianale e la riflessione concettuale convivono in equilibrio.
La ricerca di Haydn Von Werp è infine orientata verso l’essenzialità della forma e il rapporto tra struttura, equilibrio e presenza fisica dell’oggetto nello spazio. Attraverso geometrie misurate e una particolare attenzione alle proporzioni, le sue opere sembrano oscillare continuamente tra installazione e oggetto d’uso.
Con questa prima edizione, Design in Villa si propone di diventare un appuntamento ricorrente capace di attrarre collezionisti, architetti, curatori e appassionati, restituendo al design una dimensione spesso dimenticata. Non quella dell’oggetto isolato su un piedistallo, ma quella dell’esperienza quotidiana, nella quale forme, materiali e memorie entrano in relazione con lo spazio e con chi lo abita. La villa di Querceta si trasforma così in un laboratorio temporaneo di visioni contemporanee, dove il progetto torna a essere, prima di tutto, una forma di vita nello spazio.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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